Tre Parole

Ieri sera stavo disegnando e mi è passata questa canzone nell’MP3…

Elena ogni tanto me la cantava, specialmente quando guardavamo il tramonto dal terrazzo a Camogli mentre mi abbracciava.

Per un nostro anniversario le disegnai anche un biglietto a tema.

Però mi ricorda anche un altro momento. Nel 2010 avemmo in affido una bambina di 5 anni, Giulia. Si rivelò poi purtroppo un’esperienza dura e difficile e dovemmo concluderla. Però i primi tempi dell’affido furono belli e mi ricordo che un giorno trovarono nel pc il file di questa canzone e si misero a cantarla insieme a squarciagola… fu un momento davvero bello.

G.

Via Madonnina 2

E’ un altro indirizzo di Milano che ad Elena era particolarmente caro.

E’ l’indirizzo dove aveva abitato per qualche anno da piccola. La casa non era grande e così quando la famiglia si allargò ulteriormente dovettero spostarsi.

In Brera c’è un bellissimo negozio di materiale da disegno, così ogni volta che dovevo andarci mi accompagnava e ogni volta mi mostrava il chiosco dove suo papà le comprava il gelato, mi raccontava di quando la portavano a giocare nel cortile del Castello… una volta trovammo il portone aperto ed entrammo in cortile… era emozionata mentre mi mostrava il pianerottolo e la porta di quella che era stata casa sua. Aveva dei ricordi davvero dolci di quegli anni.

Settimana scorsa sono tornato al negozio e ho rivissuto tutti quei racconti, il ricordo del suo entusiasmo…

G.

Quanno chiove

In questi giorni di pioggia battente ho indugiato spesso dietro ai vetri, guardando la pioggia cadere… mentre facevo colazione, preparando la cena…

Specialmente la notte sono stato in mansarda a disegnare o anche semplicemente seduto al tavolo da disegno ad ascoltare la pioggia cadere sui lucernari…

Questo tempo ci piaceva tantissimo, dopo una settimana a correre in giro per lavoro ci piaceva rintanarci in casa, con gatti e castagne per goderci la vista della pioggia.

Quindi credo sia appropriato questo pezzo : Elena ammirava Pino Daniele come grande chitarrista… avremmo voluto andare all’ultimo concerto che tenne a Milano nel Dicembre 2015, ma non riuscimmo. Ci ripromettemmo di non perdere il successivo. Lui purtroppo se ne andò pochi giorni dopo…

G.

Via Marco Polo 10

In questi giorni ho portato la macchina dal gommista e mentre aspettavo che facessero il lavoro ho passeggiato un po’… Ho camminato senza pensare a dove andassi e mi sono ritrovato davanti al cancello di Via Marco Polo 10 : qui è dove abitava Elena quando ci siamo conosciuti.

Era un delizioso bilocale con non tantissimo spazio ma davvero accogliente. Noi ci stavamo bene, anche se quando eravamo tutti e tre si stava un po’ stretti. C’era un bel balcone che dava su di una piazzetta chiusa e dove la bouganville fioriva in maniera clamorosa, con grande gioia di Elena.

In soggiorno abbiamo cenato e guardato film a lume di candela… nella cucina, stretta, avevamo un piccolo tavolino dove cenavamo noi due quando eravamo da soli…

C’era un piccolo ingresso che sotto Natale ospitaval’albero…

Davanti a quel cancello ci eravamo dati il primo bacio…

Adoravamo quella casa , quando decidemmo che avremmo avuto bisogno più spazio il primo pensiero fu di verificare la possibilità di prendere l’appartamento di fianco o di sopra per collegarli… ma non fu possibile… ce ne andammo con un po’ di tristezza e ogni tanto passavamo sotto quelle finestre…

In fondo quella potrebbe essere stata la nostra prima casa dei sogni…

G.

Suonala ancora…

Il video qui sotto è un po’ atipico rispetto a quelli che mettiamo solitamente…

E’ una lezione on-line di Claudio, dove ha usato la Gibson di Elena che gli avevo portato qualche settimana fa.

Vederla fuori dalla cusotdia e sentirla suonare, specialmente “Stairway to heaven”, è stata una grande emozione… mi sono venuti in mente tanti momenti quando entravo in soggiorno e trovavo Elena che provava…

Sono sicuro che le sarebbe piaciuto tantissimo vedere questo video e sentire come suoni ancora la sua bambina preferita…

Grazie Claudio.

G.

Ti ho sposato per allegria…

Elena me lo diceva spesso e spesso mi trovo a scrivere o a pensare a quanto con Elena ci divertissimo quando eravamo insieme. Avevamo i nostri tormentoni, magari ci venivano in mente fatti, persone o frasi che ci avevano particolarmente divertito e ne ridevamo anche a distanza di tempo.

Lei sapeva essere una persona estremamente seria e professionale quando era il momento, ma era anche estremamente solare e divertente, con delle uscite che a volte avevano un effetto amplificato proprio perchè da lei non te le saresti mai aspettate…

Penso che il buon umore che riuscivamo comunque a mantenere, anche nei momenti più complicati, fosse una parte importante di quello che ci faceva stare bene insieme… sapere di avere l’altro vicino bastava per dare comunque allegria alle giornate…

Ridere insieme aveva davvero un sapore particolare…

G.

Seconda stella a destra…

Nonostante fosse una persona estremamente pratica, era pur sempre della Vergine, Elena aveva tantissimi sogni e tante volte ne parlavamo…

Da piccola poteva essere portare a casa ogni gatto randagio che incontrava, da grande coltivare la sua grande passione per la cucina, per la musica… ma alla fine anche per il suo lavoro, nonostante non fosse quello che aveva sempre sognato… ma era qualcosa che avrebbe potuto costruire con le sue grandi capacità.

Il giorno che venne costituita la società l’avevo accompagnata in Veneto e quindi poi ci trovammo per tornare a casa… ricordo che arrivò e scese raggiante dalla macchina del suo socio, emozionata per il passo fatto e per l’idea di avere qualcosa di suo da sviluppare e far crescere…

Purtroppo poi la realtà delle persone sarebbe stata molto diversa, ma lei ha perseguito il suo sogno fino all’ultimo… nonostante tutto e tutti…

G.

Le bambine

Quando Elena parlava delle bambine qualche volta intendeva le sue piante, ma molto più spesso intendeva le sue chitarre.

La prima gliela regalai per il primo Natale insieme… però non sapevo niente di chitarre e quindi poi scoprii che non era proprio adatta a lei.. poi ce ne furono altre, è arrivata ad averne 5, adorava guardare la fila delle custodie…

L’ultima arrivata era stata la Gibson SG, la chitarra di Angus Young. Gliel’avevo regalata per il 50° compleanno… ero indeciso se regalarle un gioiello importante oppure una chitarra importante… il dubbio mi è durato poco… e lei ne fu felicissima. Aveva la custodia rigida e quindi fu un cinema nasconderla per casa. Ricordo ancora il suo stupore quando la feci emergere dalla cabina armadio il giorno del suo compleanno!

Adesso quando salgo in mansarda guardo anch’io la fila di custodie e mi si stringe il cuore. Però la Gibson non ce la facevo a vederla lì così, era il suo gioiello… e allora l’ho “prestata” al suo maestro di chitarra, come mi aveva chiesto lei quando aveva perso l’uso del braccio sinistro… però l’avrebbe rivoluta indietro quando fosse potuta tornare a suonare. Era la sua speranza più grande…

G.