A claudio, sul matrimonio

Mentre era ricoverata, a Luglio, un collega di Elena si è sposato.

Ogni matrimonio, di persone conosciute o sconosciute, per lei era sempre motivo di gioia, una giornata romantica da ricordare per sempre. A questo purtroppo aveva dovuto rinunciare, era dispiaciutissima, sia perché voleva bene al collega sia per il motivo di cui sopra. Quella sera eravamo nella sala comune dell’ospedale cercando di tirare tardi nella speranza che la stanchezza l’avesse vinta sul cortisone e la facesse dormire. Così mi ha dettato il messaggio che riporto qui sotto da inviare allo sposo.

Spero non se ne avrà a male se lo condivido in questa sede: penso sia di una dolcezza e di una profondità di sentimento che non si può fare a meno di pensare che davvero Elena manchi tantissimo a questo mondo.

Caro Claudio, mi è spiaciuto non essere presente oggi in un giorno così importante per voi.

Però ti sto pensando tanto in questi giorni in cui sto scoprendo il vero significato della parola matrimonio.

In questo momento che sai per me difficile il più grande sostegno mi viene proprio da mio marito, il quale, senza fare pesare niente, fa cose per me inimmaginabili nella vita normale, e ha superato le mie remore dicendomi che l’aveva messo in conto il giorno che mi ha sposato. Mi sono chiesta se avrei fatto lo stesso con lui è la risposta è stata certo, mille volte. E questo mi ha fatto accettare il suo aiuto senza sentirmi sminuita.

Questo è il matrimonio e auguro a te e a tua moglie di avere la stessa dedizione uno per l’altra.

La mia assenza non è un’ombra su di voi ma una luce radiosa che vi porta felicità. 

Con tanti auguri, a presto.

Elena

Non sono una FIFONA

Elena ha lasciato solo questa frase, era una cosa che si ripeteva ogni tanto, specialmente durante i primi tempi della malattia, quando gli esami, le torture, erano frequenti.

Per due mesi ha dovuto subire parecchio, ma il suo sorriso e il suo ottimismo non l’hanno mai abbandonata. Non sapeva quanto ancora le sarebbe rimasto eppure ogni mattina mi salutava con un sorriso e un bacio, come avevamo sempre fatto, come se fosse stato tutto a posto.

Non era una fifona, sicuramente. Nei momenti difficili emergeva il suo carattere, era precisa, lucida, sempre consapevole di quello che fosse stato necessario.

Certe volte piangeva, ma solitamente quando gli altri non potevano vederla.

Non era una fifona, ha affrontato la malattia con il suo sorriso dolcissimo e la sua voglia di sconfiggere “il bastardo”…

Non era na fifona: avere coraggio non credo voglia dire non avere paura, ma piuttosto affrontare le cose peggiori avendone tanta, vincerla, senza esitazioni e magari preoccupandoti anche per le persone che ami…

No, proprio non era una fifona…

Pazzia

Oggi è iniziato all’insegna di Frantic.

Dopo una notte in pronto soccorso non trovo il solito messaggino di mio marito sul cellulare.

Ieri era affranto, temo per lui.

Inizio a chiamare!

“Gina, dov’è Gianfry?”
“Basta, smettila, stiamo arrivando”

“Al dov’è Gianfry?”
“Lo vedo, stiamo arrivando”
“Non è vero! E’ morto, non me lo vuoi dire!”.
“Ma no, gli sto dietro!”
“Allora perché non risponde?!”

“Ma no, era stanco. Gli ho stirato la camicia bianca, sta arrivando. Ha bevuto la spremuta, gli ho fatto il tè con le fette e la marmellata, vedrai che arriva con la camicia bianca…”

Elogio ai genitori

Sì, è una questione di carattere.

Ognuno reagisce in modo diverso ma i valori alla fine emergono.

Ho due fratelli e due cognati che stanno dimostrando palle e amore oltre il dovuto.
E i loro figli, guarda caso, trovano il modo già a tredici anni di aiutare.

Questa maturità e chiarezza su cosa fare già da giovani non sono un caso. Lo dice la mamma chioccia, da sempre criticata per difendere il suo fragile ragazzo.

Ma tutto sommato penso di aver fatto un buon lavoro anche io.

I nostri genitori ci hanno insegnato che, a volte, bisogna pensare prima agli altri…

… e a volte riusciamo a farlo.

Ciao Elena

Quello qui di seguito è il video che il maestro di chitarra di Elena ha postato nei giorni scorsi per ricordarla.

Grazie Claudio per la tua sensibilità e per questo bellissimo omaggio ad Elena e alla sua enorme passione.

E grazie a tutti i Guitarnauti che hanno voluto salutarla tramite te.

GRAZIE A TUTTI.

Per chi volesse sostenere la ricerca contro “il Bastardo”

Sogni infranti, piango per me

Sì, dopo due settimane di lacrime per gli altri, piango per me.

Per la casa dei miei sogni, dove pensavo di poter suonare quando volevo senza disturbare nessuno, per la mia cucina, per il mio studio…

Sì, piango anche per me.

DOPO 2 SETTIMANE DI LACRIME X ALRTRI, PIANGOPER ME. PER LA CSA DEI KMIEINSOGNI, DOVE PENSAVO DI POTERSUONARE QUANDO VOLEVO SENZA DISTURBARE NESSUNO,PERLA NMIA CUCINA,IL MIO STUDIO….SI, PIAMNG ANCHE PER ME.

V

Viola è la mia insegnante di pilates, si è dedicata a questa attività anche se lei è un’ostetrica perché non trova il lavoro.
Nonostante questo lei, con la forza di volontà, ha comunque ottenuto un lavoro in varie palestre.

Ieri mi ha scritto che in questo momento si trova in Africa a fare la volontaria ostetrica, sono davvero orgogliosa di lei, alla faccia dei bambaccioni!

Jessica Lamarina

Questo mese di luglio è pazzesco.

Prima Marchionne lo vedo ridere da crozza…

Non pretendo che mi si dica grazie

… poi lei, bella giovane intelligente.

La vedo che mi parla, è la psicologa di mio figlio.

Se ne è andata all’improvviso

Stava peggio di me…

C’è sempre chi sta peggio…

Inciviltà

Tre inciviltà
Ci conviviamo tutti i giorni.
Entriamo in un autogrill, nel bagno di un ristorante….

Qui viene incoraggiata: il bagno è uno per tutti: donne, uomini e degenti.
Inciviltà.

Sono i visitatori i peggiori. Nessuno prova a pensare che il loro piscio sul water sarà un problema per il malato che di notte dovrà sedersi e chissà se ce la fa pulire prima.
Inciviltà..

Ma non solo verso i malati, anche la mancanza di rispetto per chi dovrà pulire.
Inciviltà…

I miei gatti

quanto mi mancano…


Posso solo aggiungere che entrando nella sua casa dei sogni ha potuto tornare ad accarezzare i suoi gatti, a dormire con Red nell’ascella e Tino in fondo ai suoi piedi.

E’ stata una delle sue gioie più grandi.

Sono sicuro che anche a loro la Gina manchi tantissimo…

Felicità

Dopo tanto tempo finalmente la serata più bella della mia vita.
sono arrivata nella casa dei sogni, anche se non è finita.
Resta la casa dei sogni, è bellissima, mio marito mi ha portato una cenetta a base dei sapori che sento ancora, abbiamo cenato sul terrazzo…

Alla fine basta poco per essere felici.

foto naviglio

Una rosa blu

La rosa blu regalata a Gina

E’ stata un po’ di amarezza per una serata guastata da un comportamento che ritenva ingiusto…

Settimane cercando di andare oltre ma non riusciva, troppa la delusione…

E poi lei è arrivata a trovarla portando una piccola rosa blu profumata in un cubetto di plexiglass e da lì in poi tutto è tornato come prima… all’improvviso l’incoscienza…

E  la rosa blu le è rimasta vicino fino in fondo.

Seconda notte

Seconda notte da handicappata.

Arriva uno degli angeli per accompagnarmi al bagno.

Il fatto di girare con il lysoform comincia ad essere più apprezzato che sfottuto.

Mi pulisce lui l’asse, e quando finisco mi dice che lo userà lui il bagno!

Ok, disinfetto anche il lavandino. E ho una mano sola… ma acquisto fiducia.

Anche perché, rispettosamente, è uscito e ha chiuso la porta e io sono riuscita da sola ad abbassare e alzare pantaloni e mutante.

Primo passo fatto.
Adesso andiamo avanti!

A Pietro Calabrese

Qualche anno fa, sul settimanale del Corriere della Sera, leggevo con interesse gli articoli pubblicati da questo giornalista sensibile e delicato.

Ad un certo punto, ha incominciato a scrivere del suo amico Gino, malato di tumore, e della sua vita.
Una mattina la radiosveglia mi ha dato la brutta notizia che lui se ne era andato e in quel momento ho capito che Gino era lui.

Ho pianto e piango anche ora perché non ho più avuto occasione di fargli sapere che io c’ero e che ho sempre letto i suoi articoli.

Questo sito è ispirato a lui.

Ciao Gino!

Pietro Calabrese
Pietro Calabrese

Bambaccioni, di nuovo!

Qui ci sono ragazzine di 20 anni che passano la notte a pulire culi. Va beh la passione.

Potrebbero essere in discoteca.

Invece puliscono culi, se c’è tempo studiano e se ho bisogno mi accompagnano in bagno.

Col sorriso

… alla faccia dei bambaccioni!