Questione di stile

In questo periodo mi capita di passare davanti all’ospedale di Rho… ogni volta ripenso a qualche estate fa, era il 2014, quando Elena una domenica, cucinando, si affettò un dito.

Fu una scena abbastanza pulp, ma lei non volle andare al pronto soccorso… si fasciò il dito in qualche modo. Dopo un paio di giorni però la ferita faticava a rimarginarsi e così un collega l’accompagnò al pronto soccorso dell’ospedale di Rho, il più vicino all’ufficio. Io la raggiunsi lì e arrivai che le avevano già messo dei punti e medicato la ferita.

Non riusciva a suonare la chitarra, la medicazione era fastidiosa, ma quello che più la indisponeva era che la medicazione fosse brutta a vedersi!

Così fu estremamente soddisfatta quando trovò dei tubolari colorati da calzare sul dito… ne comprò un po’ e cercava sempre di abbinarli al suo outfit… li indossava con soddisfazione…

In fondo è uno dei ricordi più divertenti di quell’estate…

G.

Colpa di Alfredo

In questi giorni ho scoperto di avere questo pezzo di Vasco nella chiavetta che ascolto in macchina… non me ne ricordavo.

Io ed Elena non eravamo grandi fan di Vasco ma questo pezzo era il mio preferito, ricordo dei tempi del liceo.

Una volta, ci conoscevamo da poco, non ricordo perché ne parlammo e quando le dissi che la sapevo a memoria mi chiese di cantargliela… lo feci, corredando l’esibizione anche di una performance di air guitar e tutti gli effetti sonori delle svisate… rideva alle lacrime… tutto questo nel suo ufficio… meno male che non arrivò nessuno.

Ogni tanto ricordavamo l’episodio, sempre con tante risate… mi diceva che l’avevo conquistata anche con questa esibizione…

G.

Vintage

Come ogni anno parenti e amici mi hanno chiesto cosa desiderassi per Natale…

Avevo pensato di regalarmi/farmi regalare un nuovo aerografo, le penne che ho sono ormai datate e vissute… però mentre pensavo a questa sostituzione ho pensato che entrambe le penne erano state un regalo di Elena… la più vecchia per il compleanno, nel 2001… mi ricordo che andammo insieme in negozio, me la fece scegliere senza che guardassi il prezzo e mi fece uscire prima di pagare… l’altra me la regalò per Natale, nel 2008… un modello particolare adatto per mancini… andammo fino a Torino per trovarla…

E come queste tanti altri oggetti, ormai vissuti, che dimostrano tutti gli anni che hanno e l’uso che ne ho fatto, ma che finché posso voglio continuare ad usare perché comunque legati a lei, suoi regali… mi sembra che se li abbandonassi sarebbe come perdere ancora qualcosa…

G.

Buon Compleanno Clara

E’ il terzo compleanno di Clara che dobbiamo festeggiare senza Elena… ed ogni volta mi pesa…

Elena adorava Clara, la sua unica nipote femmina, aveva sempre mille pensieri per lei e immagino come sarebbe stata emozionata a festeggiarla, specialmente in questi anni, speciali, che dovrebbero essere quelli più belli…

Elena aveva vissuto alla grande la sua adolescenza, quando me ne parlava le brillavano gli occhi… il quartiere, la radio… penso avrebbe potuto stare vicino a Clara con consigli e confidenze come solo una zia può fare…

Tra due anni saranno 18… mi si stringe il cuore pensando a quello che sicuramente le mancherà…

Auguri Clara.

G.

Pausa pranzo

Quando riuscivamo, con Elena, ci trovavamo per pranzare insieme, sia che fosse in giro sia che fosse in ufficio.

In quest’ultimo caso, quando non era possible incontrarci, si portava il pranzo da casa, in alcuni contenitori e li metteva in borse che di solito comprava in giro durante i nostri viaggi.

Quando avevo aperto gli scatoloni avevo trovato la shopper in plastica gialla, che aveva comprato a New York… la usava spesso, era la sua preferita…

L’avevo conservata nel mio studio, tra le cose preziose…

Visto che in questo periodo di lockdown, vengo in ufficio e non ho possibilità di pranzare fuori, mi porto il pranzo da casa e ho pensato di utilizzarla come faceva Elena… mi sembra comunque lei possa farmi compagnia…

G.

Camogli

Anche quest’anno d’estate mi ritrovo a Camogli e per la seconda estate mi ritrovo a fissare il mare pensando a quanto ti sarebbe piaciuto fare lo stesso.
Questo posto magico lascia sempre emozionare e sempre ricorderò alcune serate bellissime insieme

Andrea Noera

02.10.2017

Tre anni fa in questo preciso giorno iniziavo la mia esperienza in Service. Da subito l’ho considerata un’avventura e un’occasione per mettermi in gioco.

Conoscevo già Elena come persona ma ho dovuto riscoprirla nel ruolo di capo.

Pacata, competente,tenace, risoluta e determinata. Sempre positiva nell’affrontare ogni situazione ed emergenza. Sapeva essere dolce e decisa al tempo stesso.

Era un esempio per me, una fonte di ammirazione.

Ho sempre cercato di custodire e di mettere in pratica tutti gli insegnamenti e i valori da Lei trasmessi, sia in ambito professionale che in quello privato, nella vita di tutti i giorni.

Elena si è rivelata il capo con più cuore e migliore che abbia mai avuto.

M.

La perdita e l’assenza

Questo è un passaggio da uno dei miei autori preferiti del momento e ovviamente mi ha colpito molto…

Ho pensato tante volte a quanto è scritto… però non sono sicuro che davvero Stevie stia meglio di Ray… Certe cose vale sempre la pena viverle, certi momenti vale sempre la pena viverli, non importa quanto starai male dopo… ma se riesci a viverteli intensamente e con tutta la passione e la gioia che meritano non potrai mai pensare che non ne valesse la pena…

Credo che Ray soffrirà per non poter vedere più i colori, il cielo, i tramonti… ma sicuramente ricordandoli non potrà che sorridere ed essere felice di quanto comunque ha vissuto…

G.

17

Mio papà era scaramantico, forse perché era nato Venerdì 13 del ’17…

Io per sdrammatizzare questa cosa da tempo ho deciso di adottare il numero 17 per varie attività : quando correvo con i modellini, era il mio numero di maglia a basket, c’è spesso nei miei account digitali, era sul mio casco per la moto…

Però ormai è anche a ricordarmi che il 17 è il giorno in cui Elena ha iniziato ad andarsene… Di quei giorni e notti interminabili ho mille ricordi ma il peggiore è quando al pronto soccorso un infermiere mi portò la sua fede in un sacchettino trasparente, perché ormai le dita erano troppo gonfie… Ricordo di essere scoppiato a piangere perché Elena non si sarebbe mai , mai separata da quell’anello… mi sembrò davvero che fosse finita…

E’ rimasta a me… e certe volte mi chiedo se lei non avrebbe preferito tenerla…

Io indosso ancora la mia…

G.

La luna gialla

Per tutti i nostri anni insieme i biglietti per ogni ricorrenza li ho sempre disegnati io… per Natale, compleanno o anniversari.

Era complicato disegnarli senza che lei vedesse, visto che il tavolo da disegno era in camera da letto… A Camogli li ho disegnati di notte sul terrazzo, a casa tenevo sempre una tavola incompleta per coprire il foglio a cui lavoravo.

Era sempre felice quando glieli davo… credo aspettasse più il biglietto dei regali…

Mi piaceva disegnare il cielo notturno, dare l’effetto delle stelle e mettere sullo sfondo la luna… la facevo sempre gialla e lei mi puntualizzava sempre che la luna non è gialla… io contestavo questa sua affermazione e se ne discuteva ridendo… tanto aveva ragione lei!

Per l’ultimo compleanno non sono riuscito a farle il biglietto : troppi pensieri, confusione e il materiale da disegno ancora chiuso nelle scatole… avevo iniziato a matita quello per Natale, sperando di poterglielo dare… l’ho ancora nella mia cartelletta…

Buon Compleanno Gina, tanti auguri…

G.

La vita è una giungla

Questa frase è una dell mie preferite… l’avevo letta in una striscia a fumetti di Garfield e da allora l’ho fatta mia.

Non ricordo perché l’avessi abbinata a questo disegno… i primi tempi che io ed Elena stavamo insieme non mi aveva fatto incontrare Andrea e così, mentre lei lo faceva addormentare io mi ero portato un blocco da disegno, le matite e la aspettavo disegnando… questo è stato il primo prodotto di quelle attese.

A Settembre questo disegno compirà 21 anni… l’ho sempre avuto appeso davanti alla mia postazione da disegno…

Con tutto quello che è successo e con tutte le cose che ancora non si sistemano… difficile dimenticare il messaggio…

G.

Sospesi

Dopo essere entrati in questa casa avevamo tanti progetti, posti da vedere ,viaggi da fare, pezzi da suonare… Vagheggiavamo di poter abbandonare un lavoro che non ci piaceva e di vivere delle nostre passioni… Ma tutto questo resterà lì…

Durante il primo periodo della malattia stavo imparando a suonare “Hell’s Bells”, uno dei pezzi che Elena adorava, il pezzo con cui apriva la sua trasmissione in radio ogni giorno… Mi sentivo a disagio ad andare a suonare quando lei non avrebbe più potuto, ma quando lo suonavo per lei era felice e questo mi dava la forza per farlo. A Settembre con il mio Maestro passammo ad un altro pezzo, ma ormai non avevo più testa, forza e scopo per imparare… così lo abbandonai.

Quel pezzo l’ho ripreso un paio di settimane fa… mi era rimasto come un sospeso tra tutti quelli che ho, ma questo ho pensato di poterlo chiudere, cercare, almeno in qualcosa, di andare oltre quei giorni… Penso che questa volta potrà venire bene… Credo ne sarebbe contenta…

Forever Young

Con Elena spesso scherzavamo sul fatto che lei fosse un anno più vecchia di me. Puntualizzavo che non fosse proprio un anno , ma nove mesi… una differenza minima, ma lei ridendo mi diceva che ero il suo toy boy.

Questa settimana ci sarà il mio compleanno… l’unica cosa a cui riesco a pensare è che da quest’anno io diventerò più vecchio di lei…

G.

Be Happy

E’ scritto su di un enorme campanello rosa confetto che avevo regalato ad Elena per Natale, uno dei vari regalini pacco che ci facevamo per ridere un po’…

L’avevamo montato subito sulla sua bici, dove spicca decisamente. E lei andando in bici era davvero felice, le piaceva un sacco… appena era possibile le mattine del weekend risalivamo il Naviglio fino alla Darsena , facevamo colazione guardando l’acqua scorrere, mi portava a fare acquisti in fumetteria e poi rientravamo.

Facevamo colazione in un baretto vicino alla chiesa e nei mesi primaverili spesso si celebravano dei matrimoni… in quel caso non ci muovevamo fin quando non vedevamo la sposa entrare in chiesa… tanto volte le scappava anche una lacrima… i matrimoni erano la sua passione.

Adesso prendendo le nostre bici vedo la sua lì ferma, inutilizzata… e pensando al suo sorriso quando suonava quel campanello lungo l’alzaia, trovo che quell’esortazione a volte sia difficile da accettare…

G.

La domanda più difficile…

I primi tempi era sempre difficile rispondere alle domande riguardanti Elena… doverlo dire alle persone con cui non eravamo in contatto continuo, chi chiedeva cosa fosse successo, chi magari non sapeva… Ormai tutto ciò è abbastanza superato, dopo tutti questi mesi.

Adesso la cosa più difficile è quando Andre mi chiede “ti ricordi quando la mamma…”… Solitamente siamo a tavola, la domanda arriva improvvisa, per ricordare quando preparavano un piatto insieme o per immaginare quanto sarebbe stata contenta di una torta venuta bene, anche senza il suo aiuto… Lui mi guarda aspettando la mia risposta… io non posso abbassare lo sguardo o andarmene… posso solo prendere qualche secondo per ricacciare tutto indietro, facendo finta di pensare e poi rispondere…

E’ ancora difficile…

G.

26/3

Oggi sono 18 mesi… un’altro di quei conteggi che non potrò fare per sempre ma che, vista anche la situazione che stiamo vivendo, con tutto il tempo che ho a disposizione, non ho potuto fare a meno di pensare…

Però credo che anche in questa situazione lei avrebbe mantenuto la sua positività, avrebbe tirato fuori il meglio anche da questa situazione…

Quindi abbiamo pensato di pubblicare questa foto, per lei e per noi, per dare un po’ più di luce a questa giornata…

G.

Perdere pezzi

Rompere un bicchiere o dover fare stracci di un lenzuolo strappato dai gatti sono cose banali che sono capitate tante volte… Arriva però un momento in cui ti ricordi di quanto le piacessero quei bicchieri, anche se dell’Ikea, di quando faceva il letto soddisfatta con quel lenzuolo che era fresco di bucato…

…e allora ti sembra di perdere qualcosa di più di semplici oggetti…

G.

19 Marzo

Solitamente in questo periodo a Milano si tiene Cartoomics, convention per appassionati di fumetti e oggetti vari a tema… per noi nerd, come qualcuno affettuosamente mi dice…

Io prendevo sempre il venerdì mattina di ferie per potermela girare in tranquillità e godermi la visita… Come regalo per la festa del papà Elena mi dava sempre una mancia, raccomandandomi di spenderla per quello che mi fosse piaciuto… questa cosa la divertiva un sacco…

Poi ci trovavamo per pranzo dove con divertito interesse guardava tutti i miei acquisti e ascoltava il resoconto della mia visita …

G.

Corpo estraneo

Tra i mille oggetti che che ci sono rimasti di Elena, ce n’è uno che decisamente spicca, totalmente fuori luogo con tutto il resto: un calibro professionale in acciaio, con il suo astuccio…

Era quello che aveva sempre in borsa perché spesso dai clienti doveva prendere le misure degli elementi filtranti, diametri e spessori… era un attrezzo per lei fondamentale, che aveva sempre con sé…. … e chi la conosce bene, pensando a quanto lei fosse lontana da tutto quello che è tecnica o meccanica, sicuramente sorriderà di questa dotazione…

Però posso assicurare che lo maneggiava con la stessa bravura con cui utilizzava gli attrezzi da cucina…

G.

Il tempo che passa

Tra le cose di cucina, uno degli oggetti preferiti di Elena era un calendario perpetuo che le avevo regalato a Natale tanti anni fa, con le immagini di vari tipi di pasta.

La mattina si alzava, veniva in cucina mentre di solito preparavo la colazione e dopo avermi dato un bacio sistemava la data. Era il suo rito mattutino.

Ho attaccato quel calendario ancora in cucina e cerco di aggiornare sempre la data come faceva lei, ma non sempre mi ricordo… però il calendario è sempre lì, mi ricorda i giorni che passano… che il 26 saranno 18 mesi… che il tempo passa, che bisogna andare avanti, ma che è più difficile che ricordarsi di girare le rotelle al mattino…