Un angelo con la chitarra

Quando Elena arrivava con la sua chitarra per fare la sua lezione, tutto s’illuminava nel mio piccolo studio buio. Penso che fossero i suoi occhi incredibili, così belli e limpidi come le più belle giornate di sole o forse era la sua gioia di suonare la chitarra, che la faceva sorridere come una bambina che scarta il suo regalo. Eppure quanta saggezza, quanta maestria nel suo incedere delicato e breve in questa vita…

Che onore Elena carissima averti avuto come allieva, sarai sempre nel mio cuore!

Manuel

Il Nostro Ufficio

Da un paio di settimane sono ritornata nell’open space dato che, per motivi logistici, nel nostro ufficio sono stati messi i venditori.

E’ stato emotivamente duro sistemare e svuotare tutto.

Io ed Elena consideravamo questo ufficio un angolo di quiete, dove imparare e affrontare sfide e richieste sempre diverse.

Qui abbiamo trascorso la maggior parte del nostro tempo, tra i quadri colorati di Gianfranco ed i campioni di filtri.
Qui è dove l’ho conosciuta.

La cosa che più adoravamo era la posizione.
L’ufficio, essendo ad angolo dell’edificio, possiede ampie vetrate su due lati… da una parte, nei giorni senza foschia, si vede il monte rosa mentre dall’altra si può ammirare il tramonto nel pomeriggio.

Spesso contemplavamo insieme il panorama da quelle grandi finestre.

Adesso il monte rosa e il tramonto dovrò guardarli da una diversa prospettiva ma consapevole che tu li vedrai sempre attraverso i miei occhi.

Perché Elena tu sei nel cuore e lo sarai sempre, ovunque io vada.

M.

La Sensibilità di Vedere Oltre

Ciao Elena,

vorrei che il nostro capitolo non finisse mai: “lavoro”, sembra sempre una parentesi, ore impiegate per migliorare il nostro tenore di vita e invece con te è stato ed è ancora altro- Tu hai portato nella mia vita delle persone speciali, che mettono cuore, testa, passione, VERITÀ E SINCERITÀ.

Ho paura per il futuro, parte del mio percorso di crescita professionale lo devo a te ma sopratutto alla fiducia che tu hai riposto in me.
Per me il lavoro è fatto di persone, sono un animale estremamente sociale, tu mi hai circondato di figure importanti, mi hai dato una strada da seguire e delle bussole per orientarmi. Ogni giorno che passa sento che c’è qualcosa per cui vorrei ringraziarti e in questo blog mi sembra di poter parlare con te..

Ciao Giada

Grazie, Grazie, Grazie

Grazie per avermi fatto vedere cosa vuol dire credere nei propri figli.

Grazie per come guardavi Gian, per come gli volevi così bene che veniva prima di te.

Grazie per il tuo sorridere, per avermi fatto vedere come è più bello vivere guardando il bello che abbiamo, sempre.

Mile

Pensieri Sparsi

Tutti i giorni entro in questo blog e leggo i pensieri di Gianfranco e di tutte le persone che ti hanno conosciuto e voluto bene.

Ho deciso finalmente di scriverti anche io Elena. Ci siamo incontrate per un breve tratto di strada, ricordo quegli occhioni blu, la criniera nera ma soprattutto quella tuo tono di voce così dolce.

Uno dei tuoi sogni era andare a vivere a Milano e riuscire a spostare la tua sede lavorativa sui navigli, ti ricordi che ne avevamo parlato più volte? L’ amore grande verso Andrea e il sig. Maggi, i suoi bellissimi quadri appesi in ufficio ti facevano sentire orgogliosa della tua vita, degli obiettivi raggiunti.

Lo so all’apparenza non ci siamo capite, per questo ho aspettato tanto a scriverti, però una cosa vorrei dirtela: questa è un’ingiustizia bella e buona.

Ciao Elena

Confetti

Non appena hai saputo del matrimonio non hai aspettato un attimo. Tantissimo entusiasmo e spunti, perché bisogna programmarlo bene! Hai già scelto il vestito? E la casa? Hai pensato alla cucina? E i confetti?

E così mi hai portato cataloghi, idee, e tantissimi confetti: mille gusti da provare perché “così almeno li scegliete buoni”.

Avevi tutt’altro a cui pensare e tutte le ragioni per farlo ma neppure la malattia è riuscita a fermarti.

Grazie.

Parcheggi

Con tutto quello che ha passato e che stava passando Elena è riuscita ad indignarsi per la situazione del parcheggio dell’Humanitas!

Io stavo con lei tutti i giorni e mi fermavo fino a sera inoltrata, spesso anche fino a mezzanotte. A quell’ora erano disponibili solo due casse automatiche in tutto il parcheggio… ma fin qui ci può stare…

Ho scoperto però che queste casse non accettavano carte o bancomat, accettavano solo banconote fino a 20 Euro e comunque non davano più di 10 Euro di resto!

Per cui una sera, dopo le 23.00, con in tasca solo una banconota da 50, mi sono ritrovato a girovagare per parcheggio e corridoi in cerca di qualcuno che potesse cambiarmi la banconota. Poi mi è venuto in mente che Elena aveva una banconota da 10 che teneva per ogni evenienza e ho dovuto tornare in reparto a prenderla.

Quando lo ha saputo il giorno dopo era furibonda e ha inserito subito questo titolo tra gli argomenti del blog…

Una Criniera Nera

Ho visto una criniera nera al bar ieri. Elena eri tu?

Ho fatto di tutto per non voltarmi a riguardare, dentro è tornato quel vuoto doloroso. Ho cancellato subito quell’immagine, ma come sempre accade quando cerco di ignorare nella realtà qualcosa che invece merita grande attenzione, sei tornata nei miei sogni stanotte. Mi dicevi di descriverti con dei colori e io con naturalezza pensavo al rosa antico, delicato e apprezzato da tutti, al porpora, perché la tua energia era fuoco caldo e avvolgente, al nero perché per difendermi e proteggermi tiravi fuori le unghie come un puma.
Sei tornata questa notte per dirmi che non mi devo preoccupare di guardare quelle criniere nere, che il tuo ricordo deve essere un pensiero felice non un timore, che posso elaborare il tuo ricordo come un quadro.. ti stai ancora preoccupando ogni giorno delle persone che ami…

Giada

Wish you where here

In questi giorni ti penso spesso.

Guardo la porta dell’ufficio e spero di vederti entrare con il tuo bel sorriso ad augurarmi buone feste e vorrei proprio tanto che tu fossi qui….

Simona

Anche Django

Ciao Gina, da lassù puoi capire le mie affermazioni. Voglio presentarti il più Grande chitarrista di tutti i tempi, è considerato un genio della chitarra; figurati che, per via di un grave incidente, rimase con solo il dito indice e il medio, e nonostante questo diventò, sviluppando una originalissima tecnica, il più grande chitarrista di tutti i tempi.

Eccolo il mito. Django Reinhardt!

Ciao da Teo.

Ciao Elena

Quello qui di seguito è il video che il maestro di chitarra di Elena ha postato nei giorni scorsi per ricordarla.

Grazie Claudio per la tua sensibilità e per questo bellissimo omaggio ad Elena e alla sua enorme passione.

E grazie a tutti i Guitarnauti che hanno voluto salutarla tramite te.

GRAZIE A TUTTI.

Per chi volesse sostenere la ricerca contro “il Bastardo”

Lo sai da qui…

Lo sai da qui
si vedono le luci sciogliersi
ci pensi mai
il tempo si misura in brividi
lo sai che qui
confondono gli eroi con gli angeli
solo così
è facile per me nascondermi
non c’è più distinzione
non c’è nemmeno l’illusione
di essere colpevoli
e poi per chi
per gente che si muove
sbattendo stupidissime ali al sole
ho chiesto solo gambe nuove per poter tornare lì
ti mostrerò com’è speciale
il mondo anche se fa male
non è quel posto da lasciare è ancora presto per partire

Ciao Elena….
Oggi ti saluto così….

Anita

Sei sempre nei miei pensieri

Sono giorni che leggo il blog, è come un richiamo. Vorrei scrivere le parole più belle, più significative, più toccanti e invece mi blocco, perché non so spiegare la tua gioia, la tua dolcezza, la tua spensieratezza.

Eri troppe cose Elena, troppo grande per essere descritta. Arrivo a lavoro e penso al tuo progetto professionale, penso a come posso renderti ancora felice. So che ci sei, ma provo un vuoto enorme dentro. Ti rivivo e ti riscopro in questo blog che mi fa compagnia nei momenti più tristi. Quanto darei per sentirti ancora esclamare “Giadina!!”…

La voce all’altro capo del telefono

Ciao, mi presento: sono nessuno o meglio, non so come definirmi: amica? conoscente? collaboratrice?

Non lo so ma non importa, i nomi e gli aggettivi sono ininfluenti.
Sono una persona fortunata, quello sì, perché ho avuto l’onore di conoscere “la Elena” e “il Gianfry”.
Per motivi di lavoro ho incontrato prima il Gianfry, ora noto come il Sig. Maggi !

Poi, diciotto anni fa, ho conosciuto quella che, per diversi anni, è stata solo una voce all’altro capo del telefono: la Elena!
All’inizio era solo una voce che metteva di buon umore anche nelle giornate lavorative più di m……, una voce che ti faceva intravedere comunque il sorriso di chi era dall’altra parte del filo.

Poi abbiamo scoperto che tu e il Gianfry stavate insieme e, sinceramente, non conosco coppia meglio assortita di voi… mi sembrate Trilly e Peter Pan.
Siete formidabili.

La voce è diventata a tutti gli effetti una persona che si è fatta conoscere come una madre MERAVIGLIOSA e CORAGGIOSA, una moglie innamoratissima (ricordo che mi dicevi sempre che ti dovevi segnare con i gomiti per la fortuna che hai avuto di conoscere quello che noi, affettuosamente, chiamiamo il Sig. Maggi). Una donna che potrebbe, senza far fatica, sbaragliare la concorrenza di mille uomini, sia in campo lavorativo che non.

Devo ringraziare te e Gianfry per avermi permesso di diventare vostra amica, anche se i nostri incontri si sono svolti più che altro in ambito lavorativo, ma così mi sento: una persona che vi vuole bene.

Vi ringrazio per avermi fatto conoscere Andrea, è stato bello uscire a pranzo tutti insieme.
Caspita mi ha insegnato un sacco di cose sui bonsai! E’ un ragazzo meraviglioso!

Grazie Gianfry per aver reso felice una donna meravigliosa e per essere l’uomo buono che sei, marito e padre amorevole.
Grazie Elena per aver condiviso con me un infinitesimo dei tuoi pensieri di donna e mamma e per tutti i sorrisi che mi hai regalato.
Vi voglio bene

S.

Empatia

Due persone possono essere empatiche senza conoscersi a fondo.
Possono vedere le cose dalla stessa angolazione, senza necessariamente raccontarselo.

Due persone così possono sviluppare feeling senza frequentarsi assiduamente.
Possono ritrovare lo spazio anche dove questo non esiste….

Elena, ovunque tu sia voglio dirti che abbiamo suonato le stesse corde…

Anita

La Musica che porta bellezza

Forse sono una degli ultimi che può scriverti, ma colgo l’occasione di questo tuo bellissimo blog per salutarti e portarti dentro ai miei ricordi.

Ti ho conosciuta grazie alla musica, quella settimana d’estate a Jesolo in cui ognuno contribuiva alla creazione di un concerto che un po’ parlasse di noi.
Ti ricordo sempre solare, entusiasta di prima mattina pronta per suonare la tua chitarra e per cantare le tue canzoni, la tua timidezza per paura di non essere all’altezza, ma nel contempo con la voglia di dare tutta te stessa attraverso le vie della musica.

Ricordo i tuoi incoraggiamenti quando qualcosa sembrava andasse storto, il tuo modo di prendere sempre con sana leggerezza ogni cosa, il dare ad ognuno di noi un pezzo del tuo cuore, la passione per la musica e per la tua chitarra.

Non ho passato tanto tempo con te oltre a quella settimana, ho avuto solo modo di incrociarti fuori dall’Accademia per una piccola chiacchierata, ovviamente sempre solare e disponibile.

Ti ricorderò così Elena, una donna piena di amore e passione, con il sorriso che ti distingueva e tracciava la tua personalità e con la voglia di spaccare in due il mondo per fare della tua vita la tua più grande passione.

Questa è la conferma che la Musica porta bellezza e la ringrazio per averci fatto conoscere.

Lunedì mattina

Lunedì mattina, pure il cielo è grigio.
La solita routine, che palle… Mi vengono in mente le parole di mia figlia: “Al lavoro alzo lo sguardo e vedo la sua scrivania vuota, i quadri di Gian Franco appesi alla parete… è doloroso, inconcepibile, non me ne faccio una ragione…”.

Cara Elena, noi non ci siamo mai conosciute ma manchi, tanto, anche a me. Con affetto.

Roberta

La mia fonte d’ispirazione

Il nostro rapporto è sempre stato un po’ particolare. Un legame che si è creato grazie ai racconti della mamma, la tua Darling.

Purtroppo non siamo riuscite a passare fisicamente molto tempo insieme, ma grazie a lei, io e te sapevamo molte cose l’una dell’altra e ci sentivamo vicine, molto vicine, così vicine che mi hai sempre considerato “la figlia che non hai mai avuto”.

le tue non erano solo parole, i tuoi gesti lo hanno sempre dimostrato: in ogni tuo viaggio e in ogni occasione importante hai sempre pensato a me. Sei stata presente insieme a Gianfry e a Bubi il giorno più importante della mia vita: la mia laurea. Che bello è stato avervi lì, pronti ad abbracciarmi e a condividere con me la mia gioia infinita!!! Mi vengono ancora i brividi a pensare a quella giornata così indimenticabile, così perfetta in ogni minimo dettaglio.

Proprio ieri ho indossato uno dei tanti vestiti che mi hai regalato dicendo “tanto io non ci entrerò più, li do alla Jessi…le staranno benissimo”. E’ stato un po’ come averti sulla mia pelle, oltre che nel cuore, dove ormai risiedi da anni. Involontariamente sei riuscita a farmi apprezzare i vestiti, io che sono sempre stata un po’ maschiaccio e che ho sempre avuto nell’armadio solo ed esclusivamente jeans. Ma i tuoi vestiti sono proprio come piacciono a me: semplici, ma eleganti. E tu sei proprio così: semplice, ma estremamente elegante e fine. Elena, ora, vista l’età e il lavoro, non sono più così maschiaccio. Eppure, più cerco e più faccio fatica a trovare dei vestiti che mi piacciano allo stesso modo. Diciamoci la verità, non ho ancora sviluppato il tuo buon gusto, ma ti assicuro che mi sto impegnando!

E allo stesso modo, involontariamente, sei diventata la mia fonte di ispirazione. La tua voglia di vivere, la tua dolcezza, il tuo sorriso rassicurante e sincero, il tuo essere sempre dalla parte della ragione, la tua solarità, la tua determinazione, il tuo essere sempre grata a noi, le tue amiche, la tua forza e la tua tenacia, il tuo essere combattiva per coloro a cui vuoi bene, il tuo amore verso tutti noi e verso Gianfry, il tuo grande Amore, mi portano a considerarti la mia fonte di ispirazione. Sto riflettendo tanto sulla mia vita e sulla mia personalità. Ho tanto da migliorare in me!

Ti penso tanto e continuerò a farlo, soprattutto quando mi capiterà qualcosa di bello o quando vedrò qualcosa che mi farà sentire bene perchè mi hai insegnato quanto sia importante godersi ogni singolo momento della propria vita.

Questa volta sono io ad essere grata a te.
Grazie, Elena, ti voglio bene!

Jessica