Cosa Farò da Grande

Con Elena spesso ci chiedevamo come fossimo finiti in questa professione di commerciali che non ha niente a che fare con quelle che sono le nostre passioni ed è un mondo lontanissimo da tutto quanto noi avremmo pensato di fare e di essere. L’unico aspetto indiscutibilmente positivo che ci trovavamo era che avevamo avuto la possibilità di incontrarci.

La grande aspirazione di Elena sarebbe stata quella di fare la giornalista, ma nonostante fosse stata obbligata a seguire altre strade non se ne è mai lamentata. Ha sempre preso ogni impegno con la massima serietà e si è sempre applicata con tutte le sue grandi capacità per ottenere il miglior risultato. Nessuna lamentela, nessun rimpianto.

Ogni cosa che doveva essere fatta, doveva essere fatta al meglio e con il massimo impegno.
La dimostrazione è che anche in questo nostro settore, prettamente maschile e tecnico, la sua serietà e la sua grande competenza sono sempre state riconosciute e ammirate.

Credo sia un grande esempio di come la vita andrebbe presa.

G.

La Musica

Come più volte ha scritto, per Elena la musica era una parte indispensabile della sua vita. Aveva la musica di sottofondo dalla mattina quando entrava in bagno fino a sera mentre ascoltava i suoi pezzi preferiti sull’iPod mentre cucinava.

Aveva una competenza e una conoscenza davvero notevoli, conosceva decine di testi a memoria ed era difficile che non conoscesse un cantante o un pezzo.

La chitarra aveva dovuto abbandonarla per un po’ di anni, ma poi, da quando l’aveva ripresa non l’aveva più lasciata, diventando davvero brava. Quando suonava dimenticava tutto, anche nelle settimane più complicate la sua ora di lezione le permetteva di dimenticare ogni cosa e godere di questa sua passione immensa.

Era appassionatissima di David Bowie ed era rimasta estremamente colpita non solo dalla sua scomparsa ma anche dall’ultimo disco, in cui lui sembrava presagire la fine. Me ne ha parlato tantissime volte, ma non durante la malattia. In questi mesi ha tenuto vicina a se la musica dei suoi meravigliosi anni in radio, con tutti i bei ricordi che poteva portarle.

E’ la musica con cui abbiamo voluto salutarla.

Grazie Enzo!

G.

Lo Smile Mancato

Lo smile con la frutta

Durante la sua degenza Elena aveva fatto amicizia con una ragazza che faceva le pulizie in reparto, Maria.

Come spesso succedeva alle persone era stata conquistata dalla dolcezza, dal sorriso e dalla forza di Elena.

Nei primi giorni, quando venivano effettuati gli esami ed Elena era stravolta, cercava di consolarla e per strapparle un sorriso una mattina le aveva preparato uno smile sul tavolo, componendo due mele e una banana. L’esame che aveva fatto Elena quella mattina prevedeva che fosse a digiuno e quindi, al suo ritorno, si era gettata sulle prime cose commestibili che aveva trovato: le mele e la banana! Così non aveva potuto apprezzare questo gesto gentile nei suoi confronti. Però ci avevano riso sopra e ogni volta che riusciva Maria le lasciava uno smile.

Maria è riuscita a tornare a salutarla il giorno prima che se ne andasse, per portarle ancora un ultimo sorriso.

Parcheggi

Con tutto quello che ha passato e che stava passando Elena è riuscita ad indignarsi per la situazione del parcheggio dell’Humanitas!

Io stavo con lei tutti i giorni e mi fermavo fino a sera inoltrata, spesso anche fino a mezzanotte. A quell’ora erano disponibili solo due casse automatiche in tutto il parcheggio… ma fin qui ci può stare…

Ho scoperto però che queste casse non accettavano carte o bancomat, accettavano solo banconote fino a 20 Euro e comunque non davano più di 10 Euro di resto!

Per cui una sera, dopo le 23.00, con in tasca solo una banconota da 50, mi sono ritrovato a girovagare per parcheggio e corridoi in cerca di qualcuno che potesse cambiarmi la banconota. Poi mi è venuto in mente che Elena aveva una banconota da 10 che teneva per ogni evenienza e ho dovuto tornare in reparto a prenderla.

Quando lo ha saputo il giorno dopo era furibonda e ha inserito subito questo titolo tra gli argomenti del blog…

Una Criniera Nera

Ho visto una criniera nera al bar ieri. Elena eri tu?

Ho fatto di tutto per non voltarmi a riguardare, dentro è tornato quel vuoto doloroso. Ho cancellato subito quell’immagine, ma come sempre accade quando cerco di ignorare nella realtà qualcosa che invece merita grande attenzione, sei tornata nei miei sogni stanotte. Mi dicevi di descriverti con dei colori e io con naturalezza pensavo al rosa antico, delicato e apprezzato da tutti, al porpora, perché la tua energia era fuoco caldo e avvolgente, al nero perché per difendermi e proteggermi tiravi fuori le unghie come un puma.
Sei tornata questa notte per dirmi che non mi devo preoccupare di guardare quelle criniere nere, che il tuo ricordo deve essere un pensiero felice non un timore, che posso elaborare il tuo ricordo come un quadro.. ti stai ancora preoccupando ogni giorno delle persone che ami…

Giada

La Casa Dei Sogni

Abbiamo cambiato casa perché, nonostante dove abitassimo ci piacesse tanto, non avevamo più spazio per noi e tutte le nostre cose.

Senza vera intenzione Elena ha iniziato a guardare annunci, le piaceva guardare le case, immaginare di arredarle.

Fino a quando ha visto le foto di quella che sarebbe diventata la casa dei sogni e la ricerca è terminata. L’abbiamo vista la prima volta in una giornata piovosa di Settembre ed Elena se ne è subito innamorata.

Aveva tutto: cucina grande, spazio per me per disegnare, spazio per suonare, tanta luce e una vista meravigliosa sul Naviglio.

Ci abbiamo pensato poco e a inizio Novembre avevamo già firmato per comprarla.

Da allora Elena ha fantasticato ogni momento come arredarla, come disporre i mobili, dove mettere i libri… Ogni volta che riuscivamo passavamo sotto le finestre immaginandoci dietro di esse…

E riuscita ad entrarci il 14 di Agosto, e nonostante la casa fosse ancora un cantiere aveva una gioia negli occhi che poche volte le avevo visto. Ci ha vissuto un mese, grazie a suo fratello è anche riuscita a svegliarsi la mattina e a vedere il Naviglio, ha festeggiato il suo compleanno… è stata, nonostante tutto, felice.

Ogni volta che penso alla crudeltà di quello che è successo non posso fare a meno di pensare alla frase “Gli dei sono invidiosi della felicità degli uomini”…

G.

Dettagli

Quando una parte fondamentale della tua vita viene a mancare, specialmente se in modo così improvviso e crudele, sei sopraffatto da mille ricordi, mille parole, immagini che continuano a venirti davanti agli occhi.

Trovi le foto del matrimonio, delle vacanze, dei viaggi, ricordi tutti gli avvenimenti importanti vissuti insieme.

Quello che però penso sia ancora più doloroso è il ricordo nelle piccole cose quotidiane, quelle più normali, che fino a poco tempo fa erano persino banali.

Una cara amica, cento anni fa, ci regalò delle tovagliette per il pranzo che abbiamo sempre usato e stra-usato, nonostante non siano più in buono stato perché ci piacevano tanto…

Adesso quando apparecchiamo la tavola, vedere la terza tovaglietta restare nel cassetto è una stretta al cuore che toglie il respiro.

Enrico Ruggeri cantava che “a volte un dettaglio può uccidere una poesia”…

Certe volte un dettaglio può uccidere e basta.

G.

Eccellenza

Mi scusi ma non è che non voglio ascoltarla, ma vede la coda?!

Scusi… sto piangendo perché penso a mio figlio che ha i suoi problemi e non può restare senza la mamma…

Sì, patetico, concordo…

Certo. Andrà tutto bene, adesso venga che siamo in ritardo…

Non sarà grave

Mi hanno portata via di corsa dai miei cari spaventandoci tutti.

Perché peggioro? Potevano accorgersene prima?

Temono un ictus, corriamo in pronto soccorso, entriamo subito.
Passano tre ore, la dottoressa è andata a mangiare… non sarà grave, mangiamo.

Il Ventilatore

La disabilità significa anche svegliarsi in piena notte con il ventilatore spento e non riuscire a riaccenderlo.

Un ora per capire come raggiungerlo.
Ma ci son riuscita e il resto della notte è passato.

Un passo per capire come muoversi nel letto, almeno per sedersi un po’ dato che da sdraiata vedevo tutto doppio e da seduta avrei potuto fare crociate e riaddormentarmi. Davvero dormire a me sembra impossibile….

Oggi meeting con Marty e S. valuteremo… Chissà loro cosa pensano. Intanto io comincio la giornata con Hells Bells e nella testa io sono ancora qua, eh già

Immagini

Come succede ad ogni fine anno, si ripensa a quello che è stato, agli avvenimenti che sono successi.

Per me questo 2018 resterà un anno indimenticabile, ma purtroppo non per i motivi che ci eravamo augurati quando iniziò 12 mesi fa.

Cerco di fare in modo che le immagini dolorose non abbiano il sopravvento sulle immagini felici ed entusiaste dei primi 6 mesi, ma certe volte anche il contrasto che inevitabilmente avviene, rende difficile questa cosa.

Però una delle immagini più dolci che porto con me è quella di Elena durante quello che sarebbe stata la nostra ultima visita insieme all’Ikea, uno dei nostri posti preferiti.

Come al solito avevamo comprato il mondo, io ero carico come uno sherpa e spingevo la sedia a rotelle. Lei teneva in grembo, stretto tra le mani, un vasetto di ciclamini e si guardava in giro sorridente e in cerca di altre cose per la casa.

Non saprei dire perché questa immagine mi abbia colpito così tanto, ma adesso quel ciclamino è nel nostro bagno, ancora nel posto dove lei lo ha messo.

Io sono davvero pessimo a curare le piante ma uno dei miei propositi per l’anno nuovo è di accudire questo fiore e farlo crescere come avrebbe fatto lei.

G.

E’ durata poco

Anche Ale è all’ospedale


La frase qui sopra l’ha scritta Elena. Quando ha saputo che nostro cognato era stato ricoverato, per fortuna brevemente, per una colica, nello stesso ospedale dove stava facendo la terapia. La contemporaneità della cosa l’aveva lasciata sgomenta…

Purtroppo era solo l’inizio… ma non lo sapevamo…

In questi ultimi tre mesi dell’anno abbiamo sentito tante brutte notizie, da amici e parenti, più o meno gravi, malattie, semplici acciacchi o addirittura lutti che davvero ci fanno sperare che questo 2018 terribile finisca al più presto…

Auguro a tutti che l’anno prossimo sia decisamente meglio di questo che sta passando…

G.