7 Dicembre

Il 7 Dicembre è il giorno per fare l’albero di Natale… non importa quanto e cosa avessimo da fare, l’albero doveva essere fatto… A Elena piaceva fare l’albero, organizzare le decorazioni in modo che fosse bello carico ma non disordinato, distribuire le luci e le ghirlande…

Metteva tre o quattro cd di canzoni natalizie che ascoltava a nastro mentre lo faceva, cantando e ballando… per lei era un momento davvero felice.

In questi ultimi anni aveva poi comprato una fila di luci da esterno, per il balcone, le piacevano un sacco : non erano chiassose, intermittenti o troppo colorate, erano bianche, a goccia.. Quando arrivava a casa con il buio e le vedeva accese intorno al balcone era felicissima.

Le ho messe l’anno scorso e le metterò sul balcone anche quest’anno… girando l’angolo ed entrando nella via si vedono bene… le sarebbero piaciute…

G.

Un grande viaggio…

Quando Elena creò la sua società era entusiasta ma aveva anche timore per il passo impegnativo che stava facendo…

Ho sempre cercato di rassicurarla e di sostenerla sia per la fiducia totale che ho sempre avuto nelle sue capacità sia perchè ero davvero convinto, lavorando e conoscendo anch’io il settore, che fosse una scelta che avrebbe dato i suoi frutti.

Ricordo che quando arrivò il primo ordine mi chiamò per dirmelo… era entusiasta ma anche un pochino delusa per il fatto che si trattasse di soli 176 Euro…

Allora le dissi che un grande viaggio comincia sempre con un piccolo passo, frase ovviamente non mia e probabilmente nemmeno così, ma al momento mi venne in questo modo.

Sentii la sua voce cambiare e riprendere decisione e convinzione, oltre a percepire uno dei suoi sorrisi mentre mi ringraziava per l’incoraggiamento.

Scrisse la frase sulla copia dell’ordine e se la appese alle spalle della sua postazione…

Credo che comunque, nonstante tutti quelli che l’hanno ostacolata, ma grazie soprattuto alle colleghe che l’hanno aiutata, sia stato un grande viaggio…

G.

Tre Parole

Ieri sera stavo disegnando e mi è passata questa canzone nell’MP3…

Elena ogni tanto me la cantava, specialmente quando guardavamo il tramonto dal terrazzo a Camogli mentre mi abbracciava.

Per un nostro anniversario le disegnai anche un biglietto a tema.

Però mi ricorda anche un altro momento. Nel 2010 avemmo in affido una bambina di 5 anni, Giulia. Si rivelò poi purtroppo un’esperienza dura e difficile e dovemmo concluderla. Però i primi tempi dell’affido furono belli e mi ricordo che un giorno trovarono nel pc il file di questa canzone e si misero a cantarla insieme a squarciagola… fu un momento davvero bello.

G.

Via Madonnina 2

E’ un altro indirizzo di Milano che ad Elena era particolarmente caro.

E’ l’indirizzo dove aveva abitato per qualche anno da piccola. La casa non era grande e così quando la famiglia si allargò ulteriormente dovettero spostarsi.

In Brera c’è un bellissimo negozio di materiale da disegno, così ogni volta che dovevo andarci mi accompagnava e ogni volta mi mostrava il chiosco dove suo papà le comprava il gelato, mi raccontava di quando la portavano a giocare nel cortile del Castello… una volta trovammo il portone aperto ed entrammo in cortile… era emozionata mentre mi mostrava il pianerottolo e la porta di quella che era stata casa sua. Aveva dei ricordi davvero dolci di quegli anni.

Settimana scorsa sono tornato al negozio e ho rivissuto tutti quei racconti, il ricordo del suo entusiasmo…

G.

Quanno chiove

In questi giorni di pioggia battente ho indugiato spesso dietro ai vetri, guardando la pioggia cadere… mentre facevo colazione, preparando la cena…

Specialmente la notte sono stato in mansarda a disegnare o anche semplicemente seduto al tavolo da disegno ad ascoltare la pioggia cadere sui lucernari…

Questo tempo ci piaceva tantissimo, dopo una settimana a correre in giro per lavoro ci piaceva rintanarci in casa, con gatti e castagne per goderci la vista della pioggia.

Quindi credo sia appropriato questo pezzo : Elena ammirava Pino Daniele come grande chitarrista… avremmo voluto andare all’ultimo concerto che tenne a Milano nel Dicembre 2015, ma non riuscimmo. Ci ripromettemmo di non perdere il successivo. Lui purtroppo se ne andò pochi giorni dopo…

G.

Via Marco Polo 10

In questi giorni ho portato la macchina dal gommista e mentre aspettavo che facessero il lavoro ho passeggiato un po’… Ho camminato senza pensare a dove andassi e mi sono ritrovato davanti al cancello di Via Marco Polo 10 : qui è dove abitava Elena quando ci siamo conosciuti.

Era un delizioso bilocale con non tantissimo spazio ma davvero accogliente. Noi ci stavamo bene, anche se quando eravamo tutti e tre si stava un po’ stretti. C’era un bel balcone che dava su di una piazzetta chiusa e dove la bouganville fioriva in maniera clamorosa, con grande gioia di Elena.

In soggiorno abbiamo cenato e guardato film a lume di candela… nella cucina, stretta, avevamo un piccolo tavolino dove cenavamo noi due quando eravamo da soli…

C’era un piccolo ingresso che sotto Natale ospitaval’albero…

Davanti a quel cancello ci eravamo dati il primo bacio…

Adoravamo quella casa , quando decidemmo che avremmo avuto bisogno più spazio il primo pensiero fu di verificare la possibilità di prendere l’appartamento di fianco o di sopra per collegarli… ma non fu possibile… ce ne andammo con un po’ di tristezza e ogni tanto passavamo sotto quelle finestre…

In fondo quella potrebbe essere stata la nostra prima casa dei sogni…

G.

Suonala ancora…

Il video qui sotto è un po’ atipico rispetto a quelli che mettiamo solitamente…

E’ una lezione on-line di Claudio, dove ha usato la Gibson di Elena che gli avevo portato qualche settimana fa.

Vederla fuori dalla cusotdia e sentirla suonare, specialmente “Stairway to heaven”, è stata una grande emozione… mi sono venuti in mente tanti momenti quando entravo in soggiorno e trovavo Elena che provava…

Sono sicuro che le sarebbe piaciuto tantissimo vedere questo video e sentire come suoni ancora la sua bambina preferita…

Grazie Claudio.

G.

Ti ho sposato per allegria…

Elena me lo diceva spesso e spesso mi trovo a scrivere o a pensare a quanto con Elena ci divertissimo quando eravamo insieme. Avevamo i nostri tormentoni, magari ci venivano in mente fatti, persone o frasi che ci avevano particolarmente divertito e ne ridevamo anche a distanza di tempo.

Lei sapeva essere una persona estremamente seria e professionale quando era il momento, ma era anche estremamente solare e divertente, con delle uscite che a volte avevano un effetto amplificato proprio perchè da lei non te le saresti mai aspettate…

Penso che il buon umore che riuscivamo comunque a mantenere, anche nei momenti più complicati, fosse una parte importante di quello che ci faceva stare bene insieme… sapere di avere l’altro vicino bastava per dare comunque allegria alle giornate…

Ridere insieme aveva davvero un sapore particolare…

G.

Seconda stella a destra…

Nonostante fosse una persona estremamente pratica, era pur sempre della Vergine, Elena aveva tantissimi sogni e tante volte ne parlavamo…

Da piccola poteva essere portare a casa ogni gatto randagio che incontrava, da grande coltivare la sua grande passione per la cucina, per la musica… ma alla fine anche per il suo lavoro, nonostante non fosse quello che aveva sempre sognato… ma era qualcosa che avrebbe potuto costruire con le sue grandi capacità.

Il giorno che venne costituita la società l’avevo accompagnata in Veneto e quindi poi ci trovammo per tornare a casa… ricordo che arrivò e scese raggiante dalla macchina del suo socio, emozionata per il passo fatto e per l’idea di avere qualcosa di suo da sviluppare e far crescere…

Purtroppo poi la realtà delle persone sarebbe stata molto diversa, ma lei ha perseguito il suo sogno fino all’ultimo… nonostante tutto e tutti…

G.

Le bambine

Quando Elena parlava delle bambine qualche volta intendeva le sue piante, ma molto più spesso intendeva le sue chitarre.

La prima gliela regalai per il primo Natale insieme… però non sapevo niente di chitarre e quindi poi scoprii che non era proprio adatta a lei.. poi ce ne furono altre, è arrivata ad averne 5, adorava guardare la fila delle custodie…

L’ultima arrivata era stata la Gibson SG, la chitarra di Angus Young. Gliel’avevo regalata per il 50° compleanno… ero indeciso se regalarle un gioiello importante oppure una chitarra importante… il dubbio mi è durato poco… e lei ne fu felicissima. Aveva la custodia rigida e quindi fu un cinema nasconderla per casa. Ricordo ancora il suo stupore quando la feci emergere dalla cabina armadio il giorno del suo compleanno!

Adesso quando salgo in mansarda guardo anch’io la fila di custodie e mi si stringe il cuore. Però la Gibson non ce la facevo a vederla lì così, era il suo gioiello… e allora l’ho “prestata” al suo maestro di chitarra, come mi aveva chiesto lei quando aveva perso l’uso del braccio sinistro… però l’avrebbe rivoluta indietro quando fosse potuta tornare a suonare. Era la sua speranza più grande…

G.

Lucca

Lucca è un’altra delle nostre città preferite. Ci siamo andati spesso, sia quando eravamo in giro per lavoro sia quando riuscivamo ad includerla nei nostri giri di vacanza.

Per me poi Lucca è un posto speciale perchè vuol dire anche fumetti.

Avevamo fatto il nostro primo e unico (almeno fino al 2015) viaggio da soli proprio a Lucca quando lei mi aveva accompagnato per Lucca Comics… era Ottobre 2000…

Eravamo partiti di venerdì pomeriggio, era la prima volta che si allontanava da Andrea per una distanza superiore a quella dell’ufficio… Abbiamo dormito in un bellissimo albergo in una villa d’epoca fuori Lucca, abbiamo cenato in un ristorante in Garfagnana, buonissimo… ma lei aveva sempre il pensiero a Milano… la mattina dopo siamo andati ai Comics, non erano ancora in giro per la città, ma dentro al palazzetto e al campo sportivo… ad un certo punto l’ho guardata, le ho proposto di comprare un gioco per Andrea e tornare a a casa. Mi ha guardato e mi ha detto subito di sì… quel viaggio non è durato nemmeno 24 ore…

Ci abbiamo sempre scherzato sopra : lei mi diceva che nonstante fossi ai Comics e lei mi avesse fatto tornare subito l’avevo sposata lo stesso, io le dicevo che nonstante il primo viaggio da soli l’avessi portata a vedere fumetti mi aveva sposato lo stesso…

Ma negli anni siamo tornati altre volte tutti e tre assieme… portava i bambini al parco giochi!

G.

1936

Questo numero non è nient’altro che il nome di quelle che erano le nostre patatine preferite.

Ogni volta che ne aprivamo un sacchetto le finivamo… spesso la sera quando rientravamo ed Elena preparava la cena ci facevamo un’aperitivo a base di birra o Martini e di patatine…

Nella nuova cucina Elena aveva previsto un’isola suddivisa in modo che io potessi sedermi da un lato mentre lei preparava sull’altro e che permettesse di appoggiare bicchieri e ciotola degli stuzzichini…

Ricordo quando le portai un sacchetto di 1936 in ospedale, ne era stata felice, ma anche la delusione quando mangiandole non ne riconobbe più il sapore a causa del cortisone. Non ne volle più sapere…

Adesso quando andiamo al supermercato passo sempre a prendere un sacchetto di patatine, me ne mangio qualcuna magari bevendo una birra mentre cucino… e vedo le 1936… non le ho più prese… anche per me non avrebbro più lo stesso sapore…

G.

Imprinting

Su alcune cose io ed Elena avevamo visioni differenti.

La nostra libreria era una delle nostre gioie ma mentre a me le mensole piacciono cariche di libri messi anche in maniera caotica e multicolore, a lei piacevano in ordine, magari anche alfabetico e senza troppi colori mischiati. Per questo toglieva la sovracoperta ad ogni libro che l’avesse. Io cercavo di resistere, ma tanto sapevo già come sarebbe finita… e la prendevo sempre in giro per questa cosa…

Anche il suo armadio,pur stipato di vestiti aveva un suo ordine … colori, accessori…

Adesso non riesco fare a meno di continuare a togliere le sovracoperte ai libri e le mie T-shirt le ho divise per colore… nella “sua” cabina armadio credo che avrebbe apprezzato.

G.

The sound of silence

Quello che subito aveva colpito Elena di questa casa era il colpo d’occhio che si aveva dalle grandi vetrate della sala quando si entra in casa : la vista è bellissima e tutto l’ambiente è inondato di luce, anche se magari la giornata non è delle migliori.

Quando però rientriamo la sera, con il sole ormai sceso, è tutto buio, solo qualche riflesso dalle luci della strada…

…e quando solo i gatti ci vengono incontro, mi viene in mente questa canzone.

G.

I say a little prayer

Questa canzone ci piaceva, ma più che altro era collegata ad un film che ogni tanto ci piaceva rivedere, “Il matrimonio del mio migliore amico”. C’è una scena dove gli interpreti cantano questa canzone coralmente che trovavamo davvero divertente…

Oltre questo avevamo tutta una serie di commedie romantiche che ci piaceva guardare insieme, specialmente la sera o nei pomeriggi uggiosi, con castagne e gatti addosso.

I suoi dvd avevano un posto separato da tutti gli altri, le piaceva sapere dove fossero e non doverli cercare in mezzo alle decine di quelli che prendevo io e che sistemavo alla rinfusa…

Ancora i suoi li tengo separati… ma non li ho più guardati…

G.

A pranzo insieme

In questo ultimo periodo mi è capitato di passare un po’ di volte nella zona di Via Stephenson, a Milano. Da quando ci sono stati i lavori per Expo la zona è completamente cambiata ma ricordo quando io ed Elena ci trovavamo lì per pranzo.

Lei lavorava a Mazzo di Rho, vicino ma non proprio comodissimo avendo solo un’ora di pausa. Però all’inizio della nostra relazione si trovava un po’ in difficoltà nei confronti del suo responsabile, visto che comunque ero pur sempre un fornitore e lei faceva gli acquisti. Per questo ci trovavamo in posti defilati rispetto all’ufficio. La zona non era delle migliori, ma c’era un self-service dove si mangiava bene, non si spendeva tanto e si vede che piacevamo alla ragazza alla cassa, che ci guardava sempre con simpatia, quasi con dolcezza. Ci andavamo spesso, ci piaceva.

Mi ricordo che durante un pranzo parlavamo delle vacanze e io dissi ad Elena che avremmo potuto farle insieme… Lei mi guardò con gli occhi lucidi e mi disse che le sarebbe piaciuto.

Iniziammo a programmare le nostre prime vacanze inseme, a Cadaques…

G.

A muso duro

E’ un’altra canzone che ci piaceva e che mi è capitato di sentire in questi giorni alla radio. Certo il titolo non sembra essere molto attinente al sorriso e alla dolcezza di Elena, ma sicuramente lo è con il piglio e la decisione con cui affrontava la vita di tutti i giorni.

Aveva passato periodi difficili senza mai perdere il sorriso e la sua positività, senza cedere… sempre decidendo tutto con buon senso e quella sua saggezza che la portava a dire, scherzando ma non troppo, che non aveva sempre ragione, ma non aveva mai torto.

Per questo ascoltando il testo di questa canzone non posso fare a meno di pensare a lei… soprattutto l’ultima strofa…

I suoi giorni non sono stati quanti avrebbero dovuto essere, ma lei sicuramente li ha vissuti tutti al meglio…

G.

Una scatola di latta

Una scatola di latta era quella che usavamo come cassa per il negozio di Camogli. Non saprei dire da dove arrivasse, Elena l’ aveva portata fin dal primo anno del negozio e ci metteva ogni incasso. Ridendo dicevamo che sembrava Gollum con l’anello : le piaceva fare i conti a fine giornata, controllare i tagli delle banconote in modo da avere sempre il resto da dare, ogni sera la portava a casa per non lasciarla in negozio. Era felice ogni volta che vendevamo qualcosa… non tanto per l’incasso quanto perchè a qualcuno era piaciuto quello che avevo fatto.

Ultimamente ho pensato di provare a fare qualche attività per tornare a vendere i miei quadri e, nonstante avessi maneggiato 300 scatoloni, sapevo esattamente dove trovare questa scatola. Ho pensato che fosse bello utilizzarla ancora per quello che era sempre stata.

Quando l’ho aperta il primo pensiero è stato che non fosse stata una grande idea : c’erano ancora note scritte da lei, contatti di gente che ci aveva commissionato dei quadri e la busta del più lussuoso hotel di Camogli dove il nostro migliore cliente aveva lasciato il saldo dei primi quadri che ci aveva comprato. Per Elena era il portafortuna totale…

Quando però mi è tornato il fiato e mi è passato il pianto ho pensato che in fondo è bello poterla tornare ad utilizzare, magari con la stessa gioia con cui lei l’apriva ogni volta.

G.

Londra

Pensando alla nostra visita alla mostra dei Pink Floyd non ho potuto fare a meno di pensare a Londra, forse la città straniera preferita di Elena. Insieme ci siamo stati tre volte, una volta per il mio compleanno e due volte per il nostro anniversario. Poi lei era andata anche per il quarantesimo di un’amica.

A Londra non ci sentivamo turisti, ci muovevamo come se fossimo a Milano. C’è questa possibilità di fare cultura e subito dopo shopping sfrenato, il British Museum con di fronte una deliziosa fumetteria. Durante il nostro ultimo viaggio c’erano anche i ragazzi dell’Accademia e abbiamo passato una bellissima serata al pub…

E poi Camden, la Tate Modern, Temple Church… tanti ricordi, tante avventure, come quando perdetti il portafoglio e ci dovemmo recare avventurosamente in ambasciata. E tante immagini… due dell’ultimo viaggio : lei sorridente davanti ad una birra ed un piatto gigante di fish and chips e in un pub di Camden mentre si mette i capelli a mo’ di baffi, con gli occhi che ridono divertiti…

Erano per lei bei giorni… Londra, la mostra… stavamo aspettando di sapere se la nostra proposta per la casa nuova sarebbe stata accettata… erano sorrisi pieni di gioia ed aspettative…

A distanza di un anno da quelle foto la vita sarebbe stata completamente stravolta…

G.

Comfortably numb

In questi giorin, due anni fa, eravamo a Londra. Avevamo organizzato il viaggio per andare a vedere una mostra sui Pink Floyd e nello stesso tempo festeggiare il nostro anniversario.

Elena era emozionatissima davanti alle chitarre di David Gilmour o ai quaderni con la calligrafia di Roger Waters : per lei erano come delle reliquie inestimabili. Ricordo una foto dove ha lo sguardo rapito all’intorno, mentre ascolta in cuffia la voce della guida. Sembrava davvero una ragazzina in gita scolastica…

Alla fine della mostra c’era questa sala, buia, con del fumo leggero che continuava ad uscire e le immagini di un concerto mentre suonavano questo pezzo e che giravano tutto intorno al muro. Il brano continuava in loop e invitavano a sedersi o sdraiarsi per terra e ascoltare chiudendo gli occhi…

Siamo stati lì ad ascoltare il pezzo due o tre volte… poi Andrea ci ha fatto alzare.

G.