Pensieri Sparsi

Tutti i giorni entro in questo blog e leggo i pensieri di Gianfranco e di tutte le persone che ti hanno conosciuto e voluto bene.

Ho deciso finalmente di scriverti anche io Elena. Ci siamo incontrate per un breve tratto di strada, ricordo quegli occhioni blu, la criniera nera ma soprattutto quella tuo tono di voce così dolce.

Uno dei tuoi sogni era andare a vivere a Milano e riuscire a spostare la tua sede lavorativa sui navigli, ti ricordi che ne avevamo parlato più volte? L’ amore grande verso Andrea e il sig. Maggi, i suoi bellissimi quadri appesi in ufficio ti facevano sentire orgogliosa della tua vita, degli obiettivi raggiunti.

Lo so all’apparenza non ci siamo capite, per questo ho aspettato tanto a scriverti, però una cosa vorrei dirtela: questa è un’ingiustizia bella e buona.

Ciao Elena

Hang ten

L’Hang ten è una manovra che si fa con il surf: si sta sulla punta anteriore della tavola e si mantiene l’equilibrio aggrappandosi con le dita dei piedi.

Oggi sono sei mesi da quando Elena se ne è andata…

Da allora io, e credo tutte le persone che le vogliono bene, penso siamo in hang ten… cavalchiamo l’onda delle giornate, in equilibrio sulla tavola, concentrati per non cadere e quindi per non pensare a quello che è successo, a quanto sia ingiusto e a quanto lei manchi a tutti noi. Ma poi inevitabilmente l’onda si rompe e cadiamo dalla tavola…

Ho terminato un libro di Dan Brown, non esattamente uno famoso per storie ricche di sentimento, ma proprio in questo libro ho letto una frase che penso calzi perfettamente al modo in cui Elena ha vissuto…

“C’e solo un modo per trionfare sulla morte, ed è facendo della propria vita un capolavoro. Dobbiamo cogliere ogni opportunità per mostrare gentilezza e per amare pienamente”


Credo che in questo Elena possa essere di esempio per chiunque.

G.

Primavera

A Elena piacevano tanto le romantiche camminate nella pioggia autunnale, la nebbia a Mlano, la neve…

Ma era felicissima quando arrivava la primavera. L’aria diventa più dolce e più calda, le giornate si allungano, le sue adorate piante fioriscono e ci si può alleggerire il guardaroba… anche per prepararsi più in fretta la mattina… Inizia ad esserci la frutta più buona… si prepara la bici per pedalare lungo il naviglio…

Questi primi giorni di primavera sono stati caldi e luminosissimi, ma forse il mio fastidio davanti a tanta luce è semplicemente dovuto al fatto che lei non sia qui per goderne e gioirne.

G.


Memorie della Transpolesana

La Transpolesana è una superstrada che collega Verona a Rovigo, tagliando tutta la bassa padana. E’ una strada che penso alla maggior parte dei milanesi non dica molto, a meno che non viaggino per lavoro.

Eppure nei giorni scorsi, passando per le sue vicinanze ho realizzato che anche in una tratta così poco usuale avevo un ricordo con Elena.

Da quando anche lei aveva inizato a viaggiare per lavoro, quando i nostri giri coincidevano, facevamo in modo di incontrarci almeno per pranzo. A lei non è mai piaciuto fermarsi a mangiare da sola ad un tavolo di ristorante. Abbiamo pranzato insieme a Torino, Lucca, Firenze, Verona, Padova… e in tanti posti dove non siamo stati inseme ricordo di averle raccontato o consigliato dove andare. Posti che era bello condividere.

Sulla Transpolesana è stato in un centro commerciale, in una località dal nome improbabile: Giacciano con Baruchella; abbiamo mangiato un panino e abbiamo guardato un po’ i negozi. Le avevo regalato una borsa.

Poi ci si salutava e ci si dava appuntamento a casa per la sera, dopo una giornata resa più lieve da questo intermezzo.

G.

Yes, it’s love…

Il problema di viaggiare è che ascoltando la radio ogni tanto capitano in programmazione delle canzoni che hanno troppi ricordi perchè si possa ascoltarle con distacco… come mi è sucesso in questi giorni con questo pezzo.

Quando Elena ed io ci mettemmo insieme non era periodo di social, quindi non ci facevamo foto o dediche su Instagram o Facebook…

Una sera che andai a casa sua mi fece trovare una cassetta con delle canzoni che aveva copiato dai vari cd e vinili che aveva. Questa dei Whitesnakes era la prima a suonare. Ricordo ancora il sorriso quasi imbarazzato quando me la diede, forse pensando che fosse un gesto un po’ fuori luogo tra trentenni. Ma in fondo io esprimevo il mio sentimento con disegni e lei con la musica…

Ho ancora quella cassetta e per fortuna ho ancora una piastra per ascoltarla.

G.

Amore materno

Parlando con un’amica mi disse che era rimasta colpita dallo sguardo che Elena aveva quando guardava Andrea. E lei essendo madre di tre ragazzi immagino che ne capisca…

Per Elena Andrea era la sua cosa più bella, il suo capolavoro e lo proteggeva e difendeva in ogni modo.

Incontrai Andrea per la prima volta dopo tre mesi che Elena ed io stavamo insieme, lei non voleva che conoscesse qualcuno che avrebbe poi potuto uscire dalla sua vita.

Qui nella casa nuova volevamo fare una parete con dei poster cinematografici e Andrea mi ha detto che gli sarebbe piaciuto avere quello di “Ritorno al futuro”. Non mi risultava lui fosse mai stato particolarmente appassionato di questo film e quando gli ho chiesto come mai proprio quello mi ha risposto: “Perché sarebbe bello che anche noi potessimo tornare indietro nel tempo e stare ancora con la mamma”.

G.

Mr. Bunch aveva ragione…

Sono circondato da mille ricordi divertenti, dolci, romantici, magari anche non felicissimi ma comunque in cui eravamo insieme.

Poi però inesorabilmente arrivano anche i ricordi dell’ospedale, dell’ ultima settimana, dell’ultima notte…

Questa targa l’avevo fotografata su di una panchina a Central Park. Non so chi fosse John Bunch ma sicuramente aveva ragione…

G.

My sweet home… Rozzano

Per tanti anni Rozzano per me è stata semplicemente un’uscita della tangenziale ovest di Milano, quella dove c’erano il centro commerciale e la torre enorme che si vede anche da lontano.

Poi dall’estate scorsa è diventata il centro del mio mondo. Aspettando che fosse pronta la nostra casa abbiamo affittato un piccolo bilocale vicino all’ospedale per essere comodi ad andare la mattina a fare la radioterapia. Era confortevole, aveva tutto, anche l’aria condizionata.

Ci rifugiavamo quando la stanchezza aveva il sopravvento, gli amici e i parenti venivano a trovarci. Elena la notte non riusciva a dormire e io mettevo il materasso ai piedi del divano così se lei avesse avuto bisogno avrei sentito. Io dormivo e lei guardava la televisione: si erano invertite le parti rispetto agli anni precedenti. Lì per la prima volta sono stato io a cucinare per lei, ovviamente sotto la sua direzione: pasta con i ceci, non è venuta nemmeno male. E’ stata una cenetta davvero romantica.

Dalla strada si riesce a vedere la finestra dell’appartamento: ogni volta che mi è capitato di passare da lì ho gettato uno sguardo comunque, con affetto.

G.

The Last Hurrah

Da adolescente andavo all’ippodromo con mio papà e c’era un cavallo che si chiamava The Last Hurrah. Il nome mi piaceva e mi è sempre rimasto in testa, e poi ho sempre collegato queste parole alla fine di qualcosa di bello o all’ultima volta che si faceva qualcosa: fine della scuola, l’ultimo allenamento, l’ultima partita, l’ultima uscita con una ragazza…

Ieri, un anno fa siamo andati a quello che sarebbe stato il nostro ultimo concerto e abbiamo fatto il nostro ultimo dopo concerto a bere Margarita…

Suonavano i Toto, uno dei nostri gruppi preferiti, eravamo con dei nostri cari amici musicisti e quindi il mood del gruppo era proprio il migliore.

E’ stata una serata bellissima finita con due giri di Margarita…

Avevamo comprato i blglietti anche per altri concerti da lì a fine dell’anno… ma quello è stato The Last Hurrah…

G.

L’Egitto…

Alcune volte Elena ridendo mi diceva che probabilmente era la reincarnazione di una principessa o (meglio) di un faraone egizio, tanta era la passione e l’emozione che le dava la storia di questa civiltà…

Abbiamo visitato le collezioni egizie a Torino, a Londra e a New York ed ogni volta era emozionatissima. Avere davanti oggetti che un faraone aveva avuto tra le mani tremila anni prima la riempiva di stupore ed emozione. Le avevo regalato dei libri per lo studio e la traduzione dei geroglifici e ricordo ancora quando si è messa a tradurmi alcune iscrizioni sulla stele di Rosetta, la sua gioia e la sua soddisfazione.

In Egitto siamo stati un paio di volte, ma solo sul Mar Rosso, non abbiamo mai visitato i siti archeologici e questo era un suo cruccio. Quest’anno però le avevo promesso che avremmo fatto la crociera sul Nilo …

Non ci siamo riusciti…

G.


…Visto che se ne è parlato…

Da quello che Elena mi raccontava, all’inizio ci sono stati i Pink Floyd, ascoltati quand’era piccola seduta in corridoio davanti alla porta chiusa della stanza di suo fratello. “Wish you were here” era uno dei primi pezzi che aveva imparato a suonare con la chitarra.

Poi i Led Zeppelin e con il lavoro in radio tutto il resto… Spandau Ballet e Tony Hadley, gli Eagles, David Bowie, AC/DC con il suo “Hell’s Bells”…

Poi c’era il SUO George, George Benson, con la nostra canzone…

E poi il SUO CLAUDIO, Baglioni, idolo assoluto! Sapeva tutte le canzoni, quasi meglio di lui che, mi diceva, ai concerti certe volte doveva leggere i testi. Ne ha visti non so quanti , se ce n’era uno in prossimità di una ricorrenza il regalo era già trovato. Tante volte mi aveva detto che un concerto di Claudio avremmo dovuto andarlo a vedere insieme…

Non siamo mai risuciti ma ormai tante canzoni di Claudio le ho imparate comunque…

G.

Auguri Chicco!

Caro Federico, oggi è uno dei giorni più importanti della tua vita. Il tuo matrimonio.
Cosa ti avrebbe detto la Gina…
Ogni giorno della tua vita sarà una buona occasione per vivere con amore e gioia. Per coltivare le tue passioni e per affrontare tutto con un sorriso, anche nelle difficoltà.
Condividi i momenti belli e brutti e fai in modo che tutto sia gioioso o comunque alleviato con amore.
Ti voleva bene e sai quanto sarebbe stata felice oggi. 
La vita ti ha già messo davanti tante cose, anche in questi giorni in cui i pensieri di tutti sono per voi ma anche per Giulio. È un viaggio impegnativo la vita, con gioia e dolore sempre a braccetto…
La canzone che ti avrebbe dedicato Elena in questo momento di emozioni contrastanti e travolgenti, potrebbe essere fra quelle del ‘suo Claudio’, la vita è adesso.
Buona vita!

Ginetta

Non per Lei…

Da quando siamo rimasti senza Elena mi sono trovato a prendere decisioni e a fare scelte e quello che spesso mi sono sentito dire è che (purtroppo) ormai devo fare quello che è meglio o giusto per noi, e non per lei…

Ho tantissimo aiuto da parte delle persone che ci stanno sempre vicine, però ho pensato molto a questa cosa…

Per vent’anni per le cose importanti io e Elena abbiamo sempre deciso tutto insieme, per noi, per Andrea, e quindi adesso mi viene ancora naturale pensare lei cosa potrebbe pensare… Però poi ho realizzato che alla fine la visione che avevamo era comune, difficilmente ci trovavamo in disaccordo e alla fine trovavamo sempre quella che pensavamo fosse la soluzione migliore e condivisa…

Quindi credo che comunque non esistano soluzioni per me o per lei, ma semplicemente per noi…

G.