E’ meglio essere malati che parenti!

Lo so per esperienza, sono sempre stata la parente, ed è terribile.

Perché passi il tuo tempo pensando a chi è malato, la tua vita è in sospeso, e oltre a questo c’è la fatica fisica di andare a trovare la persona, vederla che soffre.

Tu soffri perché vedi i tuoi cari con gli occhi pieni di pianto, ma non è colpa tua.

Si sta decisamente meglio ammalati!

Grazie!

Alle tantissime persone che sono passate e a quelle che da lontano ci sono state così vicine!

Il blog proseguirà con gli articoli che erano già stati programmati e con i contributi di chi vorrà raccontare…e poi chissà…

Ciao. Fe

Azzurro Cielo

Oggi splende il sole e fa caldo, oggi siamo passati per l’ultimo saluto.

Ti ricordo sorridente mentre canti vestita di blu, con la tua camicetta azzurro cielo, quella che era della tua mamma, me la ricordo bene, ti piaceva tanto.

Ti voglio ricordare sul palco di Jesolo, con la tua chitarra e ti ricordo al concerto dei Toto, sembravamo due bimbe in un negozio di caramelle.

Mancherai tanto a tante persone Gina… Guardaci da lassù, fai buon viaggio, ti voglio bene,

Andrea Giulia

Sei Bella!

Ragazze, passiamo la vita a sentirci inadeguate…
Siamo grasse, siamo brutte…

Non è vero.

A modo nostro ognuno di noi è bello, ha punti di forza.
Non lasciate mai che qualcuno vi faccia sentire sminuito o fuori posto, siate voi stesse e siate belle!
Stamattina ho guardato un video, risale a circa un anno fa. Allora mi sembravo grassa e bruttina, invece ero bella e in forma…

… normale.

Lacrime nella pioggia

Gina se ne è andata.

Io ho il cuore a pezzi e avrei avuto mille cose da dire, mille canzoni da fare ascoltare ma poi in tutto questo magma di emozioni ho pensato che il mio dolore non è l’oggetto di questo blog, bensì quanto di buono e positivo la Gina è riuscita a lasciarci.

E così mi sono venute in mente due analogie con uno dei miei film preferiti, forse IL preferito: Blade Runner.

Io e lei , come un Rick Deckart e una Rachel, abbiamo vissuto questi due mesi non sapendo quanto tempo ancora avremmo avuto, sperando che fosse il più possibile, godendoci tutto il tempo insieme. Lei era felice di tante piccole cose, anche banali, ma tutto era una conquista, del tempo in più di cui godere. Ogni tanto anch’io, nei momenti brutti sentivo la voce fuori campo che minacciava “peccato però che lei non vivrà” ma bastava guardare il suo sorriso e sentire una sua carezza che tutto tornava sereno.

Purtroppo il “bastardo”, come chiamava lei il male, ha avuto la meglio.

E quindi arrivo alla seconda analogia, ragione del titolo di questo articolo.

Lei se ne è andata, ma tanti dei suoi pensieri restano. Tutti noi che abbiamo avuto il privilegio di conoscerla, parlarle e godere del suo affetto portiamo avanti quanto ci ha insegnato. Chi invece non l’ha conosciuta ma legge questo blog continui a farlo, trovi spunti nella sua positività e nella sua voglia di vivere. Lei ne sarebbe felice.

Non sprechiamo questi grandi regali… come lacrime nella pioggia.

Per Elena, mio grande e vero Amore

Gian

Addio

Elena questa mattina prima dell’alba ha smesso di star male. Come da sua volontà non ci sarà rito religioso. Chi vuole potrà passare dalla camera ardente presso Humanitas Rozzano domani 27/9 dalle ore 11 alle ore 16:30.

No fiori, devolvere eventualmente per la ricerca sul cancro.

Grazie.

Pensieri

Oggi giornata di merda.

Ho passato la mia vita a costruire indipendenza.
Stamattina, sulla sedia a rotelle davanti al lavandino, non riuscivo a raggiungere il telefono  che squillava a pochi passi da me.
Non riuscivo a raggiungere dentifricio sul lavandino.
Ho sempre considerato Camomillo chi si lamentava tipo Tenente Dan e stamattina alla prima batosta piangevo, piangevo….

Poi però, pensieri funesti, il volto del mio adorato ragazzo a torturarmi…
Solito pensiero fisso da mamma
Come farà senza di me?
E ho pianto, pianto, pianto.

Poi sono arrivati i miei Angeli

Mia sorella amorevole a lavarmi
le mie amiche ad aiutarmi
mia cognata oramai sorella e mio fratello
mia mamma
il mio ragazzo meraviglioso
il mio socio amico

… forse un po’ di cortisone?

Tutta questa energia triste ma positiva carica di amore ha cambiato tutto!

E così oltre a soddisfare la fame chimica, anche se gli isotopi facevano sembrare tutti i gusti un po’ strani, ho passato una serata bellissima con mio marito.
Nella sala comune dell’ospedale, va bene. Ma altrove non sarebbe stato meglio.

Davvero si riesce ad apprezzare ciò che si ha. Forse solo questo vale il tutto.
Vale la pena vivere anche per una serata così.
Per quanto mi riguarda vale la pena anche solo per ascoltare una canzone o assaporare un cibo…

I tempi felici della radio

Ritornando ai tempi felici della radio, tante volte ci siamo ceduti reciprocamente il microfono…

Questa volta mi trovo a rilevarlo mio malgrado perché vorrei tanto lasciarti parlare, scrivere e raccontare senza alcun limite. Ma tu ora non puoi. Ed allora mi tocca darti voce, perché una delle cose che mi riesce peggio, anzi non mi riesce proprio, è accettare che tu non possa più esprimere tutto quello che ancora avevi da dire.

Gira in sottofondo la playlist che è diventata il nostro anello di congiunzione, anche se non era questo lo scenario che immaginavo quando l’ho creata per quel gruppo che ha condiviso uno spicchio di vita tanto lontano ma tanto intenso, per passione, dedizione e comunità di intenti, che non è mai venuto meno nei nostri ricordi. Ed io mi rendo conto che non è mai finita.
Tutte le volte che siamo riusciti, nonostante gli impegni che i decenni trascorsi hanno posto sulle nostre agende e sulle nostre spalle, è bastato un attimo, un saluto, un abbraccio per ripristinare all’istante la magica atmosfera di noi. Del gruppo che faceva la radio. Dei Ragazzi di Superradio.
E no, non è paragonabile ad una rimpatriata tra compagni di liceo o colleghi di lavoro. E’ sempre stato molto di più. Ed in tutte queste occasioni, quando la tua presenza ha illuminato la serata, nessuno di noi ha potuto non notare quanto fossi la più viva, la più energica, la più motivata tra di noi. La Webradio sarebbe nata in un nanosecondo se fosse solo stato per la tua determinazione e convinzione.

L’ultima volta che la magia si è rinnovata era solo 7 mesi fa. Nessuno poteva immaginare, godendo della tua compagnia e della tua luce quella sera, che una tale incredibile beffa del destino fosse in agguato.
Tu non lo sai, Elena, ma anche io sono stato toccato nei miei affetti più cari dal male oscuro e maledetto che ha deciso di sottrarti a noi. Però per quanto questo ci abbia feriti, impauriti e preoccupati, facendoci vivere male per mesi, almeno ci ha lasciato una speranza e la prospettiva di una luce in fondo al tunnel che stiamo percorrendo.

Quello che è successo a te è ingiusto. Mi fa pensare a dio, ma solo perché vorrei poterlo affrontare e strappargli fuori un convincente “perché????”

Qualsiasi persona ha avuto, ha ed avrà le più svariate prove nella vita. Ma questa è una inaccettabile prova senza appello. È quasi una presa in giro intollerabile. È la mortificazione della combattività e della forza d’animo.

Quelle qualità che tu avevi già ampiamente dimostrato in altri frangenti della tua vita, che continuavi a dimostrare accettando la disabilità ed anzi – per mezzo di questo stesso blog – sfoderando il tuo coraggio per raccontarla a chiunque.

Questo mi addolora in un modo assai profondo. Non si trova mai un senso a queste cose, ma un accanimento tale, ed immeritato, del destino è fuori dal range delle cose umanamente sopportabili.

Sei ancora tra noi, anche se non possiamo scambiarci le nostre proverbiali chiacchierate da “rimpatriata epocale”. Posso solo dirti che, anche dopo la battaglia qualunque sia l’esito, ci sei ancora e ci sarai sempre.

Ti voglio un bene immenso

Massimo.

Ago

Si, ti voglio bene.

Però sei stato cattivo, e questo è imperdonabile.

Ti ho chiesto di farle gli auguri, e nonostante in tanti la chiamassero e tu sapessi, non glieli hai fatti.

Se io, che da anni  non sentivo mia mamma piangere, a 87 anni con la figlia moribonda, ho dovuto aggiungere tanto dolore a quello esistente, non è giusto.

Va bene fa niente.

Hai 90 anni,  e ti voglio bene.

Buon compleanno!

Senza fine

Ora tocca a me, sono Ginetta, la sorellina. 

In onore delle nostre due anime rock, appese a orecchini uguali, voglio solo esprimere la mia incazzatura. 

Non è giusto. 
Elencare tutti i motivi di questa ingiustizia sarebbe troppo. Ognuno ne sa qualcuno. 

Ne dico uno, non è il più importante solo quello forse meno personale che finora ho conosciuto solo per sentito dire.
Se sei attaccato a una macchina e non sei più tu e hai detto che mai avresti voluto stare in questa circostanza, devono concederti la dignità di morire.

Nessuno dovrebbe avere il diritto di decidere per te e di far sperare a chi ti ama che il prossimo faticoso, devastante respiro sia l’ultimo!

E delle tante canzoni che ho pensato per te, ho scelto questa che cantata a squarciagola ha il suo perché.


Cure palliative e sedazione profonda

Accanimento terapeutico e interruzione terapie

Amministrazione di sostegno

Polvere di Fata

Quello che sto per scrivere potrà essere considerato di parte, visto che in questo caso a scrivere non è la Gina, ma suo marito.
Sono sicuro però che chi conosce la Gina riconoscerà la fondatezza di quello che dico.

Da questi suoi pensieri emerge quanto sia una donna speciale e forte; per usare un modo di dire corrente, potrei dire che si dimostra più “uomo” di molti uomini meschini, falsi e mediocri con cui purtroppo ha dovuto combattere di recente, soprattutto in campo lavorativo, che pensano di essere superiori ma in fondo hanno solo paura di persone così speciali.

Ma questa non è la storia che voglio raccontare adesso…
Voglio raccontare un episodio che faccia capire anche quanto Gina sia dolce e capace di voler bene alle persone. Ovviamente ho milioni di episodi nella memoria ma questo resterà tra i più speciali, anche perché legato agli ultimi giorni sereni che abbiamo avuto.

Una settimana prima che iniziasse il suo calvario è stato il mio compleanno, il 26 di Giugno.  Io sono un bambinone di 53 anni che ancora adora i giocattoli e lei si è sempre divertita a portarmi nei miei posti preferiti per scegliere i miei regali, perché uno non è mai abbastanza. Non mi ha mai biasimato, non ha mai cercato di farmi piacere cravatte o maglioni, è sempre stata felice di regalarmi quello che desideravo.

Quindi siamo andati in un Disney Store e ha lasciato che io vagolassi per il negozio scegliendo quello che mi piaceva. Quando siamo arrivati alla cassa il commesso ha chiesto, divertito, se nel sacchetto con il mio pupazzo, avesse dovuto mettere anche della polvere di fata, dei brillantini sagomati come la testa di Topolino. Peter Pan è la mia fiaba preferita e quindi devo avere fatto un sorrisone, lei si è girata verso di me e con una dolcezza infinta nello sguardo e il suo sorriso più dolce, ha risposto “certamente, ne metta tanta perché è il suo compleanno!”

Quello sguardo e quel sorriso mi stanno accompagnando da allora, non c’è giorno che non mi vengano in mente. Io auguro a tutti di ricevere almeno una volta uno sguardo e un sorriso del genere dalla persona che amano. Questa è la vera polvere di Fata che può farti volare dove vuoi.

Sono certo di essere fortunato ad avere avuto questa occasione e tante altre e per poter dividere la mia vita con una persona così speciale.

La Stronza

Sto cenando di corsa perché mio marito e lo psicologo di mio figlio sono appena arrivati. Dobbiamo gestire al meglio la fragilità del ragazzo in questa situazione.

In un momento arriva una vecchina dal pronto soccorso, la sistemiamo. Da un giorno sono invalida e non riesco a muovermi. Devo aspettare.

La stronza: ‘ma quanta ne hai fatta , che schifo , mi viene da vomitare pulitela voi.’

La vecchina: ‘è da stamattina che sono in pronto soccorso…’

La stronza: ‘Si ma quanta ne hai fatta mi viene da vomitare’

Io: ‘scusate io sto mangiando ora vomito anche io’

La stronza: ‘Ah vuoi uscire?’

Io: ‘Sì!’

Mi appoggio a 2 gentilissime..

Stronza: ‘Così fai loro male appoggiati a me che ti porto io’

Guanti sporchi di piscio stringono le mie mani che stanno mangiando.
I miei nuovi piedi invalidi mi riescono a reggere.

Dai dai che cammini non fate sceneggiate!

A me!

Sono incazzata nera per tutto quello che sta succedendo, la stronza è fortunata perché il mio corpo è più lento della mia mente. Altrimenti un pugno sul muso arrivava.

Grazie a mio marito per avermi difesa con un gesto che ricorderò per sempre.

Ma questa stronza perché non pulisce cessi? So che lo farebbe male…
Cosa spinge una persona a trattare così i più deboli.
Io posso difendermi, sono ancora in grado di farlo e ho intorno a me tante persone che mi sostengono.
Ma un anziano solo subisce senza possibilità di difesa.
Oltretutto una persona rovina il lavoro di tanti!
Queste persone hanno una storia, una vita. Tutte hanno diritto alla loro dignità.
Auguro alla stronza di essere trattata allo stesso modo.

Si ripete lo schema di mio figlio malato. Sei debole, hai torto; sei tu che hai una reazione spropositata perché in un momento critico.

Intanto il giorno dopo, la sua caposala è venuta a scusarsi. Ha detto che ora fanno dei corsi di aggiornamento. Ma una persona così non imparerà mai, vista la sua ignoranza nel senso più becero…
Volevo denunciarla ma non ne ho scoperto il nome…

Bisogna che tutta questa omertà finisca.

Meditate gente, meditate …

Il Mantra

Da qualche giorno inizio la giornata con Hells Bells.
Come nel 1980, erano altri tempi, iniziavo il mio programma radiofonico  tutte le mattine con questo meraviglioso pezzo…

Poi mi metto a piangere perché non la suonerò più…

Poi mi dico basta lacrime e ascolto la SUPERRADIO DAYS di Massimo Rinaldi…

Felicità

Oggi è Ferragosto.

Ogni tanto mi fa un po’ male la testa, tutto normale.
Col procedere della terapia andrà sempre peggio, pazienza.

Però sono nella casa dei miei sogni e la mia famiglia mi ha preparato un pranzo a base di pesce e patate, insomma i soliti sapori che sento, e siamo stati insieme.

Stasera starò tranquilla a guardare un DVD, finalmente!

Basta così poco ad essere felici!

Aghi difettati

Braccio martoriato dall'ago difettato

Sono fuori sede per risonanza magnetica.

Abbia pazienza è che cercano di risparmiare su tutto e abbiamo ricevuto degli aghi difettati… la vena è qui ma non riesco a bucarla…

Infermiera…

E ravana e ravana…

Ci vorrebbe Crozza-Formigoni:

‘Perché… Questo ospedale è un’eccellenza della sanità lombarda!

Bambaccioni

E’ adulto e ha un figlio.
E’ venuto a trovarmi all’ospedale.
Da piccolo ha avuto la meningite, lo hanno torturato. E all’epoca non c’era la mamma all’ospedale, dovevi affrontare tutto da solo… Quasi sessant’anni fa.

Costretto a diventare uomo.
Oggi sviene se parli di aghi. Non si cura per la PAURA. Però e venuto, SPESSO.

EH EH LE PALLE CHI LE HA LE USA…..

Heroes

Sei quello che volevi essere

Si, sono quello che volevo essere.

Grazie anche a mio marito, che riesce sempre a tirare fuori il meglio.

Nel mio piccolo non ho rimpianti, non ho conti in sospeso o cose da rimediare.
Nel mio piccolo ho cercato solo di fare del bene, e comunque non ho sentimenti di odio o rancore nei confronti di altri, mando solo positività a tutti.

Ho capito due cose da questa esperienza:  la prima è che c’e sempre chi sta peggio di te: aiutalo, consolalo! La seconda è che vale sempre la pena di vivere…

D’altronde anche da piccola portavo a casa i miei compagni sfortunati, dalle elementari.
Tutto quello che mi serve sapere l’ho imparato all’asilo: c’è sempre del bene  da fare!

Non ho paura di morire. Fa parte della vita, nessuno conosce il proprio destino.

Ho solo persone che mi vogliono bene nella mia vita, ho scremato negli anni e questo mi rende circondata solo di bene.

Non frequento chi non mi piace o per convenienza, e va bene cosi!