Perché no…

Quando eravamo nella casa vecchia la spesa ce la facevamo portare a domicilio… un po’ pigrizia e un po’ la voglia di non perdere tempo il weekend nel delirio di un supermercato .

Capitava però che nei nostri giri andassimo per comprare qualcosa che ci mancava o per una ricetta domenicale di Elena.

Allora lei mi cantava sempre questa canzone…

E adesso che a fare al spesa vado ogni settimana, ogni volta la risento…

G.

Art Attack

Questa domenica è stata una giornata abbastanza pesante, il mio umore era davvero ai minimi storici e mentre vagavo per casa sono passato sul balcone e ho visto lì, per l’ennesima volta, una scatola che stazionava in quel punto da un anno e mezzo, ormai marcia di intemperie e caldo. Allora ho deciso di metterci le mani e tra carta marcia e insetti morti ho trovato alcuni vasi, tutti imballati benissimo… e la cosa non mi ha stupito…

Erano vasi di cui non mi ricordavo ma erano decisamente importanti…. Uno conteneva i sassi di Camogli, un altro un po’ di saponi che avevamo preso a Mentone… ma soprattutto c’erano un vaso e un porta candele decorati da Elena.

Quando facevamo il negozio a Camogli per un paio di anni aveva voluto cimentarsi nella decorazione di oggetti in vetro, con vernici e paste da applicare e fissare poi a caldo. Era entusiasta di questa idea…

La sua decorazione preferita erano dei fiorellini, molto semplici ma deliziosi. Lei si scherniva perchè li paragonava alle mie tele ma io le dissi di non fare paragoni e andare avanti.

Una sera entrò una signora e comprò bottiglia e 6 bicchieri decorati così… Elena era incredula, ma troppo felice… considerò sempre memorabile quella serata.

Ma poi ricevette la chiamata di questa signora perchè un’amica aveva visto il set e lo voleva assolutamente anche lei… così tornati a Milano li preparò e li portò alla cliente, emozionata da questa soddisfazione.

E’ stato bellissimo vederla così felice per questa cosa… Ho ancora tutti quei colori… ma io quei fiorellini così belli non riesco a farli…

G.

Crocetta

Certe volte mi capita di camminare senza badare a dove stia andando, mi piace girovagare senza una meta precisa… solo che poi capita di passare in posti dove i ricordi possono essere più dolorosi che altrove.

Durante il periodo natalizio ho lasciato Andre in centro a Milano con degli amici e mentre lo aspettavo ho iniziato a camminare e mi sono ritrovato a passare in Crocetta, sul Corso di Porta Romana… e subito sono stato assalito da mille ricordi…

La Crocetta infatti per quattro anni è stato un po’ il centro del nostro mondo, visto che Andre andava lì alle superiori. E’ anche una zona che ci piaceva e quindi ci ritrovavamo spesso per i colloqui con i professori, per gli eventi che la scuola organizzava, per prendere Andre e portarlo a casa. Quando arrivavamo in anticipo facevamo giri lì intorno oppure, se il meteo lo consentiva, ci sedevamo al parchetto vicino. Avevamo individuato i posti giusti per andare a pranzo, quando gli impegni a scuola erano vicini al mezzogiorno.

Però il ricordo più dolce è del primo anno… quell’anno Andre andava a scuola anche di sabato e noi ci svegliavamo con lui per accompagnarlo. Faceva solo quattro ore e quindi non stavamo a rientrare a casa per poi tornare, ma stavamo in giro… Passeggiavamo per il centro, qualche volta sul Naviglio, in un clima quasi surreale visto che il sabato mattina prima delle nove era tutto deserto, con i negozi chiusi. Facevamo colazione con calma e poi passeggiavamo mano nella mano a passo blando, per tirare l’ora e goderci ogni momento in tranquillità. Ho ricordi di piazza Duomo semi-deserta, silenziosa nella luce del mattino primaverile… bellissimo…

Erano momenti preziosi, solo per noi…

G.

10 anni

Non avevo realizzato immediatamente che oltre ad iniziare un nuovo anno stavamo iniziando anche un nuovo decennio…

Il decennio scorso non era iniziato nel migliore dei modi : avevamo avuto l’esperienza dell’affido che purtroppo si era rivelata difficilissima, era mancato Luca un nostro caro amico, era stato l’ultimo anno di Kyril… e poi nel proseguo se ne era andata la nostra miciona, era mancato anche l’altro Luca di Camogli, erano tornate le crisi ad Andre ed avevamo dovuto ricominciare le terapie, la ditta di Elena aveva dovuto chiudere e lei si era lanciata nell’avventura di una società sua… Però sono stati anche anni in cui abbiamo potuto ricominciare a fare qualche viaggio, siamo riusciti a realizzare due sogni di Elena : un viaggio a New York e una crociera… sono stati gli anni migliori del nostro negozio a Camogli… siamo diventati prozii… avremmo cambiato casa… gli anni delle superiori di Andre sono stati belli e divertenti, ricchi di figure importanti, una delle quali però ci ha lasciato anche lei…

E’ stato un decennio denso di avvenimenti positivi e negativi, come credo sia nella natura delle cose…

Però non avrei mai pensato che il decennio successivo lo avrei iniziato da solo…

G.

Ma che freddo fa…

In questi giorni è finalmente arrivato un po’ di inverno, freddo e dei bei nebbioni… e mi sono accorto quanto, in ogni gesto anche banale, possano esserci ricordi di chi non c’è più…

Stamattina ho avviato la macchina e Andre, come consuetudine, grattava il ghiaccio dai vetri… Mi sono trovato a pensare a quando, uscendo il più delle volte per primo, grattavo il ghiaccio dalla macchina di Elena prima di partire… poi mi chiamava sempre per ringraziarmi, felice di quella sorpresa…

Era un’attenzione che le faceva davvero piacere, specialmente le mattine che era in ritardo ed evitare questa operazione le faceva recuperare un po’ di tempo…

Per associazione mi è venuta in mente questa canzone… era la canzone preferita dell’ultima collega di Elena nel vecchio impiego. quando glielo aveva detto Elena era troppo divertita perchè era una canzone della nostra infanzia…

Ogni tanto allora si metteva a canticchiarla saltellando probabilmente come faceva da bambina quando l’ascoltava…

G.

Survival

Oggi mentre tornavo a casa hanno passato questo pezzo alla radio… Ogni volta che sento un pezzo degli America non posso fare a meno di pensare che avremmo dovuto andarli a vedere in concerto il 15 Ottobre del 2018…

Non li avevamo mai visti dal vivo ed eravamo curiosi di ascoltare questo gruppo che ascoltavamo ai tempi delle superiori e che Elena sicuramente passava in radio.

Quando fu costretta sulla sedia a rotelle avevamo già i biglietti per questo concerto e lei anche per quello del suo Claudio, il 15 di settembre… Realizzando che questo fatto avrebbe potuto presentare delle difficoltà all’inizio restò un po’ sgomenta, ma durò poco. Ricordo che ci pensò un po’ su e poi sorridendo mi disse che in fondo stando sulla sedia a rotelle avrebbe potuto magari assistere al concerto da una posizione migliore… insieme al suo accompagnatore…

Non sarebe stato certo questo ad impedirle di andare ad un concerto… Riusciva a vedere sempre oltre.

G.

Il ciclamino di Elena

Tra i propositi che avevo fatto per il 2019 c’era quello di prendermi cura del ciclamino di Elena. Era una delle cose a cui tenevo di più…

Devo dire che ho avuto sucesso… anche se onestamente non è che sia servita una scienza botanica molto approfondita : lo bagno quando la terra è asciutta… Gli ho anche cambiato vaso, l’ho messo in uno più grosso, è rigoglioso e ormai è più del doppio di quando lo abbiamo preso.

Ogni volta che lo guardo mi torna in mente il sorriso di Elena mentre lo portava in giro per l’Ikea e penso a come sarebbe stata felice ad ogni fiore che avesse visto sbocciare…

G.

HEROES

E’ il titolo del mio pezzo preferito di David Bowie, il Suo David…

Però questa volta mi permetto di usarlo non per per parlare di lei ma per dedicarlo a me e ad Andre, perchè ormai siamo a fine anno e si hanno tanti pensieri su quello che è stato… e che sarà…

L’anno scorso, dopo che Elena ci lasciò, gli ultimi tre mesi dell’anno li passai come in una bolla, dovevo abituarmi alla sua assenza, a fare le cose che prima faceva lei… tante incombenze burocratiche le rimandai proprio perchè dovevo entrare nell’ottica che nessun altro avrebbe potuto. Io ero quello che sistemava le prese elettriche e metteva le mensole… Furono quasi tre mesi di prova. Quandò iniziò il 2019 avevo timore dei mesi che sarebbero arrivati, del fatto che avrei avuto davanti un anno intero senza di lei e più nessuna scusa per rimandare quello che andava fatto.

Sono sopravvissuto alle pratiche per la successione, dell’assicurazione del mutuo, rapporti con le banche, dichiarazione dei redditi e relativa preparazione della documentazione, sia mia che sua, non sono indietro con i pagamenti delle bollette, ho cercato di tenere i conti sotto controllo e non siamo andati in rosso, puntuali con il mutuo, magari un po’ meno con le spese condominiali… Ho reinvasato due piante e tutto sommato la mortalità del verde casaslingo è stata ridotta, non ho mai avuto calze spaiate nei bucati, Andre non è deperito, quindi vent’anni a cucinare insieme a qualcosa saranno serviti, la casa è ha posto e finita… Andre, oltre a tutto quello che ha passato anche lui, deve sopravvivere alla mie giornate cupe, quando magari gli rispondo male o gli rompo le palle senza motivi seri… e nonostante tutto è sempre pronto ad abbracciarmi con il sorriso, come faceva sua madre…

Credo che Elena sarebbe contenta di noi…

Non abbiamo fatto tutto da soli comunque… abbiamo avuto famiglie ed amici che ci sono stati vicini, sempre, aiutandoci sia in maniera pratica che con parole quando ne avevamo bisogno… I compleanni e le feste li abbiamo passati sempre in compagnia e non abbiamo avuto modo di avere pensieri tristi… io almeno non subito… Ho avuto un estate luminosa grazie a chi ha fatto in modo che il sole non fosse solo una condizione meteo… Il Campus a Jesolo è stato ancora una volta un’esperienza memorabile : nonstante ogni angolo mi riportasse ad altri ricordi le serate con i ragazzi e i maestri sono state fantastiche per me e per Andre, un concerto splendido e ancora una volta Gabriele e Andrea mi hanno commosso, dedicando questa settimana a Elena…

Non so questo anno nuovo cosa potrà portarci, sicuramente non sarà ancora un anno facile ma avrò tempo per pensarci…

Buon Anno!

G.

Cucinare da solo

Per tutti i nostri anni insieme ho sempre aiutato Elena a cucinare : era divertente, lei preparava i piatti e io facevo il resto, affettare, pelare, grattuggiare etc… La cucina della casa vecchia non era enorme, avevamo pochi punti di appoggio, ala fine era sempre un delirio ma noi ci giravamo bene, non ci intralciavamo mai.

Questa cucina è enorme, Elena l’aveva studiata per poter avere tutto al posto giusto e poter usare le cose senza problemi… ma purtroppo non è mai riuscita.

Avevamo ospiti ogni tanto, ma mai numerosi come a Santo Stefano, quando tutte e due le nostre famiglie, per tradizione, si riusniscono da noi. In questo caso siamo sempre parecchi e quindi il lavoro di preparazione di conseguenza.

Anche se Elena non c’è più avevo deciso già dall’anno scorso di mantenere questa consuetudine che lei adorava e che tutti aspettavamo con gioia. E’ stato comunque un modo per sentirla sempre con noi…

Però ho dovuto cucinare da solo… in una cucina enorme…

G.

La tavola natalizia

A Elena piaceva un sacco preparare la tavola per Natale o, più in particolare per il pranzo di -Santo Stefano.

Il pranzo di Natale era un po’ itinerante, non sempre si faceva da noi e anche quando era non eravamo mai in tanti e usavamo il servizio bello della lista nozze. Invece per Santo Stefano eravamo sempre una brigata, da tradizione si è sempre fatto a casa nostra, e allora avevamo scelto di utilizzare piatti di carta.

Però i piatti che venivano utilizzati erano sempre scelti con estrema cura, attenzione agli abbinamenti di colore e soprattutto che non si ripetessero combinazioni dell’anno precedente. A questo scopo venivano fatte parecchie foto che restavano come documentazione.

Sceglieva con cura anche il centro-tavola : poteva essere con frutti o con pigne colorate, con ghirlande o fiori, ma tutto doveva essere perfettamente armonizzato… un vero outfit della tavola…

G.

Playlist natalizia

Elena adorava l’atmosfera natalizia, soprattutto quella domestica. Le piaceva il soggiorno con la luce soffusa e le luci dell’albero che lampeggiavano, l’odore dei mandarini e delle castagne per casa… magari una spruzzata di neve fuori dalle finestre.

Ovviamente anche la musica che si ascoltava rispecchiava questa atmosfera e quindi quasi tutti gli slot dello stereo erano occupati da CD con musica natalizia : con gli anni le avevo regalato alcuni di questi CD interpretati da cantanti famosi. Era la musica della vigilia mentre si cucinava, di Sant’Ambrogio mentre si faceva l’albero e il sottofondo di ogni pranzo che si fosse tenuto a casa nostra.

In questi giorni ovunque vada continuo a sentire questa canzone. Elena proprio non sopportava Mariah Carey, era la sintesi delle gatte morte, eppure ogni volta che la sento riesco solo a pensare a lei che ascoltandola balla facendo l’albero …

G.

SUPERRADIO

Amici

Il blocco da dedicare alla radio lo ha lasciato Elena, solo il titolo… non ha fatto in tempo a scriverlo… io posso solo provarci.

Superradio era la radio da dove Elena aveva trasmesso per parecchi anni. Per lei erano stati anni speciali, di divertimento e di musica e credo siano stati tra i suoi più belli. Mi raccontava mille aneddoti divertenti e avventurosi di quei giorni con un sorriso che la illuminava in modo particolare. Ogni volta che passavamo sulla via di Corsico dove aveva sede la radio, guardava in fondo al cortile dove c’era l’entrata e me lo indicava, sempre, come se fosse stata la prima volta che lo faceva.

Lei non era tipo da social, ma si era creata la pagina su Facebook quando aveva scoperto che la gente della radio si ritrovava ogni tanto. La prima volta che partecipò era emozionatissima di rivedere i compagni d’avventura e quando tornò a casa era raggiante. Io non ho mai partecipato, non me lo ha mai nemmeno chiesto perché era giusto così, era una cosa troppo sua. Mi piaceva sentire i racconti delle serate. L’ultima a cui ha partecipato è stata a Febbraio 2018 : quando ho dovuto “ripulire” il suo cellulare ho trovato delle foto di quella serata (una è in questa pagina) che raccontano davvero quanto si fosse divertita.

Le è sempre rimasta la voglia di tornare in radio, credo che con la sua voce e la sua competenza musicale avrebbe potuto tranquillamente farlo. Mi aveva detto che con il gruppo avevano parlato di una webradio e l’idea la attirava tantissimo.

Non so quanto questa possibilità sia realizzabile, ma credo che non ci sarebbe modo migliore di ricordarla che con una RadioGina…

G.

Come un libro di Danielle Steel…

Ho iniziato a girare un po’ per librerie per guardare libri da regalare e oggi, tra le novità, ho visto un nuovo libro di Danielle Steel.

Era una delle autrici preferite di Elena, la leggeva preferibilmente d’estate e rigorosamente in inglese. Ne aveva parecchi, certi distrutti perché quando non aveva di meglio da leggere o quando aveva voglia di un certo tipo di lettura li rileggeva, anche più di una volta.

Erano storie romantiche, con ambientazioni storiche o contemporanee, ma tutte con la stessa caratteristica: ai protagonisti succedeva di tutto! Malattie, disgrazie, amori non corrisposti da chi amavano e corrisposti da chi non volevano… un susseguirsi di tragedie fino, incredibilmente, al lieto fine… La prendevo in giro dicendole che a parte invasioni aliene, cadute di meteoriti o satelliti in avaria, in anni di lettura era successo praticamente di tutto, qualsiasi disgrazia pensabile era avvenuta… Ma a lei piacevano, le storie tormentate erano ancora più romantiche…

Da 18 mesi mi sembra di vivere in un romanzo di Danielle Steel… al momento non ho ancora visto un lieto fine…

G.

Istruzioni per l’uso

Come è universalmente accertato: gli uomini non leggono le istruzioni e non chiedono le indicazioni stradali…

Soprattutto per quanto riguarda i libretti di istruzioni io non faccio eccezione, mentre Elena, in quanto donna e del segno della Vergine, era la prima cosa che toglieva dalla confezione e li leggeva attentamente, spesso al posto di un libro prima di addormentarsi… Quando siamo arrivati nella casa nuova eravamo senza cucina e così comprammo un microonde ed un paio di piastre ad induzione per cucinare. Le piastre erano semplici quindi la lettura del libretto fu giudicata superflua, mentre andava approfondito l’uso del microonde. Faceva fatica a leggere e a mantenere il fascicolo davanti al viso solo con una mano; così mi fece staccare tutte le pagine dalla rilegatura e le prendeva una alla volta… neanche il male poteva impedirle di saper usare in modo corretto un elettrodomestico.

Fatta questa premessa, negli ultimi tempi mi son ritrovato a riflettere e ho maturato la sensazione che Elena abbia lasciato alle persone che sono vicine a me ad Andrea delle istruzioni… Lei era una persona pragmatica, concreta… con me non ne ha mai parlato, ma sono certo che avesse considerato anche il decorso peggiore della sua malattia e ovviamente il suo primo pensiero sarà stato per me ed Andrea. Non per sfiducia, semplicemente per essere sicura che avessimo tutto il supporto di cui avremmo avuto bisogno.

Assicuratasi che non saremmo rimasti “soli” avrà ritrovato la tranquillità e la forza per pensare a se stessa… ma solo dopo…

G.

7 Dicembre

Il 7 Dicembre è il giorno per fare l’albero di Natale… non importa quanto e cosa avessimo da fare, l’albero doveva essere fatto… A Elena piaceva fare l’albero, organizzare le decorazioni in modo che fosse bello carico ma non disordinato, distribuire le luci e le ghirlande…

Metteva tre o quattro cd di canzoni natalizie che ascoltava a nastro mentre lo faceva, cantando e ballando… per lei era un momento davvero felice.

In questi ultimi anni aveva poi comprato una fila di luci da esterno, per il balcone, le piacevano un sacco: non erano chiassose, intermittenti o troppo colorate, erano bianche, a goccia.. Quando arrivava a casa con il buio e le vedeva accese intorno al balcone era felicissima.

Le ho messe l’anno scorso e le metterò sul balcone anche quest’anno… girando l’angolo ed entrando nella via si vedono bene… le sarebbero piaciute…

G.

Un grande viaggio…

Quando Elena creò la sua società era entusiasta ma aveva anche timore per il passo impegnativo che stava facendo…

Ho sempre cercato di rassicurarla e di sostenerla sia per la fiducia totale che ho sempre avuto nelle sue capacità sia perché ero davvero convinto, lavorando e conoscendo anch’io il settore, che fosse una scelta che avrebbe dato i suoi frutti.

Ricordo che quando arrivò il primo ordine mi chiamò per dirmelo… era entusiasta ma anche un pochino delusa per il fatto che si trattasse di soli 176 Euro…

Allora le dissi che un grande viaggio comincia sempre con un piccolo passo, frase ovviamente non mia e probabilmente nemmeno così, ma al momento mi venne in questo modo.

Sentii la sua voce cambiare e riprendere decisione e convinzione, oltre a percepire uno dei suoi sorrisi mentre mi ringraziava per l’incoraggiamento.

Scrisse la frase sulla copia dell’ordine e se la appese alle spalle della sua postazione…

Credo che comunque, nonostante tutti quelli che l’hanno ostacolata, ma grazie soprattuto alle colleghe che l’hanno aiutata, sia stato un grande viaggio…

G.

Tre Parole

Ieri sera stavo disegnando e mi è passata questa canzone nell’MP3…

Elena ogni tanto me la cantava, specialmente quando guardavamo il tramonto dal terrazzo a Camogli mentre mi abbracciava.

Per un nostro anniversario le disegnai anche un biglietto a tema.

Però mi ricorda anche un altro momento. Nel 2010 avemmo in affido una bambina di 5 anni, Giulia. Si rivelò poi purtroppo un’esperienza dura e difficile e dovemmo concluderla. Però i primi tempi dell’affido furono belli e mi ricordo che un giorno trovarono nel pc il file di questa canzone e si misero a cantarla insieme a squarciagola… fu un momento davvero bello.

G.

Via Madonnina 2

E’ un altro indirizzo di Milano che ad Elena era particolarmente caro.

E’ l’indirizzo dove aveva abitato per qualche anno da piccola. La casa non era grande e così quando la famiglia si allargò ulteriormente dovettero spostarsi.

In Brera c’è un bellissimo negozio di materiale da disegno, così ogni volta che dovevo andarci mi accompagnava e ogni volta mi mostrava il chiosco dove suo papà le comprava il gelato, mi raccontava di quando la portavano a giocare nel cortile del Castello… una volta trovammo il portone aperto ed entrammo in cortile… era emozionata mentre mi mostrava il pianerottolo e la porta di quella che era stata casa sua. Aveva dei ricordi davvero dolci di quegli anni.

Settimana scorsa sono tornato al negozio e ho rivissuto tutti quei racconti, il ricordo del suo entusiasmo…

G.

Quanno chiove

In questi giorni di pioggia battente ho indugiato spesso dietro ai vetri, guardando la pioggia cadere… mentre facevo colazione, preparando la cena…

Specialmente la notte sono stato in mansarda a disegnare o anche semplicemente seduto al tavolo da disegno ad ascoltare la pioggia cadere sui lucernari…

Questo tempo ci piaceva tantissimo, dopo una settimana a correre in giro per lavoro ci piaceva rintanarci in casa, con gatti e castagne per goderci la vista della pioggia.

Quindi credo sia appropriato questo pezzo : Elena ammirava Pino Daniele come grande chitarrista… avremmo voluto andare all’ultimo concerto che tenne a Milano nel Dicembre 2015, ma non riuscimmo. Ci ripromettemmo di non perdere il successivo. Lui purtroppo se ne andò pochi giorni dopo…

G.

Via Marco Polo 10

In questi giorni ho portato la macchina dal gommista e mentre aspettavo che facessero il lavoro ho passeggiato un po’… Ho camminato senza pensare a dove andassi e mi sono ritrovato davanti al cancello di Via Marco Polo 10: qui è dove abitava Elena quando ci siamo conosciuti.

Era un delizioso bilocale con non tantissimo spazio ma davvero accogliente. Noi ci stavamo bene, anche se quando eravamo tutti e tre si stava un po’ stretti. C’era un bel balcone che dava su di una piazzetta chiusa e dove la bouganville fioriva in maniera clamorosa, con grande gioia di Elena.

In soggiorno abbiamo cenato e guardato film a lume di candela… nella cucina, stretta, avevamo un piccolo tavolino dove cenavamo noi due quando eravamo da soli…

C’era un piccolo ingresso che sotto Natale ospitava l’albero…

Davanti a quel cancello ci eravamo dati il primo bacio…

Adoravamo quella casa, quando decidemmo che avremmo avuto bisogno più spazio il primo pensiero fu di verificare la possibilità di prendere l’appartamento di fianco o di sopra per collegarli… ma non fu possibile… ce ne andammo con un po’ di tristezza e ogni tanto passavamo sotto quelle finestre…

In fondo quella potrebbe essere stata la nostra prima casa dei sogni…

G.