Cucinare da solo

Per tutti i nostri anni insieme ho sempre aiutato Elena a cucinare : era divertente, lei preparava i piatti e io facevo il resto, affettare, pelare, grattuggiare etc… La cucina della casa vecchia non era enorme, avevamo pochi punti di appoggio, ala fine era sempre un delirio ma noi ci giravamo bene, non ci intralciavamo mai.

Questa cucina è enorme, Elena l’aveva studiata per poter avere tutto al posto giusto e poter usare le cose senza problemi… ma purtroppo non è mai riuscita.

Avevamo ospiti ogni tanto, ma mai numerosi come a Santo Stefano, quando tutte e due le nostre famiglie, per tradizione, si riusniscono da noi. In questo caso siamo sempre parecchi e quindi il lavoro di preparazione di conseguenza.

Anche se Elena non c’è più avevo deciso già dall’anno scorso di mantenere questa consuetudine che lei adorava e che tutti aspettavamo con gioia. E’ stato comunque un modo per sentirla sempre con noi…

Però ho dovuto cucinare da solo… in una cucina enorme…

G.

La tavola natalizia

A Elena piaceva un sacco preparare la tavola per Natale o, più in particolare per il pranzo di -Santo Stefano.

Il pranzo di Natale era un po’ itinerante, non sempre si faceva da noi e anche quando era non eravamo mai in tanti e usavamo il servizio bello della lista nozze. Invece per Santo Stefano eravamo sempre una brigata, da tradizione si è sempre fatto a casa nostra, e allora avevamo scelto di utilizzare piatti di carta.

Però i piatti che venivano utilizzati erano sempre scelti con estrema cura, attenzione agli abbinamenti di colore e soprattutto che non si ripetessero combinazioni dell’anno precedente. A questo scopo venivano fatte parecchie foto che restavano come documentazione.

Sceglieva con cura anche il centro-tavola : poteva essere con frutti o con pigne colorate, con ghirlande o fiori, ma tutto doveva essere perfettamente armonizzato… un vero outfit della tavola…

G.

Playlist natalizia

Elena adorava l’atmosfera natalizia, soprattutto quella domestica. Le piaceva il soggiorno con la luce soffusa e le luci dell’albero che lampeggiavano, l’odore dei mandarini e delle castagne per casa… magari una spruzzata di neve fuori dalle finestre.

Ovviamente anche la musica che si ascoltava rispecchiava questa atmosfera e quindi quasi tutti gli slot dello stereo erano occupati da CD con musica natalizia : con gli anni le avevo regalato alcuni di questi CD interpretati da cantanti famosi. Era la musica della vigilia mentre si cucinava, di Sant’Ambrogio mentre si faceva l’albero e il sottofondo di ogni pranzo che si fosse tenuto a casa nostra.

In questi giorni ovunque vada continuo a sentire questa canzone. Elena proprio non sopportava Mariah Carey, era la sintesi delle gatte morte, eppure ogni volta che la sento riesco solo a pensare a lei che ascoltandola balla facendo l’albero …

G.

SUPERRADIO

Amici

Il blocco da dedicare alla radio lo ha lasciato Elena, solo il titolo… non ha fatto in tempo a scriverlo… io posso solo provarci.

Superradio era la radio da dove Elena aveva trasmesso per parecchi anni. Per lei erano stati anni speciali, di divertimento e di musica e credo siano stati tra i suoi più belli. Mi raccontava mille aneddoti divertenti e avventurosi di quei giorni con un sorriso che la illuminava in modo particolare. Ogni volta che passavamo sulla via di Corsico dove aveva sede la radio, guardava in fondo al cortile dove c’era l’entrata e me lo indicava, sempre, come se fosse stata la prima volta che lo faceva.

Lei non era tipo da social, ma si era creata la pagina su Facebook quando aveva scoperto che la gente della radio si ritrovava ogni tanto. La prima volta che partecipò era emozionatissima di rivedere i compagni d’avventura e quando tornò a casa era raggiante. Io non ho mai partecipato, non me lo ha mai nemmeno chiesto perché era giusto così, era una cosa troppo sua. Mi piaceva sentire i racconti delle serate. L’ultima a cui ha partecipato è stata a Febbraio 2018 : quando ho dovuto “ripulire” il suo cellulare ho trovato delle foto di quella serata (una è in questa pagina) che raccontano davvero quanto si fosse divertita.

Le è sempre rimasta la voglia di tornare in radio, credo che con la sua voce e la sua competenza musicale avrebbe potuto tranquillamente farlo. Mi aveva detto che con il gruppo avevano parlato di una webradio e l’idea la attirava tantissimo.

Non so quanto questa possibilità sia realizzabile, ma credo che non ci sarebbe modo migliore di ricordarla che con una RadioGina…

G.

Come un libro di Danielle Steel…

Ho iniziato a girare un po’ per librerie per guardare libri da regalare e oggi, tra le novità, ho visto un nuovo libro di Danielle Steel.

Era una delle autrici preferite di Elena, la leggeva preferibilmente d’estate e rigorosamente in inglese. Ne aveva parecchi, certi distrutti perché quando non aveva di meglio da leggere o quando aveva voglia di un certo tipo di lettura li rileggeva, anche più di una volta.

Erano storie romantiche, con ambientazioni storiche o contemporanee, ma tutte con la stessa caratteristica: ai protagonisti succedeva di tutto! Malattie, disgrazie, amori non corrisposti da chi amavano e corrisposti da chi non volevano… un susseguirsi di tragedie fino, incredibilmente, al lieto fine… La prendevo in giro dicendole che a parte invasioni aliene, cadute di meteoriti o satelliti in avaria, in anni di lettura era successo praticamente di tutto, qualsiasi disgrazia pensabile era avvenuta… Ma a lei piacevano, le storie tormentate erano ancora più romantiche…

Da 18 mesi mi sembra di vivere in un romanzo di Danielle Steel… al momento non ho ancora visto un lieto fine…

G.

Istruzioni per l’uso

Come è universalmente accertato: gli uomini non leggono le istruzioni e non chiedono le indicazioni stradali…

Soprattutto per quanto riguarda i libretti di istruzioni io non faccio eccezione, mentre Elena, in quanto donna e del segno della Vergine, era la prima cosa che toglieva dalla confezione e li leggeva attentamente, spesso al posto di un libro prima di addormentarsi… Quando siamo arrivati nella casa nuova eravamo senza cucina e così comprammo un microonde ed un paio di piastre ad induzione per cucinare. Le piastre erano semplici quindi la lettura del libretto fu giudicata superflua, mentre andava approfondito l’uso del microonde. Faceva fatica a leggere e a mantenere il fascicolo davanti al viso solo con una mano; così mi fece staccare tutte le pagine dalla rilegatura e le prendeva una alla volta… neanche il male poteva impedirle di saper usare in modo corretto un elettrodomestico.

Fatta questa premessa, negli ultimi tempi mi son ritrovato a riflettere e ho maturato la sensazione che Elena abbia lasciato alle persone che sono vicine a me ad Andrea delle istruzioni… Lei era una persona pragmatica, concreta… con me non ne ha mai parlato, ma sono certo che avesse considerato anche il decorso peggiore della sua malattia e ovviamente il suo primo pensiero sarà stato per me ed Andrea. Non per sfiducia, semplicemente per essere sicura che avessimo tutto il supporto di cui avremmo avuto bisogno.

Assicuratasi che non saremmo rimasti “soli” avrà ritrovato la tranquillità e la forza per pensare a se stessa… ma solo dopo…

G.

7 Dicembre

Il 7 Dicembre è il giorno per fare l’albero di Natale… non importa quanto e cosa avessimo da fare, l’albero doveva essere fatto… A Elena piaceva fare l’albero, organizzare le decorazioni in modo che fosse bello carico ma non disordinato, distribuire le luci e le ghirlande…

Metteva tre o quattro cd di canzoni natalizie che ascoltava a nastro mentre lo faceva, cantando e ballando… per lei era un momento davvero felice.

In questi ultimi anni aveva poi comprato una fila di luci da esterno, per il balcone, le piacevano un sacco: non erano chiassose, intermittenti o troppo colorate, erano bianche, a goccia.. Quando arrivava a casa con il buio e le vedeva accese intorno al balcone era felicissima.

Le ho messe l’anno scorso e le metterò sul balcone anche quest’anno… girando l’angolo ed entrando nella via si vedono bene… le sarebbero piaciute…

G.

Un grande viaggio…

Quando Elena creò la sua società era entusiasta ma aveva anche timore per il passo impegnativo che stava facendo…

Ho sempre cercato di rassicurarla e di sostenerla sia per la fiducia totale che ho sempre avuto nelle sue capacità sia perché ero davvero convinto, lavorando e conoscendo anch’io il settore, che fosse una scelta che avrebbe dato i suoi frutti.

Ricordo che quando arrivò il primo ordine mi chiamò per dirmelo… era entusiasta ma anche un pochino delusa per il fatto che si trattasse di soli 176 Euro…

Allora le dissi che un grande viaggio comincia sempre con un piccolo passo, frase ovviamente non mia e probabilmente nemmeno così, ma al momento mi venne in questo modo.

Sentii la sua voce cambiare e riprendere decisione e convinzione, oltre a percepire uno dei suoi sorrisi mentre mi ringraziava per l’incoraggiamento.

Scrisse la frase sulla copia dell’ordine e se la appese alle spalle della sua postazione…

Credo che comunque, nonostante tutti quelli che l’hanno ostacolata, ma grazie soprattuto alle colleghe che l’hanno aiutata, sia stato un grande viaggio…

G.

Tre Parole

Ieri sera stavo disegnando e mi è passata questa canzone nell’MP3…

Elena ogni tanto me la cantava, specialmente quando guardavamo il tramonto dal terrazzo a Camogli mentre mi abbracciava.

Per un nostro anniversario le disegnai anche un biglietto a tema.

Però mi ricorda anche un altro momento. Nel 2010 avemmo in affido una bambina di 5 anni, Giulia. Si rivelò poi purtroppo un’esperienza dura e difficile e dovemmo concluderla. Però i primi tempi dell’affido furono belli e mi ricordo che un giorno trovarono nel pc il file di questa canzone e si misero a cantarla insieme a squarciagola… fu un momento davvero bello.

G.

Via Madonnina 2

E’ un altro indirizzo di Milano che ad Elena era particolarmente caro.

E’ l’indirizzo dove aveva abitato per qualche anno da piccola. La casa non era grande e così quando la famiglia si allargò ulteriormente dovettero spostarsi.

In Brera c’è un bellissimo negozio di materiale da disegno, così ogni volta che dovevo andarci mi accompagnava e ogni volta mi mostrava il chiosco dove suo papà le comprava il gelato, mi raccontava di quando la portavano a giocare nel cortile del Castello… una volta trovammo il portone aperto ed entrammo in cortile… era emozionata mentre mi mostrava il pianerottolo e la porta di quella che era stata casa sua. Aveva dei ricordi davvero dolci di quegli anni.

Settimana scorsa sono tornato al negozio e ho rivissuto tutti quei racconti, il ricordo del suo entusiasmo…

G.

Quanno chiove

In questi giorni di pioggia battente ho indugiato spesso dietro ai vetri, guardando la pioggia cadere… mentre facevo colazione, preparando la cena…

Specialmente la notte sono stato in mansarda a disegnare o anche semplicemente seduto al tavolo da disegno ad ascoltare la pioggia cadere sui lucernari…

Questo tempo ci piaceva tantissimo, dopo una settimana a correre in giro per lavoro ci piaceva rintanarci in casa, con gatti e castagne per goderci la vista della pioggia.

Quindi credo sia appropriato questo pezzo : Elena ammirava Pino Daniele come grande chitarrista… avremmo voluto andare all’ultimo concerto che tenne a Milano nel Dicembre 2015, ma non riuscimmo. Ci ripromettemmo di non perdere il successivo. Lui purtroppo se ne andò pochi giorni dopo…

G.

Via Marco Polo 10

In questi giorni ho portato la macchina dal gommista e mentre aspettavo che facessero il lavoro ho passeggiato un po’… Ho camminato senza pensare a dove andassi e mi sono ritrovato davanti al cancello di Via Marco Polo 10: qui è dove abitava Elena quando ci siamo conosciuti.

Era un delizioso bilocale con non tantissimo spazio ma davvero accogliente. Noi ci stavamo bene, anche se quando eravamo tutti e tre si stava un po’ stretti. C’era un bel balcone che dava su di una piazzetta chiusa e dove la bouganville fioriva in maniera clamorosa, con grande gioia di Elena.

In soggiorno abbiamo cenato e guardato film a lume di candela… nella cucina, stretta, avevamo un piccolo tavolino dove cenavamo noi due quando eravamo da soli…

C’era un piccolo ingresso che sotto Natale ospitava l’albero…

Davanti a quel cancello ci eravamo dati il primo bacio…

Adoravamo quella casa, quando decidemmo che avremmo avuto bisogno più spazio il primo pensiero fu di verificare la possibilità di prendere l’appartamento di fianco o di sopra per collegarli… ma non fu possibile… ce ne andammo con un po’ di tristezza e ogni tanto passavamo sotto quelle finestre…

In fondo quella potrebbe essere stata la nostra prima casa dei sogni…

G.

Suonala ancora…

Il video qui sotto è un po’ atipico rispetto a quelli che mettiamo solitamente…

E’ una lezione on-line di Claudio, dove ha usato la Gibson di Elena che gli avevo portato qualche settimana fa.

Vederla fuori dalla cusotdia e sentirla suonare, specialmente “Stairway to heaven”, è stata una grande emozione… mi sono venuti in mente tanti momenti quando entravo in soggiorno e trovavo Elena che provava…

Sono sicuro che le sarebbe piaciuto tantissimo vedere questo video e sentire come suoni ancora la sua bambina preferita…

Grazie Claudio.

G.

Ti ho sposato per allegria…

Elena me lo diceva spesso e spesso mi trovo a scrivere o a pensare a quanto con Elena ci divertissimo quando eravamo insieme. Avevamo i nostri tormentoni, magari ci venivano in mente fatti, persone o frasi che ci avevano particolarmente divertito e ne ridevamo anche a distanza di tempo.

Lei sapeva essere una persona estremamente seria e professionale quando era il momento, ma era anche estremamente solare e divertente, con delle uscite che a volte avevano un effetto amplificato proprio perchè da lei non te le saresti mai aspettate…

Penso che il buon umore che riuscivamo comunque a mantenere, anche nei momenti più complicati, fosse una parte importante di quello che ci faceva stare bene insieme… sapere di avere l’altro vicino bastava per dare comunque allegria alle giornate…

Ridere insieme aveva davvero un sapore particolare…

G.

Seconda stella a destra…

Nonostante fosse una persona estremamente pratica, era pur sempre della Vergine, Elena aveva tantissimi sogni e tante volte ne parlavamo…

Da piccola poteva essere portare a casa ogni gatto randagio che incontrava, da grande coltivare la sua grande passione per la cucina, per la musica… ma alla fine anche per il suo lavoro, nonostante non fosse quello che aveva sempre sognato… ma era qualcosa che avrebbe potuto costruire con le sue grandi capacità.

Il giorno che venne costituita la società l’avevo accompagnata in Veneto e quindi poi ci trovammo per tornare a casa… ricordo che arrivò e scese raggiante dalla macchina del suo socio, emozionata per il passo fatto e per l’idea di avere qualcosa di suo da sviluppare e far crescere…

Purtroppo poi la realtà delle persone sarebbe stata molto diversa, ma lei ha perseguito il suo sogno fino all’ultimo… nonostante tutto e tutti…

G.

Le bambine

Quando Elena parlava delle bambine qualche volta intendeva le sue piante, ma molto più spesso intendeva le sue chitarre.

La prima gliela regalai per il primo Natale insieme… però non sapevo niente di chitarre e quindi poi scoprii che non era proprio adatta a lei.. poi ce ne furono altre, è arrivata ad averne 5, adorava guardare la fila delle custodie…

L’ultima arrivata era stata la Gibson SG, la chitarra di Angus Young. Gliel’avevo regalata per il 50° compleanno… ero indeciso se regalarle un gioiello importante oppure una chitarra importante… il dubbio mi è durato poco… e lei ne fu felicissima. Aveva la custodia rigida e quindi fu un cinema nasconderla per casa. Ricordo ancora il suo stupore quando la feci emergere dalla cabina armadio il giorno del suo compleanno!

Adesso quando salgo in mansarda guardo anch’io la fila di custodie e mi si stringe il cuore. Però la Gibson non ce la facevo a vederla lì così, era il suo gioiello… e allora l’ho “prestata” al suo maestro di chitarra, come mi aveva chiesto lei quando aveva perso l’uso del braccio sinistro… però l’avrebbe rivoluta indietro quando fosse potuta tornare a suonare. Era la sua speranza più grande…

G.

Lucca

Lucca è un’altra delle nostre città preferite. Ci siamo andati spesso, sia quando eravamo in giro per lavoro sia quando riuscivamo ad includerla nei nostri giri di vacanza.

Per me poi Lucca è un posto speciale perchè vuol dire anche fumetti.

Avevamo fatto il nostro primo e unico (almeno fino al 2015) viaggio da soli proprio a Lucca quando lei mi aveva accompagnato per Lucca Comics… era Ottobre 2000…

Eravamo partiti di venerdì pomeriggio, era la prima volta che si allontanava da Andrea per una distanza superiore a quella dell’ufficio… Abbiamo dormito in un bellissimo albergo in una villa d’epoca fuori Lucca, abbiamo cenato in un ristorante in Garfagnana, buonissimo… ma lei aveva sempre il pensiero a Milano… la mattina dopo siamo andati ai Comics, non erano ancora in giro per la città, ma dentro al palazzetto e al campo sportivo… ad un certo punto l’ho guardata, le ho proposto di comprare un gioco per Andrea e tornare a a casa. Mi ha guardato e mi ha detto subito di sì… quel viaggio non è durato nemmeno 24 ore…

Ci abbiamo sempre scherzato sopra : lei mi diceva che nonstante fossi ai Comics e lei mi avesse fatto tornare subito l’avevo sposata lo stesso, io le dicevo che nonstante il primo viaggio da soli l’avessi portata a vedere fumetti mi aveva sposato lo stesso…

Ma negli anni siamo tornati altre volte tutti e tre assieme… portava i bambini al parco giochi!

G.

1936

Questo numero non è nient’altro che il nome di quelle che erano le nostre patatine preferite.

Ogni volta che ne aprivamo un sacchetto le finivamo… spesso la sera quando rientravamo ed Elena preparava la cena ci facevamo un’aperitivo a base di birra o Martini e di patatine…

Nella nuova cucina Elena aveva previsto un’isola suddivisa in modo che io potessi sedermi da un lato mentre lei preparava sull’altro e che permettesse di appoggiare bicchieri e ciotola degli stuzzichini…

Ricordo quando le portai un sacchetto di 1936 in ospedale, ne era stata felice, ma anche la delusione quando mangiandole non ne riconobbe più il sapore a causa del cortisone. Non ne volle più sapere…

Adesso quando andiamo al supermercato passo sempre a prendere un sacchetto di patatine, me ne mangio qualcuna magari bevendo una birra mentre cucino… e vedo le 1936… non le ho più prese… anche per me non avrebbro più lo stesso sapore…

G.

Imprinting

Su alcune cose io ed Elena avevamo visioni differenti.

La nostra libreria era una delle nostre gioie ma mentre a me le mensole piacciono cariche di libri messi anche in maniera caotica e multicolore, a lei piacevano in ordine, magari anche alfabetico e senza troppi colori mischiati. Per questo toglieva la sovracoperta ad ogni libro che l’avesse. Io cercavo di resistere, ma tanto sapevo già come sarebbe finita… e la prendevo sempre in giro per questa cosa…

Anche il suo armadio,pur stipato di vestiti aveva un suo ordine … colori, accessori…

Adesso non riesco fare a meno di continuare a togliere le sovracoperte ai libri e le mie T-shirt le ho divise per colore… nella “sua” cabina armadio credo che avrebbe apprezzato.

G.

The sound of silence

Quello che subito aveva colpito Elena di questa casa era il colpo d’occhio che si aveva dalle grandi vetrate della sala quando si entra in casa: la vista è bellissima e tutto l’ambiente è inondato di luce, anche se magari la giornata non è delle migliori.

Quando però rientriamo la sera, con il sole ormai sceso, è tutto buio, solo qualche riflesso dalle luci della strada…

…e quando solo i gatti ci vengono incontro, mi viene in mente questa canzone.

G.