Una scatola di latta

Una scatola di latta era quella che usavamo come cassa per il negozio di Camogli. Non saprei dire da dove arrivasse, Elena l’ aveva portata fin dal primo anno del negozio e ci metteva ogni incasso. Ridendo dicevamo che sembrava Gollum con l’anello : le piaceva fare i conti a fine giornata, controllare i tagli delle banconote in modo da avere sempre il resto da dare, ogni sera la portava a casa per non lasciarla in negozio. Era felice ogni volta che vendevamo qualcosa… non tanto per l’incasso quanto perchè a qualcuno era piaciuto quello che avevo fatto.

Ultimamente ho pensato di provare a fare qualche attività per tornare a vendere i miei quadri e, nonstante avessi maneggiato 300 scatoloni, sapevo esattamente dove trovare questa scatola. Ho pensato che fosse bello utilizzarla ancora per quello che era sempre stata.

Quando l’ho aperta il primo pensiero è stato che non fosse stata una grande idea : c’erano ancora note scritte da lei, contatti di gente che ci aveva commissionato dei quadri e la busta del più lussuoso hotel di Camogli dove il nostro migliore cliente aveva lasciato il saldo dei primi quadri che ci aveva comprato. Per Elena era il portafortuna totale…

Quando però mi è tornato il fiato e mi è passato il pianto ho pensato che in fondo è bello poterla tornare ad utilizzare, magari con la stessa gioia con cui lei l’apriva ogni volta.

G.

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