26/3

Oggi sono 18 mesi… un’altro di quei conteggi che non potrò fare per sempre ma che, vista anche la situazione che stiamo vivendo, con tutto il tempo che ho a disposizione, non ho potuto fare a meno di pensare…

Però credo che anche in questa situazione lei avrebbe mantenuto la sua positività, avrebbe tirato fuori il meglio anche da questa situazione…

Quindi abbiamo pensato di pubblicare questa foto, per lei e per noi, per dare un po’ più di luce a questa giornata…

G.

Perdere pezzi

Rompere un bicchiere o dover fare stracci di un lenzuolo strappato dai gatti sono cose banali che sono capitate tante volte… Arriva però un momento in cui ti ricordi di quanto le piacessero quei bicchieri, anche se dell’Ikea, di quando faceva il letto soddisfatta con quel lenzuolo che era fresco di bucato…

…e allora ti sembra di perdere qualcosa di più di semplici oggetti…

G.

19 Marzo

Solitamente in questo periodo a Milano si tiene Cartoomics, convention per appassionati di fumetti e oggetti vari a tema… per noi nerd, come qualcuno affettuosamente mi dice…

Io prendevo sempre il venerdì mattina di ferie per potermela girare in tranquillità e godermi la visita… Come regalo per la festa del papà Elena mi dava sempre una mancia, raccomandandomi di spenderla per quello che mi fosse piaciuto… questa cosa la divertiva un sacco…

Poi ci trovavamo per pranzo dove con divertito interesse guardava tutti i miei acquisti e ascoltava il resoconto della mia visita …

G.

Corpo estraneo

Tra i mille oggetti che che ci sono rimasti di Elena, ce n’è uno che decisamente spicca, totalmente fuori luogo con tutto il resto: un calibro professionale in acciaio, con il suo astuccio…

Era quello che aveva sempre in borsa perché spesso dai clienti doveva prendere le misure degli elementi filtranti, diametri e spessori… era un attrezzo per lei fondamentale, che aveva sempre con sé…. … e chi la conosce bene, pensando a quanto lei fosse lontana da tutto quello che è tecnica o meccanica, sicuramente sorriderà di questa dotazione…

Però posso assicurare che lo maneggiava con la stessa bravura con cui utilizzava gli attrezzi da cucina…

G.

Il tempo che passa

Tra le cose di cucina, uno degli oggetti preferiti di Elena era un calendario perpetuo che le avevo regalato a Natale tanti anni fa, con le immagini di vari tipi di pasta.

La mattina si alzava, veniva in cucina mentre di solito preparavo la colazione e dopo avermi dato un bacio sistemava la data. Era il suo rito mattutino.

Ho attaccato quel calendario ancora in cucina e cerco di aggiornare sempre la data come faceva lei, ma non sempre mi ricordo… però il calendario è sempre lì, mi ricorda i giorni che passano… che il 26 saranno 18 mesi… che il tempo passa, che bisogna andare avanti, ma che è più difficile che ricordarsi di girare le rotelle al mattino…

Domenica mattina

Sono 18 mesi che non leggo un quotidiano dall’inizio alla fine, come facevo una volta. Le notizie le prendo qua e la parlando in giro o dalla rete. Mi spiace, leggere il quotidiano mi è sempre piaciuto, fin da ragazzino, ma in questi mesi mi è mancato, oltre alla voglia, anche il tempo. E me ne rendo conto specialmente in periodi come questo, di eventi eclatanti.

Nella vecchia casa avevamo il servizio che ci lasciava il giornale sulla soglia… era bellissimo la domenica mattina alzarci e metterci in pigiama a fare colazione e leggere il giornale. Spesso portavo a Elena la colazione a letto, con il giornale… era una coccola che adorava.

La cosa che la divertiva di più era mescolare tutte le pagine, piegarle in modo improbabile e poi annunciarmi che lei ave a finito e se volevo potevo prenderlo… quindi dovevo ricomporre il tutto, stirare un po’ le pagine prima di iniziare a leggere… sotto il suo sguardo divertito…

Forse non mi piace più leggere il quotidiano perché adesso sarebbe troppo in ordine…

Many too many

Spesso mi trovo a ricevere emozioni particolarmente forti da oggetti o posti in cui mi imbatto durante le mie giornate, ricordi che vengono risvegliati o riemergono da dettagli…

La radio è una delle fonti più prolifiche, visto che la nostra vita insieme è stata scandita sempre da musica e concerti… e anche per quello che la radio ha sempre rappresentato per Elena . una passione infinita.

Oggi mentre guidavo ho sentito questo pezzo e mi ha messo addosso una malinconia feroce… è strano perché non ho ricordi particolari legati a questa canzone… ci piaceva Phil Collins solista, lo abbiamo visto una volta in concerto e ci sarebbe piaciuto rivederlo nel nuovo tour che stava facendo… Sentendo questo pezzo però mi sono ritrovato a pensare ai nostri momenti, alle nostre giornate… non so come mai..

Comunque un pezzo bellissimo e quindi ho pensato di metterlo qui… per chi lo conosce e per chi non l’ha mai sentito… come un passaggio in radio…

G.

Vento

La nostra casa è all’ultimo piano di un palazzo con intorno solo spazi aperti; quindi nelle serate di vento sul nostro balcone si sente in modo particolare, quando poi è forte sposta anche quello che c’è fuori…

Stasera è una di quelle sere… sento il vento fischiare e qualcosa che viene trasportato sul balcone, ma non ho voglia di uscire a vedere…

A Elena il vento decisamente non piaceva, diceva che la rendeva inquieta e nervosa… Abbiamo vagheggiato spesso una vacanza in Sardegna, lei non ci era mai stata, ma mentre io sognavo Caprera, dove gli alberi crescono piegati a causa del vento, lei mi diceva di trovare posti soleggiati, tranquilli e senza vento…

Anche nella casa precedente il vento si incuneava tra i palazzi e fischiava forte… lei si metteva al riparo sotto il piumone tanto che io alla fine vedevo spuntare solo la punta dei suoi ricci…

Stasera sarebbe stata una di quelle sere….

G,.

Come rane sull’asfalto…

E’ un espressione che uso spesso quando parlo di qualcuno che resta bloccato dallo stupore di un avvenimento o da un affermazione… come restano bloccate le ranocchie quando di notte vengono sorprese dai fari delle auto mentre sono sull’asfalto…

Come ogni inizio anno abbiamo dovuto tornare al S.Paolo per le visite di controllo di Andre e ci siamo trovati a passare dal salone all’ingresso…

Ogni volta è una stretta al cuore, al ricordo di quante volte sono entrato per andare da Elena, quanto tempo abbiamo passato seduti su quelle seggioline o al bar per toglierci dalla claustrofobia del reparto…

Però mi ha fatto sorridere il ricordo di una domenica in cui c’era una gara di MotoGp. Veniva trasmessa la sera in differita e quindi avevamo passato tutto il giorno ad evitare qualsiasi fonte di notizie e vietato a chiunque di parlarne. La gara era alle 22 e quindi scendemmo nell’ingresso dove c’è una televisione. Vedere insieme la gara, come al solito, anche se in un ambiente così strano, ci dava un po’ di normalità…

Ci stavamo godendo la gara quando ad un certo punto la televisione si spense di colpo ed arrivò un custode dicendo che doveva chiudere l’ingresso… Noi restammo lì basiti, come rane sull’asfalto, per qualche secondo poi scoppiammo a ridere e andammo alla ricerca per sapere il risultato finale della gara…

Da allora mi è rimasta la passione ma parecchia voglia di guardare i GP se ne è andata…

G.

Tanti Auguri Bubi…

E così siamo arrivati al secondo giro di compleanni che festeggeremo senza Elena… certo non è che potrò star qui a contarli all’infinito, ma è una cosa che ancora fa decisamente male, soprattutto per quello di Andre…

Ogni volta che che arrivava il 26 di Gennaio trovavamo sempre qualcosa da fare e un modo particolare per festeggiare… e ogni volta, ammirandosi il suo ragazzo, raccontava di quando glielo portarono dopo il parto e guardandolo esclamò “Bubino!”.

Non ha mai saputo dirci da cosa o dove sia venuto questo soprannome… lo abbiamo adottato tutti, parenti amici…

… e ogni volta ripenso al suo sorriso quando raccontava questa storia…

G.

Perché no…

Quando eravamo nella casa vecchia la spesa ce la facevamo portare a domicilio… un po’ pigrizia e un po’ la voglia di non perdere tempo il weekend nel delirio di un supermercato .

Capitava però che nei nostri giri andassimo per comprare qualcosa che ci mancava o per una ricetta domenicale di Elena.

Allora lei mi cantava sempre questa canzone…

E adesso che a fare al spesa vado ogni settimana, ogni volta la risento…

G.

Art Attack

Questa domenica è stata una giornata abbastanza pesante, il mio umore era davvero ai minimi storici e mentre vagavo per casa sono passato sul balcone e ho visto lì, per l’ennesima volta, una scatola che stazionava in quel punto da un anno e mezzo, ormai marcia di intemperie e caldo. Allora ho deciso di metterci le mani e tra carta marcia e insetti morti ho trovato alcuni vasi, tutti imballati benissimo… e la cosa non mi ha stupito…

Erano vasi di cui non mi ricordavo ma erano decisamente importanti…. Uno conteneva i sassi di Camogli, un altro un po’ di saponi che avevamo preso a Mentone… ma soprattutto c’erano un vaso e un porta candele decorati da Elena.

Quando facevamo il negozio a Camogli per un paio di anni aveva voluto cimentarsi nella decorazione di oggetti in vetro, con vernici e paste da applicare e fissare poi a caldo. Era entusiasta di questa idea…

La sua decorazione preferita erano dei fiorellini, molto semplici ma deliziosi. Lei si scherniva perchè li paragonava alle mie tele ma io le dissi di non fare paragoni e andare avanti.

Una sera entrò una signora e comprò bottiglia e 6 bicchieri decorati così… Elena era incredula, ma troppo felice… considerò sempre memorabile quella serata.

Ma poi ricevette la chiamata di questa signora perchè un’amica aveva visto il set e lo voleva assolutamente anche lei… così tornati a Milano li preparò e li portò alla cliente, emozionata da questa soddisfazione.

E’ stato bellissimo vederla così felice per questa cosa… Ho ancora tutti quei colori… ma io quei fiorellini così belli non riesco a farli…

G.

Crocetta

Certe volte mi capita di camminare senza badare a dove stia andando, mi piace girovagare senza una meta precisa… solo che poi capita di passare in posti dove i ricordi possono essere più dolorosi che altrove.

Durante il periodo natalizio ho lasciato Andre in centro a Milano con degli amici e mentre lo aspettavo ho iniziato a camminare e mi sono ritrovato a passare in Crocetta, sul Corso di Porta Romana… e subito sono stato assalito da mille ricordi…

La Crocetta infatti per quattro anni è stato un po’ il centro del nostro mondo, visto che Andre andava lì alle superiori. E’ anche una zona che ci piaceva e quindi ci ritrovavamo spesso per i colloqui con i professori, per gli eventi che la scuola organizzava, per prendere Andre e portarlo a casa. Quando arrivavamo in anticipo facevamo giri lì intorno oppure, se il meteo lo consentiva, ci sedevamo al parchetto vicino. Avevamo individuato i posti giusti per andare a pranzo, quando gli impegni a scuola erano vicini al mezzogiorno.

Però il ricordo più dolce è del primo anno… quell’anno Andre andava a scuola anche di sabato e noi ci svegliavamo con lui per accompagnarlo. Faceva solo quattro ore e quindi non stavamo a rientrare a casa per poi tornare, ma stavamo in giro… Passeggiavamo per il centro, qualche volta sul Naviglio, in un clima quasi surreale visto che il sabato mattina prima delle nove era tutto deserto, con i negozi chiusi. Facevamo colazione con calma e poi passeggiavamo mano nella mano a passo blando, per tirare l’ora e goderci ogni momento in tranquillità. Ho ricordi di piazza Duomo semi-deserta, silenziosa nella luce del mattino primaverile… bellissimo…

Erano momenti preziosi, solo per noi…

G.

10 anni

Non avevo realizzato immediatamente che oltre ad iniziare un nuovo anno stavamo iniziando anche un nuovo decennio…

Il decennio scorso non era iniziato nel migliore dei modi : avevamo avuto l’esperienza dell’affido che purtroppo si era rivelata difficilissima, era mancato Luca un nostro caro amico, era stato l’ultimo anno di Kyril… e poi nel proseguo se ne era andata la nostra miciona, era mancato anche l’altro Luca di Camogli, erano tornate le crisi ad Andre ed avevamo dovuto ricominciare le terapie, la ditta di Elena aveva dovuto chiudere e lei si era lanciata nell’avventura di una società sua… Però sono stati anche anni in cui abbiamo potuto ricominciare a fare qualche viaggio, siamo riusciti a realizzare due sogni di Elena : un viaggio a New York e una crociera… sono stati gli anni migliori del nostro negozio a Camogli… siamo diventati prozii… avremmo cambiato casa… gli anni delle superiori di Andre sono stati belli e divertenti, ricchi di figure importanti, una delle quali però ci ha lasciato anche lei…

E’ stato un decennio denso di avvenimenti positivi e negativi, come credo sia nella natura delle cose…

Però non avrei mai pensato che il decennio successivo lo avrei iniziato da solo…

G.

Ma che freddo fa…

In questi giorni è finalmente arrivato un po’ di inverno, freddo e dei bei nebbioni… e mi sono accorto quanto, in ogni gesto anche banale, possano esserci ricordi di chi non c’è più…

Stamattina ho avviato la macchina e Andre, come consuetudine, grattava il ghiaccio dai vetri… Mi sono trovato a pensare a quando, uscendo il più delle volte per primo, grattavo il ghiaccio dalla macchina di Elena prima di partire… poi mi chiamava sempre per ringraziarmi, felice di quella sorpresa…

Era un’attenzione che le faceva davvero piacere, specialmente le mattine che era in ritardo ed evitare questa operazione le faceva recuperare un po’ di tempo…

Per associazione mi è venuta in mente questa canzone… era la canzone preferita dell’ultima collega di Elena nel vecchio impiego. quando glielo aveva detto Elena era troppo divertita perchè era una canzone della nostra infanzia…

Ogni tanto allora si metteva a canticchiarla saltellando probabilmente come faceva da bambina quando l’ascoltava…

G.

Survival

Oggi mentre tornavo a casa hanno passato questo pezzo alla radio… Ogni volta che sento un pezzo degli America non posso fare a meno di pensare che avremmo dovuto andarli a vedere in concerto il 15 Ottobre del 2018…

Non li avevamo mai visti dal vivo ed eravamo curiosi di ascoltare questo gruppo che ascoltavamo ai tempi delle superiori e che Elena sicuramente passava in radio.

Quando fu costretta sulla sedia a rotelle avevamo già i biglietti per questo concerto e lei anche per quello del suo Claudio, il 15 di settembre… Realizzando che questo fatto avrebbe potuto presentare delle difficoltà all’inizio restò un po’ sgomenta, ma durò poco. Ricordo che ci pensò un po’ su e poi sorridendo mi disse che in fondo stando sulla sedia a rotelle avrebbe potuto magari assistere al concerto da una posizione migliore… insieme al suo accompagnatore…

Non sarebe stato certo questo ad impedirle di andare ad un concerto… Riusciva a vedere sempre oltre.

G.

Il ciclamino di Elena

Tra i propositi che avevo fatto per il 2019 c’era quello di prendermi cura del ciclamino di Elena. Era una delle cose a cui tenevo di più…

Devo dire che ho avuto sucesso… anche se onestamente non è che sia servita una scienza botanica molto approfondita : lo bagno quando la terra è asciutta… Gli ho anche cambiato vaso, l’ho messo in uno più grosso, è rigoglioso e ormai è più del doppio di quando lo abbiamo preso.

Ogni volta che lo guardo mi torna in mente il sorriso di Elena mentre lo portava in giro per l’Ikea e penso a come sarebbe stata felice ad ogni fiore che avesse visto sbocciare…

G.

HEROES

E’ il titolo del mio pezzo preferito di David Bowie, il Suo David…

Però questa volta mi permetto di usarlo non per per parlare di lei ma per dedicarlo a me e ad Andre, perchè ormai siamo a fine anno e si hanno tanti pensieri su quello che è stato… e che sarà…

L’anno scorso, dopo che Elena ci lasciò, gli ultimi tre mesi dell’anno li passai come in una bolla, dovevo abituarmi alla sua assenza, a fare le cose che prima faceva lei… tante incombenze burocratiche le rimandai proprio perchè dovevo entrare nell’ottica che nessun altro avrebbe potuto. Io ero quello che sistemava le prese elettriche e metteva le mensole… Furono quasi tre mesi di prova. Quandò iniziò il 2019 avevo timore dei mesi che sarebbero arrivati, del fatto che avrei avuto davanti un anno intero senza di lei e più nessuna scusa per rimandare quello che andava fatto.

Sono sopravvissuto alle pratiche per la successione, dell’assicurazione del mutuo, rapporti con le banche, dichiarazione dei redditi e relativa preparazione della documentazione, sia mia che sua, non sono indietro con i pagamenti delle bollette, ho cercato di tenere i conti sotto controllo e non siamo andati in rosso, puntuali con il mutuo, magari un po’ meno con le spese condominiali… Ho reinvasato due piante e tutto sommato la mortalità del verde casaslingo è stata ridotta, non ho mai avuto calze spaiate nei bucati, Andre non è deperito, quindi vent’anni a cucinare insieme a qualcosa saranno serviti, la casa è ha posto e finita… Andre, oltre a tutto quello che ha passato anche lui, deve sopravvivere alla mie giornate cupe, quando magari gli rispondo male o gli rompo le palle senza motivi seri… e nonostante tutto è sempre pronto ad abbracciarmi con il sorriso, come faceva sua madre…

Credo che Elena sarebbe contenta di noi…

Non abbiamo fatto tutto da soli comunque… abbiamo avuto famiglie ed amici che ci sono stati vicini, sempre, aiutandoci sia in maniera pratica che con parole quando ne avevamo bisogno… I compleanni e le feste li abbiamo passati sempre in compagnia e non abbiamo avuto modo di avere pensieri tristi… io almeno non subito… Ho avuto un estate luminosa grazie a chi ha fatto in modo che il sole non fosse solo una condizione meteo… Il Campus a Jesolo è stato ancora una volta un’esperienza memorabile : nonstante ogni angolo mi riportasse ad altri ricordi le serate con i ragazzi e i maestri sono state fantastiche per me e per Andre, un concerto splendido e ancora una volta Gabriele e Andrea mi hanno commosso, dedicando questa settimana a Elena…

Non so questo anno nuovo cosa potrà portarci, sicuramente non sarà ancora un anno facile ma avrò tempo per pensarci…

Buon Anno!

G.

Cucinare da solo

Per tutti i nostri anni insieme ho sempre aiutato Elena a cucinare : era divertente, lei preparava i piatti e io facevo il resto, affettare, pelare, grattuggiare etc… La cucina della casa vecchia non era enorme, avevamo pochi punti di appoggio, ala fine era sempre un delirio ma noi ci giravamo bene, non ci intralciavamo mai.

Questa cucina è enorme, Elena l’aveva studiata per poter avere tutto al posto giusto e poter usare le cose senza problemi… ma purtroppo non è mai riuscita.

Avevamo ospiti ogni tanto, ma mai numerosi come a Santo Stefano, quando tutte e due le nostre famiglie, per tradizione, si riusniscono da noi. In questo caso siamo sempre parecchi e quindi il lavoro di preparazione di conseguenza.

Anche se Elena non c’è più avevo deciso già dall’anno scorso di mantenere questa consuetudine che lei adorava e che tutti aspettavamo con gioia. E’ stato comunque un modo per sentirla sempre con noi…

Però ho dovuto cucinare da solo… in una cucina enorme…

G.

La tavola natalizia

A Elena piaceva un sacco preparare la tavola per Natale o, più in particolare per il pranzo di -Santo Stefano.

Il pranzo di Natale era un po’ itinerante, non sempre si faceva da noi e anche quando era non eravamo mai in tanti e usavamo il servizio bello della lista nozze. Invece per Santo Stefano eravamo sempre una brigata, da tradizione si è sempre fatto a casa nostra, e allora avevamo scelto di utilizzare piatti di carta.

Però i piatti che venivano utilizzati erano sempre scelti con estrema cura, attenzione agli abbinamenti di colore e soprattutto che non si ripetessero combinazioni dell’anno precedente. A questo scopo venivano fatte parecchie foto che restavano come documentazione.

Sceglieva con cura anche il centro-tavola : poteva essere con frutti o con pigne colorate, con ghirlande o fiori, ma tutto doveva essere perfettamente armonizzato… un vero outfit della tavola…

G.