TONOELEN

Questo è un periodo difficile. Sono continui i ricordi degli interminabili giorni passati in ospedale l’anno scorso, quando non eravamo nemmeno sicuri di cosa stesse succedendo ad Elena, senza casa e ogni giorno con mille incertezze…

Però non voglio che gli articoli di queste settimane diventino un’altra via crucis…

Così ho pensato a Tonoelen, per sorridere un po’ dei primi tempi in cui eravamo insieme.

Tonoelen penso sia stato uno dei momenti professionali più imbarazzanti per Elena.
Era l’indirizzo mail che la nuova proprietà le aveva assegnato: la società si chiamava Tonofilter e da lì Tonoelen. Ricordo che quando dovette comunicarmi il nuovo indirizzo era imbarazzata perché lo trovava decisamente fuori luogo.

Io non potei trattenermi dalle risate e il suo imbarazzo ovviamente si impennò! Poi ci abituammo, ma visto che mi sembrava proprio un nome di un personaggio dei fumetti, disegnai varie pagine con Tonoelen, ricci, occhiali e mantello, riferendomi ad episodi vari che Elena mi raccontava delle sue giornate lavorative. Tonoelen smise di essere attiva il 6 Luglio del 2000, dopo essere stata attivata a Settembre del 1999… con gran sollievo di Elena.

Però i disegni originali sono da sempre appesi alle pareti di casa nostra. Elena ci teneva tantissimo…

G.

…Visto che se ne è parlato…

Da quello che Elena mi raccontava, all’inizio ci sono stati i Pink Floyd, ascoltati quand’era piccola seduta in corridoio davanti alla porta chiusa della stanza di suo fratello. “Wish you were here” era uno dei primi pezzi che aveva imparato a suonare con la chitarra.

Poi i Led Zeppelin e con il lavoro in radio tutto il resto… Spandau Ballet e Tony Hadley, gli Eagles, David Bowie, AC/DC con il suo “Hell’s Bells”…

Poi c’era il SUO George, George Benson, con la nostra canzone…

E poi il SUO CLAUDIO, Baglioni, idolo assoluto! Sapeva tutte le canzoni, quasi meglio di lui che, mi diceva, ai concerti certe volte doveva leggere i testi. Ne ha visti non so quanti , se ce n’era uno in prossimità di una ricorrenza il regalo era già trovato. Tante volte mi aveva detto che un concerto di Claudio avremmo dovuto andarlo a vedere insieme…

Non siamo mai risuciti ma ormai tante canzoni di Claudio le ho imparate comunque…

G.

4-2-1

4 parti di tequila, 2 parti di triple sec (o cointreau), 1 parte di succo di lime… cioè Margarita…

Se ci penso, tutte le nostre date più importanti o le serate più memorabili hanno questo comune denominatore: un bel bicchiere di Margarita ghiacciato! Era il suo cocktail preferito e poche volte preferiva altro.

Il suo 35° compleanno, il primo che abbiamo passato insieme, il 40°, il 50°. Ogni serata dopo i concerti… Avevo imparato a prepararglielo anche a casa, utilizzando un vecchio biberon di Andrea, in modo che le dosi fossero sempre precise e fosse sempre perfetto.

Quel sapore e quel profumo di momenti bellissimi e divertenti, da soli o con gli amici.

G.

Il Sig. Maggi

Da quando Elena ed io siamo stati insieme, io sono sempre stato il Sig. Maggi.

Questa cosa ci ha sempre divertito. E’ la forma mentale comune: Andrea fa Maggi di cognome e quindi Maggi doveva essere per forza il mio cognome. Mi ci chiamava il portinaio quando doveva darci la posta, in mille occasioni la gente si rivolgeva a me come Sig. Maggi.

La prima volta che è successo è stato in occasione di una visita periodica di Andrea per il controllo dell’epilessia. Andrea era piccolo, Elena stava con lui durante l’elettroencefalogramma e io andavo in accettazione per il ticket. Mentre mi avviavo per il corridoio, non ricordo cosa avesse bisogno, una dottoressa ha iniziato a chiamare “Sig. Maggi! Sig. Maggi!”… io ovviamente non mi sono voltato fino a quando lei mi ha raggiunto di corsa e mi ha detto quello che doveva dirmi. Avrà pensato che fossi rimbambito!

Con Elena ne abbiamo riso alle lacrime… era nato il suo Sig. Maggi…

G.

L’operazione è andata benissimo, il paziente è morto!

L'operazione è riuscita perfettamente. Il paziente è morto!

Questa è una frase che Elena era solita ripetere, specialmente nei suoi giorni di ospedale, e che aveva “ereditato” da suo papà.

L'operazione è riuscita perfettamente. Il paziente è morto!

In certi momenti effettivamente sembrava che la routine dei protocolli medici fosse talmente rigida da non prendere minimamente in considerazione le conseguenze sul paziente e anche i dottori, spesso, non andavano oltre.

Esempio eclatante quello della biopsia che i medici insistevano per fare ma i cui esiti si sapeva sarebbero stati quasi certamente funesti.

Per fortuna però abbiamo anche trovato persone degnissime che hanno fatto davvero tutto il possibile per curare al meglio la loro paziente…

Valentino

Da sempre sono appassionato di motori e quindi da sempre sono stato tifoso di Valentino Rossi… il fatto he abbiamo lo stesso cognome credo abbia influito!

Invece non saprei dire da quando Elena è diventata una tifosa sfegatata ed ha iniziato a seguire la MotoGP…

Ha iniziato regalandomi gli abbonamenti al Fan Club, poi mettendosi sul divano con me le domeniche di gara…arrivando ad accendere la televisione per vedere il giro di schieramento fino a quando finivano le chiacchiere interminabili del dopo gara.

Tre anni fa ci regalò il viaggio a Valencia per l’ultimo Gran Premio, dove Valentino avrebbe potuto vincere il 10° titolo. Andò male, ma fu ugualmente una grande giornata e tornando in città in taxi stava per saltare al collo del taxista che denigrava Valentino!!!

Era divertente vedere una persona equilibrata ed obiettiva come lei trasfigurarsi per un campione di motociclismo!

Adesso guardare le gare non è più la stessa cosa…

La Personale

Io ed Elena ci siamo conosciuti nel 1998, sul lavoro.

Col passare del tempo, mentre ci avvicinavamo sempre di più uno all’altra, ovviamente abbiamo iniziato a parlare di quello che ci piaceva, delle nostre passioni e le dissi che mi piaceva disegnare. Volle vedere qualcosa e poi io le regalai anche vari disegni, fumetti e illustrazioni.

E un giorno mi disse : “Sei proprio bravo. Ti prometto che prima o poi, in qualche modo ti organizzo una personale!”

Ci abbiamo riso sopra e ogni tanto tiravamo fuori questa storia. Il primo Natale che abbiamo fatto da fidanzati le feci incorniciare due disegni che avevo fatto anni prima e dietro, come dedica, le scrissi che avrebbe però dovuto prestarmeli quando avessimo fatto la mia personale.

Passarono anni ma ad Agosto del 2007, mentre eravamo in vacanza a Camogli, un giorno tornò a casa con gli occhi che sprizzavano una gioia incontenibile e trionfante mi disse che aveva conosciuto una ragazza in un negozio al molo e che tramite lei avremmo potuto affittare un fondo per l’anno successivo dove esporre i miei quadri.

“Te l’avevo detto che ti avrei organizzato una personale!!!”

Penso che le persone possano essere giudicate anche dal peso che danno alle loro parole e alle affermazioni che fanno.

Elena era sempre misurata e soprattutto non diceva mai niente per caso o a vanvera. Una promessa era un impegno da mantenere, anche in caso di ripensamento.

E’ un grande esempio che cerco sempre di seguire…

Angelo Antonio

(Solo il titolo, ricostruzione).

Antonio non si sa chi sia, da dove sia venuto e che fine abbia fatto.

In ospedale mi ha pettinato, consolato, aiutato in un momento difficilissimo: non sapevo ancora cosa avevo e giorno dopo giorno mi paralizzavo.

La notte cantavamo le canzoni di Checco, all’alba andavamo al bar.

Abbiamo trasformato l’ospedale in un parco giochi facendo casino e mangiando tutti insieme lasagne e melanzane alla parmigiana; improbabili improvvisate tavolate…