Come rane sull’asfalto…

E’ un espressione che uso spesso quando parlo di qualcuno che resta bloccato dallo stupore di un avvenimento o da un affermazione… come restano bloccate le ranocchie quando di notte vengono sorprese dai fari delle auto mentre sono sull’asfalto…

Come ogni inizio anno abbiamo dovuto tornare al S.Paolo per le visite di controllo di Andre e ci siamo trovati a passare dal salone all’ingresso…

Ogni volta è una stretta al cuore, al ricordo di quante volte sono entrato per andare da Elena, quanto tempo abbiamo passato seduti su quelle seggioline o al bar per toglierci dalla claustrofobia del reparto…

Però mi ha fatto sorridere il ricordo di una domenica in cui c’era una gara di MotoGp. Veniva trasmessa la sera in differita e quindi avevamo passato tutto il giorno ad evitare qualsiasi fonte di notizie e vietato a chiunque di parlarne. La gara era alle 22 e quindi scendemmo nell’ingresso dove c’è una televisione. Vedere insieme la gara, come al solito, anche se in un ambiente così strano, ci dava un po’ di normalità…

Ci stavamo godendo la gara quando ad un certo punto la televisione si spense di colpo ed arrivò un custode dicendo che doveva chiudere l’ingresso… Noi restammo lì basiti, come rane sull’asfalto, per qualche secondo poi scoppiammo a ridere e andammo alla ricerca per sapere il risultato finale della gara…

Da allora mi è rimasta la passione ma parecchia voglia di guardare i GP se ne è andata…

G.

Tanti Auguri Bubi…

E così siamo arrivati al secondo giro di compleanni che festeggeremo senza Elena… certo non è che potrò star qui a contarli all’infinito, ma è una cosa che ancora fa decisamente male, soprattutto per quello di Andre…

Ogni volta che che arrivava il 26 di Gennaio trovavamo sempre qualcosa da fare e un modo particolare per festeggiare… e ogni volta, ammirandosi il suo ragazzo, raccontava di quando glielo portarono dopo il parto e guardandolo esclamò “Bubino!”.

Non ha mai saputo dirci da cosa o dove sia venuto questo soprannome… lo abbiamo adottato tutti, parenti amici…

… e ogni volta ripenso al suo sorriso quando raccontava questa storia…

G.

Perché no…

Quando eravamo nella casa vecchia la spesa ce la facevamo portare a domicilio… un po’ pigrizia e un po’ la voglia di non perdere tempo il weekend nel delirio di un supermercato .

Capitava però che nei nostri giri andassimo per comprare qualcosa che ci mancava o per una ricetta domenicale di Elena.

Allora lei mi cantava sempre questa canzone…

E adesso che a fare al spesa vado ogni settimana, ogni volta la risento…

G.

Art Attack

Questa domenica è stata una giornata abbastanza pesante, il mio umore era davvero ai minimi storici e mentre vagavo per casa sono passato sul balcone e ho visto lì, per l’ennesima volta, una scatola che stazionava in quel punto da un anno e mezzo, ormai marcia di intemperie e caldo. Allora ho deciso di metterci le mani e tra carta marcia e insetti morti ho trovato alcuni vasi, tutti imballati benissimo… e la cosa non mi ha stupito…

Erano vasi di cui non mi ricordavo ma erano decisamente importanti…. Uno conteneva i sassi di Camogli, un altro un po’ di saponi che avevamo preso a Mentone… ma soprattutto c’erano un vaso e un porta candele decorati da Elena.

Quando facevamo il negozio a Camogli per un paio di anni aveva voluto cimentarsi nella decorazione di oggetti in vetro, con vernici e paste da applicare e fissare poi a caldo. Era entusiasta di questa idea…

La sua decorazione preferita erano dei fiorellini, molto semplici ma deliziosi. Lei si scherniva perchè li paragonava alle mie tele ma io le dissi di non fare paragoni e andare avanti.

Una sera entrò una signora e comprò bottiglia e 6 bicchieri decorati così… Elena era incredula, ma troppo felice… considerò sempre memorabile quella serata.

Ma poi ricevette la chiamata di questa signora perchè un’amica aveva visto il set e lo voleva assolutamente anche lei… così tornati a Milano li preparò e li portò alla cliente, emozionata da questa soddisfazione.

E’ stato bellissimo vederla così felice per questa cosa… Ho ancora tutti quei colori… ma io quei fiorellini così belli non riesco a farli…

G.

Crocetta

Certe volte mi capita di camminare senza badare a dove stia andando, mi piace girovagare senza una meta precisa… solo che poi capita di passare in posti dove i ricordi possono essere più dolorosi che altrove.

Durante il periodo natalizio ho lasciato Andre in centro a Milano con degli amici e mentre lo aspettavo ho iniziato a camminare e mi sono ritrovato a passare in Crocetta, sul Corso di Porta Romana… e subito sono stato assalito da mille ricordi…

La Crocetta infatti per quattro anni è stato un po’ il centro del nostro mondo, visto che Andre andava lì alle superiori. E’ anche una zona che ci piaceva e quindi ci ritrovavamo spesso per i colloqui con i professori, per gli eventi che la scuola organizzava, per prendere Andre e portarlo a casa. Quando arrivavamo in anticipo facevamo giri lì intorno oppure, se il meteo lo consentiva, ci sedevamo al parchetto vicino. Avevamo individuato i posti giusti per andare a pranzo, quando gli impegni a scuola erano vicini al mezzogiorno.

Però il ricordo più dolce è del primo anno… quell’anno Andre andava a scuola anche di sabato e noi ci svegliavamo con lui per accompagnarlo. Faceva solo quattro ore e quindi non stavamo a rientrare a casa per poi tornare, ma stavamo in giro… Passeggiavamo per il centro, qualche volta sul Naviglio, in un clima quasi surreale visto che il sabato mattina prima delle nove era tutto deserto, con i negozi chiusi. Facevamo colazione con calma e poi passeggiavamo mano nella mano a passo blando, per tirare l’ora e goderci ogni momento in tranquillità. Ho ricordi di piazza Duomo semi-deserta, silenziosa nella luce del mattino primaverile… bellissimo…

Erano momenti preziosi, solo per noi…

G.

10 anni

Non avevo realizzato immediatamente che oltre ad iniziare un nuovo anno stavamo iniziando anche un nuovo decennio…

Il decennio scorso non era iniziato nel migliore dei modi : avevamo avuto l’esperienza dell’affido che purtroppo si era rivelata difficilissima, era mancato Luca un nostro caro amico, era stato l’ultimo anno di Kyril… e poi nel proseguo se ne era andata la nostra miciona, era mancato anche l’altro Luca di Camogli, erano tornate le crisi ad Andre ed avevamo dovuto ricominciare le terapie, la ditta di Elena aveva dovuto chiudere e lei si era lanciata nell’avventura di una società sua… Però sono stati anche anni in cui abbiamo potuto ricominciare a fare qualche viaggio, siamo riusciti a realizzare due sogni di Elena : un viaggio a New York e una crociera… sono stati gli anni migliori del nostro negozio a Camogli… siamo diventati prozii… avremmo cambiato casa… gli anni delle superiori di Andre sono stati belli e divertenti, ricchi di figure importanti, una delle quali però ci ha lasciato anche lei…

E’ stato un decennio denso di avvenimenti positivi e negativi, come credo sia nella natura delle cose…

Però non avrei mai pensato che il decennio successivo lo avrei iniziato da solo…

G.

Ma che freddo fa…

In questi giorni è finalmente arrivato un po’ di inverno, freddo e dei bei nebbioni… e mi sono accorto quanto, in ogni gesto anche banale, possano esserci ricordi di chi non c’è più…

Stamattina ho avviato la macchina e Andre, come consuetudine, grattava il ghiaccio dai vetri… Mi sono trovato a pensare a quando, uscendo il più delle volte per primo, grattavo il ghiaccio dalla macchina di Elena prima di partire… poi mi chiamava sempre per ringraziarmi, felice di quella sorpresa…

Era un’attenzione che le faceva davvero piacere, specialmente le mattine che era in ritardo ed evitare questa operazione le faceva recuperare un po’ di tempo…

Per associazione mi è venuta in mente questa canzone… era la canzone preferita dell’ultima collega di Elena nel vecchio impiego. quando glielo aveva detto Elena era troppo divertita perchè era una canzone della nostra infanzia…

Ogni tanto allora si metteva a canticchiarla saltellando probabilmente come faceva da bambina quando l’ascoltava…

G.

Survival

Oggi mentre tornavo a casa hanno passato questo pezzo alla radio… Ogni volta che sento un pezzo degli America non posso fare a meno di pensare che avremmo dovuto andarli a vedere in concerto il 15 Ottobre del 2018…

Non li avevamo mai visti dal vivo ed eravamo curiosi di ascoltare questo gruppo che ascoltavamo ai tempi delle superiori e che Elena sicuramente passava in radio.

Quando fu costretta sulla sedia a rotelle avevamo già i biglietti per questo concerto e lei anche per quello del suo Claudio, il 15 di settembre… Realizzando che questo fatto avrebbe potuto presentare delle difficoltà all’inizio restò un po’ sgomenta, ma durò poco. Ricordo che ci pensò un po’ su e poi sorridendo mi disse che in fondo stando sulla sedia a rotelle avrebbe potuto magari assistere al concerto da una posizione migliore… insieme al suo accompagnatore…

Non sarebe stato certo questo ad impedirle di andare ad un concerto… Riusciva a vedere sempre oltre.

G.

Il ciclamino di Elena

Tra i propositi che avevo fatto per il 2019 c’era quello di prendermi cura del ciclamino di Elena. Era una delle cose a cui tenevo di più…

Devo dire che ho avuto sucesso… anche se onestamente non è che sia servita una scienza botanica molto approfondita : lo bagno quando la terra è asciutta… Gli ho anche cambiato vaso, l’ho messo in uno più grosso, è rigoglioso e ormai è più del doppio di quando lo abbiamo preso.

Ogni volta che lo guardo mi torna in mente il sorriso di Elena mentre lo portava in giro per l’Ikea e penso a come sarebbe stata felice ad ogni fiore che avesse visto sbocciare…

G.