The sound of silence

Quello che subito aveva colpito Elena di questa casa era il colpo d’occhio che si aveva dalle grandi vetrate della sala quando si entra in casa : la vista è bellissima e tutto l’ambiente è inondato di luce, anche se magari la giornata non è delle migliori.

Quando però rientriamo la sera, con il sole ormai sceso, è tutto buio, solo qualche riflesso dalle luci della strada…

…e quando solo i gatti ci vengono incontro, mi viene in mente questa canzone.

G.

I say a little prayer

Questa canzone ci piaceva, ma più che altro era collegata ad un film che ogni tanto ci piaceva rivedere, “Il matrimonio del mio migliore amico”. C’è una scena dove gli interpreti cantano questa canzone coralmente che trovavamo davvero divertente…

Oltre questo avevamo tutta una serie di commedie romantiche che ci piaceva guardare insieme, specialmente la sera o nei pomeriggi uggiosi, con castagne e gatti addosso.

I suoi dvd avevano un posto separato da tutti gli altri, le piaceva sapere dove fossero e non doverli cercare in mezzo alle decine di quelli che prendevo io e che sistemavo alla rinfusa…

Ancora i suoi li tengo separati… ma non li ho più guardati…

G.

A pranzo insieme

In questo ultimo periodo mi è capitato di passare un po’ di volte nella zona di Via Stephenson, a Milano. Da quando ci sono stati i lavori per Expo la zona è completamente cambiata ma ricordo quando io ed Elena ci trovavamo lì per pranzo.

Lei lavorava a Mazzo di Rho, vicino ma non proprio comodissimo avendo solo un’ora di pausa. Però all’inizio della nostra relazione si trovava un po’ in difficoltà nei confronti del suo responsabile, visto che comunque ero pur sempre un fornitore e lei faceva gli acquisti. Per questo ci trovavamo in posti defilati rispetto all’ufficio. La zona non era delle migliori, ma c’era un self-service dove si mangiava bene, non si spendeva tanto e si vede che piacevamo alla ragazza alla cassa, che ci guardava sempre con simpatia, quasi con dolcezza. Ci andavamo spesso, ci piaceva.

Mi ricordo che durante un pranzo parlavamo delle vacanze e io dissi ad Elena che avremmo potuto farle insieme… Lei mi guardò con gli occhi lucidi e mi disse che le sarebbe piaciuto.

Iniziammo a programmare le nostre prime vacanze inseme, a Cadaques…

G.

A muso duro

E’ un’altra canzone che ci piaceva e che mi è capitato di sentire in questi giorni alla radio. Certo il titolo non sembra essere molto attinente al sorriso e alla dolcezza di Elena, ma sicuramente lo è con il piglio e la decisione con cui affrontava la vita di tutti i giorni.

Aveva passato periodi difficili senza mai perdere il sorriso e la sua positività, senza cedere… sempre decidendo tutto con buon senso e quella sua saggezza che la portava a dire, scherzando ma non troppo, che non aveva sempre ragione, ma non aveva mai torto.

Per questo ascoltando il testo di questa canzone non posso fare a meno di pensare a lei… soprattutto l’ultima strofa…

I suoi giorni non sono stati quanti avrebbero dovuto essere, ma lei sicuramente li ha vissuti tutti al meglio…

G.

Una scatola di latta

Una scatola di latta era quella che usavamo come cassa per il negozio di Camogli. Non saprei dire da dove arrivasse, Elena l’ aveva portata fin dal primo anno del negozio e ci metteva ogni incasso. Ridendo dicevamo che sembrava Gollum con l’anello : le piaceva fare i conti a fine giornata, controllare i tagli delle banconote in modo da avere sempre il resto da dare, ogni sera la portava a casa per non lasciarla in negozio. Era felice ogni volta che vendevamo qualcosa… non tanto per l’incasso quanto perchè a qualcuno era piaciuto quello che avevo fatto.

Ultimamente ho pensato di provare a fare qualche attività per tornare a vendere i miei quadri e, nonstante avessi maneggiato 300 scatoloni, sapevo esattamente dove trovare questa scatola. Ho pensato che fosse bello utilizzarla ancora per quello che era sempre stata.

Quando l’ho aperta il primo pensiero è stato che non fosse stata una grande idea : c’erano ancora note scritte da lei, contatti di gente che ci aveva commissionato dei quadri e la busta del più lussuoso hotel di Camogli dove il nostro migliore cliente aveva lasciato il saldo dei primi quadri che ci aveva comprato. Per Elena era il portafortuna totale…

Quando però mi è tornato il fiato e mi è passato il pianto ho pensato che in fondo è bello poterla tornare ad utilizzare, magari con la stessa gioia con cui lei l’apriva ogni volta.

G.

Londra

Pensando alla nostra visita alla mostra dei Pink Floyd non ho potuto fare a meno di pensare a Londra, forse la città straniera preferita di Elena. Insieme ci siamo stati tre volte, una volta per il mio compleanno e due volte per il nostro anniversario. Poi lei era andata anche per il quarantesimo di un’amica.

A Londra non ci sentivamo turisti, ci muovevamo come se fossimo a Milano. C’è questa possibilità di fare cultura e subito dopo shopping sfrenato, il British Museum con di fronte una deliziosa fumetteria. Durante il nostro ultimo viaggio c’erano anche i ragazzi dell’Accademia e abbiamo passato una bellissima serata al pub…

E poi Camden, la Tate Modern, Temple Church… tanti ricordi, tante avventure, come quando perdetti il portafoglio e ci dovemmo recare avventurosamente in ambasciata. E tante immagini… due dell’ultimo viaggio : lei sorridente davanti ad una birra ed un piatto gigante di fish and chips e in un pub di Camden mentre si mette i capelli a mo’ di baffi, con gli occhi che ridono divertiti…

Erano per lei bei giorni… Londra, la mostra… stavamo aspettando di sapere se la nostra proposta per la casa nuova sarebbe stata accettata… erano sorrisi pieni di gioia ed aspettative…

A distanza di un anno da quelle foto la vita sarebbe stata completamente stravolta…

G.

Comfortably numb

In questi giorin, due anni fa, eravamo a Londra. Avevamo organizzato il viaggio per andare a vedere una mostra sui Pink Floyd e nello stesso tempo festeggiare il nostro anniversario.

Elena era emozionatissima davanti alle chitarre di David Gilmour o ai quaderni con la calligrafia di Roger Waters : per lei erano come delle reliquie inestimabili. Ricordo una foto dove ha lo sguardo rapito all’intorno, mentre ascolta in cuffia la voce della guida. Sembrava davvero una ragazzina in gita scolastica…

Alla fine della mostra c’era questa sala, buia, con del fumo leggero che continuava ad uscire e le immagini di un concerto mentre suonavano questo pezzo e che giravano tutto intorno al muro. Il brano continuava in loop e invitavano a sedersi o sdraiarsi per terra e ascoltare chiudendo gli occhi…

Siamo stati lì ad ascoltare il pezzo due o tre volte… poi Andrea ci ha fatto alzare.

G.

L’ultima notte

Questa è stata l’ultima notte che abbiamo passato in ospedale, l’ultima notte insieme, anche se lei non se ne accorgeva… e così con la memoria non ho potuto fare a meno di andare a cercare l’ultimo bacio, l’ultimo film che abbiamo guardato, le ultime parole che ci siamo detti, l’ultimo piatto che le ho cucinato, l’ultima pioggia che abbiamo visto cadere, l’ultima MotoGP che abbiamo guardato…

Poi abbiamo dovuto iniziare con le prime volte… senza di lei…

G.

Tavolo per uno

Spesso quando sono in giro per lavoro e sono da solo al tavolo per pranzo o cena, mi viene da pensare ad Elena e a quanto questa cosa non le piacesse.

Non le piaceva sedere da sola ad un tavolo di ristorante perché, diceva, si sentiva addosso la curiosità che spesso suscita una donna, specialmente se elegante, quando mangia da sola. Questo fatto mi faceva sorridere perché lei era una donna con grinta e determinazione, che avrebbe potuto sostenere ben altro, ma poi aveva questa sua timidezza per cui non voleva essere al centro dell’attenzione. Se non era necessario mostrarsi, stava defilata e lasciava che la sua competenza parlasse più delle apparenze.

La sua sicurezza, sempre pacata e misurata, mai strillata, quando sosteneva una conversazione erano un esempio… e il suo sorriso quando poi alla fine aveva ragione era impagabile.

G.

E dirsi ciao

Con Elena ci siamo sempre parlati tantissimo, ci sentivamo spesso telefonicamente durante la giornata, anche appena usciti di casa, quando eravamo insieme parlavamo di tutto, della giornata appena trascorsa, di quella a venire, idee, pensieri…

E pensando a quanto ci siamo parlati durante i nostri anni insieme, il ricordo che non sia nemmeno riuscito a salutarla è davvero faticoso da portare.

La sera che è stata male e ha perso conoscenza con lei c’era un’amica, io ero andato a preparare la cena. Le ultime parole che ci siamo scambiati riguardavano quello che aveva voglia di mangiare.

Certe volte penso che forse sia meglio un ricordo così normale, quotidiano che non un saluto che sai definitivo… ma resta comunque il pensiero di tutto quello che avremmo avuto ancora da dirci…

G.

Il chitarrista

Ho sentito questo pezzo oggi in macchina. Non è nella playlist di Elena, ma sicuramente Ivan Graziani è uno dei suoi musicisti italiani preferiti.

Ovviamente il titolo ogni volta mi fa pensare a lei, al fatto che essere una chitarrista fosse uno dei suoi motivi di orgoglio ma ho pensato anche ad altri chitarristi, in particolare ai suoi maestri e a uno che suo maestro non è stato ma con cui ha condiviso momenti intensi di musica.

Manuel è stato quello con cui si è riavvicinata allo strumento, dopo anni in cui non aveva potuto suonare per mancanza di tempo e di serenità. Avevano iniziato con un corso serale del comune e poi aveva proseguito con lezioni individuali. Con Manuel abbiamo passato anche dei momenti divertenti non musicali: ricordo una serata nel cortile della cascina in Bovisa, mangiando falafel, bevendo birra e ascoltando musica…

Claudio l’aveva scoperto su YouTube e le piaceva il modo in cui spiegava, ci si ritrovava molto. Lo abbiamo conosciuto ad un evento a Milano e da lì ha iniziato a prendere lezioni. Non era comodissima per andare, ma aspettava con ansia le sue lezioni, se non era riuscita a studiare si agitava un sacco perché teneva tantissimo a non fare brutta figura. Anche nelle giornate peggiori le sue due ore di lezione le ridavano serenità…

Gabriele dell’Accademia non è stato un suo insegnante, ma hanno condiviso la settimana del camp di Jesolo per preparare i pezzi del concerto finale. Ho ancora i video che aveva girato per guardare gli accordi… e poi quanto ci sono stati vicini…

Penso le avrebbe fatto piacere parlare anche dei suoi “colleghi”…

G.

Grazie

Volevo solo ringraziare tutti quelli che martedì hanno scritto a me e a Federica per ricordare il compleanno di Elena o l’hanno ricordata su FB, Instagram, ecc…

Elena era sempre felice per ogni messaggio di auguri che riceveva, le piaceva sentire l’affetto della famiglia, degli amici e di tutte le persone che aveva a cuore. Non era una di quelle persone che si incupiscono perché invecchiano, si godeva il suo tempo e cercava di farne il migliore uso possibile, per sé e per gli altri. Ogni giorno era l’opportunità di scoprire o imparare qualcosa di nuovo.

Pe noi è stato un giorno difficile e altri arriveranno, ma grazie per averlo reso un po’ più lieve.

G.

Buon compleanno

Per il compleanno dell’anno scorso Elena aveva voluto organizzare una grande festa, per avere vicino tutte le persone care e anche perchè fosse una specie di festa di inaugurazione per la casa nuova.

E’ stata una serata bellissima, c’erano proprio tutte le persone che lei voleva vicino ed era felicissima. Sono poi andato anche a riguardare le foto di altre feste, quella dei 40 anni, dei 50 e ho visto con piacere che tante persone sono state una costante a cui poi se ne sono aggiunte altre che nel giro di poco tempo sono diventate importanti.

Questo giro eravamo veramente tanti, avremmo potuto essere anche di più se avessimo invitato tutti quelli che ci venivano in mente. Certe volte mi sono chiesto se Elena abbia voluto tutti vicino perchè sentiva quello che avrebbe potuto succederle o semplicemente perchè prendeva tanto entusiasmo e tantissima forza dall’affetto delle persone che le volevano bene… Non lo saprò mai, ma mi piace propendere per la seconda possibilità.

Di quella sera mi sono rimasti un palloncino, il top della torta e una foto bellissima, scattata da Andrea dell’Accademia, in bianco e nero, mentre Elena spegne le candeline…

Buon compleanno Gina, il 10 Settembre sarà sempre un giorno speciale…

G.

…Quelle della Vergine

Ciao Gina, in questi giorni mi torna spesso in mente quanto ci piaceva scherzare su alcune caratteristiche del nostro segno zodiacale.

Tu nata il 10 Settembre ed io il 13 ……Ci saremmo fatte gli auguri tra una telefonata di lavoro e l’altra.
Ci piaceva prenderci in giro ripetendo di quanto fossimo precise, metodiche e ordinate, d’altra parte siamo della Vergine , ci dicevamo sempre …

La prossima settimana avremmo avuto due scadenze da festeggiare, soffermandoci a scherzare sui pregi e i difetti (quasi inesistenti a nostro dire !!!!) delle nate a Settembre.

Quindi Gina, buon compleanno ovunque tu sia

Dalla camera

Seduto sul bordo del letto guardo fuori dalla vetrate vedo in lontananza le montagne, i nuovi grattacieli di Milano… Stamattina il cielo è un po’ nuvoloso, l’anno scorso in questo periodo le giornate mi sembra fossero più calde e più terse.

Il Naviglio che come sempre corre sotto le finestre e la fila di macchine dell’ora di punta, come ogni mattina…

E’ la vista dal suo lato del letto. Quando l’aiutavo a sedersi sorrideva, salutava il Naviglio e guardava fuori per qualche minuto…

G.

Settembre

Settembre per noi è sempre stato uno dei mesi preferiti.

Elena era una delle poche persone che nonostante la malinconia per le vacanze che finivano comunque rientrava a lavoro con piacere: le piaceva ritrovare il suo ufficio, il suo lavoro, le sue colleghe… e questo mi diceva fin da quando aveva iniziato a lavorare.

Settembre però era anche il mese del suo compleanno. Lo aspettavamo con ansia e gioia, cercando di fare sempre qualcosa di speciale per festeggiarlo. Per me era un po’ complicato perché avevo poco tempo per trovare i suoi regali, ma alla fine me la cavavo sempre…

E poi c’era il nostro anniversario… una giornata che cercavamo ogni volta di rendere speciale.

Adesso dovrò cercare di continuare a tenere nel cuore Settembre con la dolcezza di sempre… ma è davvero difficile…

G.

Felicità

Dottoressa grande che mi dice che più sono attiva meglio è

socio che mi da carta bianca per un anno.

ho tantissime idee da sviluppare…..

F

<d

piu e attivz
sociko
casa sogni


Questo è l’ultimo blocco che Elena aveva lasciato scritto. E’ così come lo aveva digitato lei, con tutta la fatica che le costava e con la vista che la tradiva nonostante gli occhiali. Era il 29 Agosto di un anno fa.

Mancava poco più di una settimana al termine del ciclo di radioterapia e nonostante fosse estremamente affaticata continuava a pensare alla sua attività e a fare progetti per il lavoro e per la casa nuova.

Non si è mai fermata, aveva troppo da fare, troppa voglia di non mollare… e non lo ha fatto.

G.

Una cedrata insieme…

Un volta parlando avevo detto a Elena che mi piaceva molto la cedrata e lei aveva trovato questa cosa molto divertente, non saprei dire perchè… Ci abbiamo scherzato su per tanto tempo e per tanti anni ogni volta che faceva la spesa me ne faceva trovare qualche bottiglietta in frigo.

Ho impiegato un po’ a decidermi ad invitarla ad uscire insieme e alla fine un venerdì mattina le telefonai in ufficio e dopo qualche preambolo le chiesi se avesse voluto uscire con me la sera successiva per andare a bere una cedrata insieme. La sentii ridere e mi disse di sì.

Più tardi mi confidò che iniziava ad essere stufa di aspettare un mio invito e che se non mi fossi deciso io lo avrebbe fatto lei.

Fu la nostra prima uscita insieme… era il 28 Agosto del 1999.

G.

Blue skies

Questo è l’unico brano che Elena aveva in playlist dei Jamiroquai. Un po’ mi ha sorpreso perchè non era uno dei gruppi che più le piacevano e anche quando c’era stata la possiblità di vederli in concerto non avevamo mai combinato.

In effetti questo è uno dei pezzi più belli, forse le piaceva anche per il titolo; io sono amante delle nuvole ma a lei piacevano i cieli azzurri e tersi, pieni di luce… forse anche il suo modo di vedere le cose, sempre positiva e sorridente…

There’s nothing but blue skies…

G.

Boulevard of broken dreams

Abbiamo visto i Green Day due volte : la prima volta nel 2013 e la seconda nel 2017.

Sono il gruppo preferito anche di Andrea, così abbiamo potuto andare tutti insieme. Questo era uno dei pezzi preferiti di Elena, avevamo iniziato ad ascoltarlo quando mi aveva regalato un cd dal vivo dei Green Day ed era sempre rimasto nella sua playlist.

Putroppo il titolo è stato quasi profetico…

G.