HEROES

E’ il titolo del mio pezzo preferito di David Bowie, il Suo David…

Però questa volta mi permetto di usarlo non per per parlare di lei ma per dedicarlo a me e ad Andre, perchè ormai siamo a fine anno e si hanno tanti pensieri su quello che è stato… e che sarà…

L’anno scorso, dopo che Elena ci lasciò, gli ultimi tre mesi dell’anno li passai come in una bolla, dovevo abituarmi alla sua assenza, a fare le cose che prima faceva lei… tante incombenze burocratiche le rimandai proprio perchè dovevo entrare nell’ottica che nessun altro avrebbe potuto. Io ero quello che sistemava le prese elettriche e metteva le mensole… Furono quasi tre mesi di prova. Quandò iniziò il 2019 avevo timore dei mesi che sarebbero arrivati, del fatto che avrei avuto davanti un anno intero senza di lei e più nessuna scusa per rimandare quello che andava fatto.

Sono sopravvissuto alle pratiche per la successione, dell’assicurazione del mutuo, rapporti con le banche, dichiarazione dei redditi e relativa preparazione della documentazione, sia mia che sua, non sono indietro con i pagamenti delle bollette, ho cercato di tenere i conti sotto controllo e non siamo andati in rosso, puntuali con il mutuo, magari un po’ meno con le spese condominiali… Ho reinvasato due piante e tutto sommato la mortalità del verde casaslingo è stata ridotta, non ho mai avuto calze spaiate nei bucati, Andre non è deperito, quindi vent’anni a cucinare insieme a qualcosa saranno serviti, la casa è ha posto e finita… Andre, oltre a tutto quello che ha passato anche lui, deve sopravvivere alla mie giornate cupe, quando magari gli rispondo male o gli rompo le palle senza motivi seri… e nonostante tutto è sempre pronto ad abbracciarmi con il sorriso, come faceva sua madre…

Credo che Elena sarebbe contenta di noi…

Non abbiamo fatto tutto da soli comunque… abbiamo avuto famiglie ed amici che ci sono stati vicini, sempre, aiutandoci sia in maniera pratica che con parole quando ne avevamo bisogno… I compleanni e le feste li abbiamo passati sempre in compagnia e non abbiamo avuto modo di avere pensieri tristi… io almeno non subito… Ho avuto un estate luminosa grazie a chi ha fatto in modo che il sole non fosse solo una condizione meteo… Il Campus a Jesolo è stato ancora una volta un’esperienza memorabile : nonstante ogni angolo mi riportasse ad altri ricordi le serate con i ragazzi e i maestri sono state fantastiche per me e per Andre, un concerto splendido e ancora una volta Gabriele e Andrea mi hanno commosso, dedicando questa settimana a Elena…

Non so questo anno nuovo cosa potrà portarci, sicuramente non sarà ancora un anno facile ma avrò tempo per pensarci…

Buon Anno!

G.

Cucinare da solo

Per tutti i nostri anni insieme ho sempre aiutato Elena a cucinare : era divertente, lei preparava i piatti e io facevo il resto, affettare, pelare, grattuggiare etc… La cucina della casa vecchia non era enorme, avevamo pochi punti di appoggio, ala fine era sempre un delirio ma noi ci giravamo bene, non ci intralciavamo mai.

Questa cucina è enorme, Elena l’aveva studiata per poter avere tutto al posto giusto e poter usare le cose senza problemi… ma purtroppo non è mai riuscita.

Avevamo ospiti ogni tanto, ma mai numerosi come a Santo Stefano, quando tutte e due le nostre famiglie, per tradizione, si riusniscono da noi. In questo caso siamo sempre parecchi e quindi il lavoro di preparazione di conseguenza.

Anche se Elena non c’è più avevo deciso già dall’anno scorso di mantenere questa consuetudine che lei adorava e che tutti aspettavamo con gioia. E’ stato comunque un modo per sentirla sempre con noi…

Però ho dovuto cucinare da solo… in una cucina enorme…

G.

La tavola natalizia

A Elena piaceva un sacco preparare la tavola per Natale o, più in particolare per il pranzo di -Santo Stefano.

Il pranzo di Natale era un po’ itinerante, non sempre si faceva da noi e anche quando era non eravamo mai in tanti e usavamo il servizio bello della lista nozze. Invece per Santo Stefano eravamo sempre una brigata, da tradizione si è sempre fatto a casa nostra, e allora avevamo scelto di utilizzare piatti di carta.

Però i piatti che venivano utilizzati erano sempre scelti con estrema cura, attenzione agli abbinamenti di colore e soprattutto che non si ripetessero combinazioni dell’anno precedente. A questo scopo venivano fatte parecchie foto che restavano come documentazione.

Sceglieva con cura anche il centro-tavola : poteva essere con frutti o con pigne colorate, con ghirlande o fiori, ma tutto doveva essere perfettamente armonizzato… un vero outfit della tavola…

G.

Playlist natalizia

Elena adorava l’atmosfera natalizia, soprattutto quella domestica. Le piaceva il soggiorno con la luce soffusa e le luci dell’albero che lampeggiavano, l’odore dei mandarini e delle castagne per casa… magari una spruzzata di neve fuori dalle finestre.

Ovviamente anche la musica che si ascoltava rispecchiava questa atmosfera e quindi quasi tutti gli slot dello stereo erano occupati da CD con musica natalizia : con gli anni le avevo regalato alcuni di questi CD interpretati da cantanti famosi. Era la musica della vigilia mentre si cucinava, di Sant’Ambrogio mentre si faceva l’albero e il sottofondo di ogni pranzo che si fosse tenuto a casa nostra.

In questi giorni ovunque vada continuo a sentire questa canzone. Elena proprio non sopportava Mariah Carey, era la sintesi delle gatte morte, eppure ogni volta che la sento riesco solo a pensare a lei che ascoltandola balla facendo l’albero …

G.

SUPERRADIO

Amici

Il blocco da dedicare alla radio lo ha lasciato Elena, solo il titolo… non ha fatto in tempo a scriverlo… io posso solo provarci.

Superradio era la radio da dove Elena aveva trasmesso per parecchi anni. Per lei erano stati anni speciali, di divertimento e di musica e credo siano stati tra i suoi più belli. Mi raccontava mille aneddoti divertenti e avventurosi di quei giorni con un sorriso che la illuminava in modo particolare. Ogni volta che passavamo sulla via di Corsico dove aveva sede la radio, guardava in fondo al cortile dove c’era l’entrata e me lo indicava, sempre, come se fosse stata la prima volta che lo faceva.

Lei non era tipo da social, ma si era creata la pagina su Facebook quando aveva scoperto che la gente della radio si ritrovava ogni tanto. La prima volta che partecipò era emozionatissima di rivedere i compagni d’avventura e quando tornò a casa era raggiante. Io non ho mai partecipato, non me lo ha mai nemmeno chiesto perché era giusto così, era una cosa troppo sua. Mi piaceva sentire i racconti delle serate. L’ultima a cui ha partecipato è stata a Febbraio 2018 : quando ho dovuto “ripulire” il suo cellulare ho trovato delle foto di quella serata (una è in questa pagina) che raccontano davvero quanto si fosse divertita.

Le è sempre rimasta la voglia di tornare in radio, credo che con la sua voce e la sua competenza musicale avrebbe potuto tranquillamente farlo. Mi aveva detto che con il gruppo avevano parlato di una webradio e l’idea la attirava tantissimo.

Non so quanto questa possibilità sia realizzabile, ma credo che non ci sarebbe modo migliore di ricordarla che con una RadioGina…

G.

Come un libro di Danielle Steel…

Ho iniziato a girare un po’ per librerie per guardare libri da regalare e oggi, tra le novità, ho visto un nuovo libro di Danielle Steel.

Era una delle autrici preferite di Elena, la leggeva preferibilmente d’estate e rigorosamente in inglese. Ne aveva parecchi, certi distrutti perché quando non aveva di meglio da leggere o quando aveva voglia di un certo tipo di lettura li rileggeva, anche più di una volta.

Erano storie romantiche, con ambientazioni storiche o contemporanee, ma tutte con la stessa caratteristica: ai protagonisti succedeva di tutto! Malattie, disgrazie, amori non corrisposti da chi amavano e corrisposti da chi non volevano… un susseguirsi di tragedie fino, incredibilmente, al lieto fine… La prendevo in giro dicendole che a parte invasioni aliene, cadute di meteoriti o satelliti in avaria, in anni di lettura era successo praticamente di tutto, qualsiasi disgrazia pensabile era avvenuta… Ma a lei piacevano, le storie tormentate erano ancora più romantiche…

Da 18 mesi mi sembra di vivere in un romanzo di Danielle Steel… al momento non ho ancora visto un lieto fine…

G.

Istruzioni per l’uso

Come è universalmente accertato: gli uomini non leggono le istruzioni e non chiedono le indicazioni stradali…

Soprattutto per quanto riguarda i libretti di istruzioni io non faccio eccezione, mentre Elena, in quanto donna e del segno della Vergine, era la prima cosa che toglieva dalla confezione e li leggeva attentamente, spesso al posto di un libro prima di addormentarsi… Quando siamo arrivati nella casa nuova eravamo senza cucina e così comprammo un microonde ed un paio di piastre ad induzione per cucinare. Le piastre erano semplici quindi la lettura del libretto fu giudicata superflua, mentre andava approfondito l’uso del microonde. Faceva fatica a leggere e a mantenere il fascicolo davanti al viso solo con una mano; così mi fece staccare tutte le pagine dalla rilegatura e le prendeva una alla volta… neanche il male poteva impedirle di saper usare in modo corretto un elettrodomestico.

Fatta questa premessa, negli ultimi tempi mi son ritrovato a riflettere e ho maturato la sensazione che Elena abbia lasciato alle persone che sono vicine a me ad Andrea delle istruzioni… Lei era una persona pragmatica, concreta… con me non ne ha mai parlato, ma sono certo che avesse considerato anche il decorso peggiore della sua malattia e ovviamente il suo primo pensiero sarà stato per me ed Andrea. Non per sfiducia, semplicemente per essere sicura che avessimo tutto il supporto di cui avremmo avuto bisogno.

Assicuratasi che non saremmo rimasti “soli” avrà ritrovato la tranquillità e la forza per pensare a se stessa… ma solo dopo…

G.

7 Dicembre

Il 7 Dicembre è il giorno per fare l’albero di Natale… non importa quanto e cosa avessimo da fare, l’albero doveva essere fatto… A Elena piaceva fare l’albero, organizzare le decorazioni in modo che fosse bello carico ma non disordinato, distribuire le luci e le ghirlande…

Metteva tre o quattro cd di canzoni natalizie che ascoltava a nastro mentre lo faceva, cantando e ballando… per lei era un momento davvero felice.

In questi ultimi anni aveva poi comprato una fila di luci da esterno, per il balcone, le piacevano un sacco: non erano chiassose, intermittenti o troppo colorate, erano bianche, a goccia.. Quando arrivava a casa con il buio e le vedeva accese intorno al balcone era felicissima.

Le ho messe l’anno scorso e le metterò sul balcone anche quest’anno… girando l’angolo ed entrando nella via si vedono bene… le sarebbero piaciute…

G.

Un grande viaggio…

Quando Elena creò la sua società era entusiasta ma aveva anche timore per il passo impegnativo che stava facendo…

Ho sempre cercato di rassicurarla e di sostenerla sia per la fiducia totale che ho sempre avuto nelle sue capacità sia perché ero davvero convinto, lavorando e conoscendo anch’io il settore, che fosse una scelta che avrebbe dato i suoi frutti.

Ricordo che quando arrivò il primo ordine mi chiamò per dirmelo… era entusiasta ma anche un pochino delusa per il fatto che si trattasse di soli 176 Euro…

Allora le dissi che un grande viaggio comincia sempre con un piccolo passo, frase ovviamente non mia e probabilmente nemmeno così, ma al momento mi venne in questo modo.

Sentii la sua voce cambiare e riprendere decisione e convinzione, oltre a percepire uno dei suoi sorrisi mentre mi ringraziava per l’incoraggiamento.

Scrisse la frase sulla copia dell’ordine e se la appese alle spalle della sua postazione…

Credo che comunque, nonostante tutti quelli che l’hanno ostacolata, ma grazie soprattuto alle colleghe che l’hanno aiutata, sia stato un grande viaggio…

G.