L’ultima notte

Questa è stata l’ultima notte che abbiamo passato in ospedale, l’ultima notte insieme, anche se lei non se ne accorgeva… e così con la memoria non ho potuto fare a meno di andare a cercare l’ultimo bacio, l’ultimo film che abbiamo guardato, le ultime parole che ci siamo detti, l’ultimo piatto che le ho cucinato, l’ultima pioggia che abbiamo visto cadere, l’ultima MotoGP che abbiamo guardato…

Poi abbiamo dovuto iniziare con le prime volte… senza di lei…

G.

Tavolo per uno

Spesso quando sono in giro per lavoro e sono da solo al tavolo per pranzo o cena, mi viene da pensare ad Elena e a quanto questa cosa non le piacesse.

Non le piaceva sedere da sola ad un tavolo di ristorante perché, diceva, si sentiva addosso la curiosità che spesso suscita una donna, specialmente se elegante, quando mangia da sola. Questo fatto mi faceva sorridere perché lei era una donna con grinta e determinazione, che avrebbe potuto sostenere ben altro, ma poi aveva questa sua timidezza per cui non voleva essere al centro dell’attenzione. Se non era necessario mostrarsi, stava defilata e lasciava che la sua competenza parlasse più delle apparenze.

La sua sicurezza, sempre pacata e misurata, mai strillata, quando sosteneva una conversazione erano un esempio… e il suo sorriso quando poi alla fine aveva ragione era impagabile.

G.

Un angelo con la chitarra

Quando Elena arrivava con la sua chitarra per fare la sua lezione, tutto s’illuminava nel mio piccolo studio buio. Penso che fossero i suoi occhi incredibili, così belli e limpidi come le più belle giornate di sole o forse era la sua gioia di suonare la chitarra, che la faceva sorridere come una bambina che scarta il suo regalo. Eppure quanta saggezza, quanta maestria nel suo incedere delicato e breve in questa vita…

Che onore Elena carissima averti avuto come allieva, sarai sempre nel mio cuore!

Manuel

E dirsi ciao

Con Elena ci siamo sempre parlati tantissimo, ci sentivamo spesso telefonicamente durante la giornata, anche appena usciti di casa, quando eravamo insieme parlavamo di tutto, della giornata appena trascorsa, di quella a venire, idee, pensieri…

E pensando a quanto ci siamo parlati durante i nostri anni insieme, il ricordo che non sia nemmeno riuscito a salutarla è davvero faticoso da portare.

La sera che è stata male e ha perso conoscenza con lei c’era un’amica, io ero andato a preparare la cena. Le ultime parole che ci siamo scambiati riguardavano quello che aveva voglia di mangiare.

Certe volte penso che forse sia meglio un ricordo così normale, quotidiano che non un saluto che sai definitivo… ma resta comunque il pensiero di tutto quello che avremmo avuto ancora da dirci…

G.

Il chitarrista

Ho sentito questo pezzo oggi in macchina. Non è nella playlist di Elena, ma sicuramente Ivan Graziani è uno dei suoi musicisti italiani preferiti.

Ovviamente il titolo ogni volta mi fa pensare a lei, al fatto che essere una chitarrista fosse uno dei suoi motivi di orgoglio ma ho pensato anche ad altri chitarristi, in particolare ai suoi maestri e a uno che suo maestro non è stato ma con cui ha condiviso momenti intensi di musica.

Manuel è stato quello con cui si è riavvicinata allo strumento, dopo anni in cui non aveva potuto suonare per mancanza di tempo e di serenità. Avevano iniziato con un corso serale del comune e poi aveva proseguito con lezioni individuali. Con Manuel abbiamo passato anche dei momenti divertenti non musicali: ricordo una serata nel cortile della cascina in Bovisa, mangiando falafel, bevendo birra e ascoltando musica…

Claudio l’aveva scoperto su YouTube e le piaceva il modo in cui spiegava, ci si ritrovava molto. Lo abbiamo conosciuto ad un evento a Milano e da lì ha iniziato a prendere lezioni. Non era comodissima per andare, ma aspettava con ansia le sue lezioni, se non era riuscita a studiare si agitava un sacco perché teneva tantissimo a non fare brutta figura. Anche nelle giornate peggiori le sue due ore di lezione le ridavano serenità…

Gabriele dell’Accademia non è stato un suo insegnante, ma hanno condiviso la settimana del camp di Jesolo per preparare i pezzi del concerto finale. Ho ancora i video che aveva girato per guardare gli accordi… e poi quanto ci sono stati vicini…

Penso le avrebbe fatto piacere parlare anche dei suoi “colleghi”…

G.

Grazie

Volevo solo ringraziare tutti quelli che martedì hanno scritto a me e a Federica per ricordare il compleanno di Elena o l’hanno ricordata su FB, Instagram, ecc…

Elena era sempre felice per ogni messaggio di auguri che riceveva, le piaceva sentire l’affetto della famiglia, degli amici e di tutte le persone che aveva a cuore. Non era una di quelle persone che si incupiscono perché invecchiano, si godeva il suo tempo e cercava di farne il migliore uso possibile, per sé e per gli altri. Ogni giorno era l’opportunità di scoprire o imparare qualcosa di nuovo.

Pe noi è stato un giorno difficile e altri arriveranno, ma grazie per averlo reso un po’ più lieve.

G.

Buon compleanno

Per il compleanno dell’anno scorso Elena aveva voluto organizzare una grande festa, per avere vicino tutte le persone care e anche perchè fosse una specie di festa di inaugurazione per la casa nuova.

E’ stata una serata bellissima, c’erano proprio tutte le persone che lei voleva vicino ed era felicissima. Sono poi andato anche a riguardare le foto di altre feste, quella dei 40 anni, dei 50 e ho visto con piacere che tante persone sono state una costante a cui poi se ne sono aggiunte altre che nel giro di poco tempo sono diventate importanti.

Questo giro eravamo veramente tanti, avremmo potuto essere anche di più se avessimo invitato tutti quelli che ci venivano in mente. Certe volte mi sono chiesto se Elena abbia voluto tutti vicino perchè sentiva quello che avrebbe potuto succederle o semplicemente perchè prendeva tanto entusiasmo e tantissima forza dall’affetto delle persone che le volevano bene… Non lo saprò mai, ma mi piace propendere per la seconda possibilità.

Di quella sera mi sono rimasti un palloncino, il top della torta e una foto bellissima, scattata da Andrea dell’Accademia, in bianco e nero, mentre Elena spegne le candeline…

Buon compleanno Gina, il 10 Settembre sarà sempre un giorno speciale…

G.

…Quelle della Vergine

Ciao Gina, in questi giorni mi torna spesso in mente quanto ci piaceva scherzare su alcune caratteristiche del nostro segno zodiacale.

Tu nata il 10 Settembre ed io il 13 ……Ci saremmo fatte gli auguri tra una telefonata di lavoro e l’altra.
Ci piaceva prenderci in giro ripetendo di quanto fossimo precise, metodiche e ordinate, d’altra parte siamo della Vergine , ci dicevamo sempre …

La prossima settimana avremmo avuto due scadenze da festeggiare, soffermandoci a scherzare sui pregi e i difetti (quasi inesistenti a nostro dire !!!!) delle nate a Settembre.

Quindi Gina, buon compleanno ovunque tu sia

Dalla camera

Seduto sul bordo del letto guardo fuori dalla vetrate vedo in lontananza le montagne, i nuovi grattacieli di Milano… Stamattina il cielo è un po’ nuvoloso, l’anno scorso in questo periodo le giornate mi sembra fossero più calde e più terse.

Il Naviglio che come sempre corre sotto le finestre e la fila di macchine dell’ora di punta, come ogni mattina…

E’ la vista dal suo lato del letto. Quando l’aiutavo a sedersi sorrideva, salutava il Naviglio e guardava fuori per qualche minuto…

G.

Settembre

Settembre per noi è sempre stato uno dei mesi preferiti.

Elena era una delle poche persone che nonostante la malinconia per le vacanze che finivano comunque rientrava a lavoro con piacere: le piaceva ritrovare il suo ufficio, il suo lavoro, le sue colleghe… e questo mi diceva fin da quando aveva iniziato a lavorare.

Settembre però era anche il mese del suo compleanno. Lo aspettavamo con ansia e gioia, cercando di fare sempre qualcosa di speciale per festeggiarlo. Per me era un po’ complicato perché avevo poco tempo per trovare i suoi regali, ma alla fine me la cavavo sempre…

E poi c’era il nostro anniversario… una giornata che cercavamo ogni volta di rendere speciale.

Adesso dovrò cercare di continuare a tenere nel cuore Settembre con la dolcezza di sempre… ma è davvero difficile…

G.